Toscana / Firenze
Promesse e lucchetti
Un curioso rito d'amore sul Ponte Vecchio
Una leggenda metropolitana (sì, si può parlare di leggenda anche se l'evento ha origini recenti), racconta che tutto ebbe inizio una quindicina di anni fa per merito degli allievi ufficiali della Scuola di Sanità in Costa San Giorgio a Firenze, i quali, il giorno del congedo, avrebbero usato il lucchetto dello stipo che avevano in caserma per chiuderlo intorno ad un cavo elettrico che penzola da una spalletta del Ponte Vecchio. Con questo gesto, e il conseguente lancio della chiave nelle acque dell'Arno, intendevano mettere un sigillo tangibile al loro amore verso la città che li aveva ospitati per un tratto della loro esistenza.
Si accennava alla leggenda perché la Scuola è ora definitivamente chiusa ed è quindi impossibile verificare la veridicità di quel racconto; dunque conviene consegnarlo all'ambito del favoloso, dell'immaginario, dell'incerto.
Quel che invece è certo, documentabile e sotto gli occhi di tutti, è il prodigioso proliferare di quelle piccole serrature che a poco a poco sembra vogliano imprigionare tutto quello che in qualche modo sporge nella parte centrale del Ponte Vecchio.
Perché ora che al cavo elettrico non è più lecito attaccarsi per ovvie ragioni di sicurezza, ci si rivolge alla piccola grata che circonda il busto di Benvenuto Cellini, ad antiche maniglie che sporgono dalle mura secolari, a vetusti ganci chissà a quale uso in passato adibiti.
Ma chi sono i protagonisti di questi singolari "incatenamenti"? Se originariamente - stando alle testimonianze di chi lavora da anni in quella zona del ponte - erano i freschi sposi giapponesi che, dopo la cerimonia in Palazzo Vecchio, si trasferivano sul ponte per le foto rituali, con il passare del tempo questa romantica pratica si è allargata a tutte quelle coppie che, innamorate non solo fra loro ma anche della città che li ospita, intendono suggellare quello stato d'animo scrivendo sul metallo i loro nomi, la data e talvolta una frase di circostanza, come "amore eterno", "uniti per sempre" o il più esotico "4 ever" e così via.
La Sovrintendenza alle Belle Arti guarda con curiosità e con indulgenza a questa pratica tutto sommato simpatica e, per il momento, innocua.
«Inoltre - riferisce un funzionario - solo pochissime città possono vantare il privilegio di una simile attenzione».
Che si sappia, questo tangibile legame di affetto si registra anche a Londra e a Parigi.
Si accennava alla leggenda perché la Scuola è ora definitivamente chiusa ed è quindi impossibile verificare la veridicità di quel racconto; dunque conviene consegnarlo all'ambito del favoloso, dell'immaginario, dell'incerto.
Quel che invece è certo, documentabile e sotto gli occhi di tutti, è il prodigioso proliferare di quelle piccole serrature che a poco a poco sembra vogliano imprigionare tutto quello che in qualche modo sporge nella parte centrale del Ponte Vecchio.
Perché ora che al cavo elettrico non è più lecito attaccarsi per ovvie ragioni di sicurezza, ci si rivolge alla piccola grata che circonda il busto di Benvenuto Cellini, ad antiche maniglie che sporgono dalle mura secolari, a vetusti ganci chissà a quale uso in passato adibiti.
Ma chi sono i protagonisti di questi singolari "incatenamenti"? Se originariamente - stando alle testimonianze di chi lavora da anni in quella zona del ponte - erano i freschi sposi giapponesi che, dopo la cerimonia in Palazzo Vecchio, si trasferivano sul ponte per le foto rituali, con il passare del tempo questa romantica pratica si è allargata a tutte quelle coppie che, innamorate non solo fra loro ma anche della città che li ospita, intendono suggellare quello stato d'animo scrivendo sul metallo i loro nomi, la data e talvolta una frase di circostanza, come "amore eterno", "uniti per sempre" o il più esotico "4 ever" e così via.
La Sovrintendenza alle Belle Arti guarda con curiosità e con indulgenza a questa pratica tutto sommato simpatica e, per il momento, innocua.
«Inoltre - riferisce un funzionario - solo pochissime città possono vantare il privilegio di una simile attenzione».
Che si sappia, questo tangibile legame di affetto si registra anche a Londra e a Parigi.
Nella stessa sezione
Dello stesso Autore
-
In mezzo al mar
Febbraio 2012 -
Il chip della foresta
Gennaio 2012 -
Il santo nel castagno
Novembre 2011 -
Etruschi in riva all'Arno
Ottobre 2011 -
Fragili trasparenze
Settembre 2011 -
Il ritorno di Masaccio
Settembre 2011 -
Da ladro a santo
Giugno 2011 -
Maschio ma leale
Giugno 2011 -
La città degli Etruschi
Maggio 2011 -
I bottini di Siena
Aprile 2011
Argomenti
-
Tempo libero (46)
  · turismo (31)
    · località (100)
