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Toscana / Il quarto decennio

Il "Maggio" e la stazione

Decennio per decennio un secolo di vita quotidiana: 1930-1940

Scritto da Pier Francesco Listri il 1 aprile 2005

00000031-00000001 Giornalista e scrittore
Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso".

Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar".

Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.
Il Maggio e la stazione
Il 1930 apre un decennio importante
per la Toscana e per Firenze e lo apre, cadendo il 4° centenario della morte di Francesco Ferrucci, con la ripresa storica in Piazza Signoria, il 4 di maggio, della più tradizionale festa fiorentina, il Calcio in Livrea, di cui è presidente quell'anno il podestà, conte Giuseppe Della Gherardesca, mentre a capo della giunta esecutiva è Alessandro Pavolini. Quest'ultimo personaggio sarà, ora vedremo, molto importante in questo decennio nel quale copre la carica di segretario del fascio, prima di assurgere alla carica di ministro.
Sono gli anni cosiddetti "del consenso al regime": le conquiste dell'Impero lo rafforzeranno, ma i successivi passi del fascismo e soprattutto le "Leggi Razziali" del '38 lo vedranno impallidire, nella previsione, fra l'altro, della guerra imminente.
Firenze sente che è il suo decennio. Ormai biciclette e automobili hanno quasi spodestato le carrozzelle; la città si punteggia di semafori e di cartelli segnaletici. Nasce la "Befana del Vigile", accanto al tradizionale folklore dei carrettini dei trippai, dei friggitori, dei venditori di roventini. Il popolo affolla le fiaschetterie mentre la borghesia sorbisce bibite da Gilli, Paszkowski, le Follie Estive. Si riempiono i cinema, che si chiamano Imperiale, Trionfale, Educativo; i film non sono granché: "La cieca di Sorrento", "Desiderio", "Veglia d'armi", "San Francisco".
Invece alle Giubbe Rosse si raccoglie tranquilla la fronda degli intellettuali e degli scrittori. Fra loro ci sono già il pittore Ottone Rosai e gli scrittori Vittorini e Bilenchi.Fra poco si aggiungerà il giovane Pratolini che, nato nel '13 in via dei Magazzini, vive in una camera ammobiliata con la nonna in via del Corno, fa il garzone e il tipografo in borgo Allegri, passa due anni in sanatorio e finalmente è pronto per raccontare la sua Firenze. Il "Bargello", la rivista fascista del Comune, spumeggia di proposte spesso sinistreggianti: sono i giovani che scalpitano.
Tocca al più alacre e deciso protagonista del fascismo fiorentino, il bilaureato e di ottima famiglia Alessandro Pavolini, nel fascio dall'età di appena 17 anni, "rilanciare" Firenze. Egli sposa l'antica idea di Ubaldino Peruzzi, lanciata da Palazzo Vecchio nel 1870, di una Firenze antindustriale tutta dedita alle arti e alla cultura, che può fare dell'artigianato e del turismo le sue grandi chances.

Capolavori in cemento
I fatti non si fanno attendere. Compiaciuti e interdetti i fiorentini assistono a un fiorire di grandi opere pubbliche. Fra il '31 e il '35 nasce il bellissimo Stadio Comunale, con la snella torre di Maratona, l'aerea pensilina senza sostegni, progettato al Campo di Marte dal giovane ingegnere Luigi Nervi, mago del cemento armato. Nasce anche (1931-32) la nuova Stazione di Santa Maria Novella, considerata avveniristica e capolavoro dell'architettura razionale, figlia di un gruppo di giovani architetti (Berardi, Baroni, Guarnieri, Lusanna) su cui svetta il giovanissimo Giovanni Michelucci, più tardi autore di edifici-capolavoro in Toscana fino alla famosa Chiesa di San Giovanni all'autostrada. Il progetto della stazione ha diviso i fiorentini: contrari Ardengo Soffici, Mino Maccari e Ugo Ojetti; favorevoli Vittorini, Bilenchi, Bonsanti e Pratolini. Prende vita anche quella grande esposizione presto internazionale, tutt'oggi viva, che è la Mostra dell'Artigianato, negli spazi del Parterre. Infine, nel '31, si fonda il "Maggio Musicale Fiorentino", che però sarà inaugurato solo nel '33 e, da biennale, diventerà annuale nel '37. La prima edizione si apre il 22 aprile del '33 con un memorabile "Nabucco" e, soprattutto in Boboli, con lo shakespeariano "Sogno di una notte di mezza estate", per la regia del grande Max Reinhardt. Contemporanea alla fondazione del Maggio è la nascita a Siena dell'Accademia Musicale Chigiana, fondata dal conte Guido Chigi Saracini, lungimirante patrizio che "fa venire la musica del mondo a Siena", ospitando nel tempo maestri come Rubinstein, Cortot, Segovia, De Falla. Da allora la Chigiana è celebrata nel mondo.
Ma Firenze non ha finito di rinnovarsi architettonicamente: del '31 è la Cabina apparati Stazione di Santa Maria Novella con la moderna torre cilindrica e la scala a chiocciola; nel '34 nasce il Golf dell'Ugolino; nel '37-'39 l'architetto Fagnoni progetta la Scuola di Guerra Aerea delle Cascine mentre, nella stessa zona, Italo Gamberini costruisce la Manifattura Tabacchi e il Cinema Teatro Puccini.
Ora a Firenze arrivano 91.000 turisti, mentre dal 1936, per la nettezza urbana, funzionano 22 autocarri e due auto elettriche che rimuovono 843 quintali di quotidiane immondizie (nel '39 nasce la Otsu, Organizzazioni tecniche servizi urbani).

Alti e bassi viola
Il regime promuove la ginnastica ma i toscani, per natura campanilistici hanno scelto per sport nazionale il calcio. Il decennio '30-'40 si apre per l'amata Fiorentina con un intenso profumo di serie A. Una vetta che si può raggiungere grazie a un grande portiere come Ballanti ("gatto nero") e grazie al nuovo e splendido Stadio. Nel settembre del '31 la Fiorentina vince sugli Austriaci dell'Admira: segna il centravanti uruguayano Pedro Petrone, detto l'artillero, che in due stagioni realizzerà 37 reti. L'ha comprato il presidente Ridolfi, con lui la Fiorentina il 20 settembre del '31, per la prima volta in A, pareggia 1 a 1 con il Milan. Presto Petrone barufferà con la squadra e col presidente e si reimbarcherà per il Sud America. Lo sostituisce il conterraneo Gringa e accanto a lui ci sono Perazzolo, Scagliotti, Viani II. Sulla panchina dei mister si susseguono Ottavio Baccani poi il magiaro Ging. Nel '34 l'avvio è folgorante, la Fiorentina rimane a lungo in testa alla classifica (finirà terza). Nel '35 i Viola festeggiano l'esordio internazionale, nella Coppa Europa Centrale. Si conierà il titolo di "Fiorentina primavera" per i tanti giovani che la compongono, ma l'annata sarà di bassa classifica tanto che, sotto la guida dell'allenatore Guido Ara, il rinnovamento sarà quasi totale. Ma i punti non vengono e nel '37-'38 la Fiorentina va in basso: è serie B. Solitari al primo posto in questa classifica, i Viola torneranno in A l'anno dopo.

Vacanze e fumetti
Il decennio '30-'40 vede anche il decollo, per i toscani, delle vacanze estive di massa. Nel '33 è nato quel gioiello di autostrada, lunga 81 km, che è la Firenze-Mare. Il 6 agosto del '32 è inaugurato il primo tratto fino a Montecatini, l'anno dopo l'opera è compiuta: 350 automobili nere con le autorità sfilano fra l'accorrere festoso ai bordi dei contadini. L'intero parco automobilistico toscano è intanto salito a 20.000 auto.
E' anche, questo decennio, la prima grande stagione del fumetto, che i ragazzi divorano, sull'onda dei grandi eroi americani. Nel '32 a Firenze l'editore Nerbini "copia" il disneyano "Topolino", qui disegnato da Giove Toppi (presto però dovrà cederlo a Mondadori). Nel '34, sempre da Nerbini, ex intraprendente giornalaio di Piazza Madonna e ora grande editore popolare, esce il settimanale "L'Avventuroso" con gli eroi "Cino e Franco", "Flash Gordon" e "L'uomo mascherato". Ma nel '38 il regime fascista vieta i fumetti americani, mentre la fronda in Toscana si fa più viva. Il giovane professore di diritto romano Giorgio La Pira pubblica la rivista "Principi" (presto soppressa); esce il "Manifesto agli italiani" di Carlo Rosselli; il 9 giugno 1937 i toscani Carlo e Nello Rosselli sono assassinati a Parigi.

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