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I servizi / Tradizioni e attualita'

Pasqua italiana

Dal misticismo della settimana Santa alla festa di Resurrezione

Scritto da Matilde Jonas il 1 marzo 2005

00000042-00000001 Giornalista

Fiorentina, laureata in pedagogia con indirizzo psicologico, vive a Vejano (Viterbo), in piena Tuscia.

Collaboratrice di numerose riviste letterarie, di quotidiani e mensili, a cui alterna l'attività di ufficio stampa per manifestazioni artistiche, ha anche pubblicato libri di poesie e narrativa (La lunga notte dei nove sentieri, Ed. Quaderni di Hellas; Tra silenzio e parole, Nardini Editore; Venerdì, MCS).
Per la collana 900 di Mondadori/De Agostini ha curato le prefazioni di autori del Novecento.

Direttore responsabile fino al giugno 1995 del mensile della Newton Periodici Firenze ieri, oggi, domani, ha progettato e realizzato il mensile Firenze Toscana, per il gruppo editoriale Olimpia, di cui ha assunto anche la direzione.
Pasqua italiana
Festa antica, la Pasqua:
ebraica prima che cristiana. La notte di plenilunio del 14 del mese di Nissan - corrispondente all'incirca al nostro aprile - segna l'inizio per il popolo di Israele della settimana di Pesach (termine che significa "passaggio"), durante la quale viene commemorata la fuga dall'Egitto verso la terra promessa guidata da Mosè.
Una notte di veglia in onore del Signore che gli ebrei spendono a tavola consumando, tra preghiere di ringraziamento, canti e letture delle sacre scritture, un pasto cerimoniale, composto da cibi simbolici che rimandano agli stenti patiti durante la cattività egiziana, gli stessi che imbandivano la tavola dell'ultima cena di Gesù: il pane azzimo, l'agnello arrostito, le erbe amare, un uovo.

Dall'uovo alla colomba
Sì, proprio un uovo di gallina, quello che già da tempo immemorabile Cinesi, Egiziani, Persiani, Greci e Romani erano soliti scambiarsi in dono il giorno dell'equinozio di primavera, quale simbolo del mistero della vita che rinasce.
D'altra parte è proprio dall'uovo che la mitologia greca fa saltare fuori il mondo: da un grande uovo d'argento che Nyx (la Notte), fecondata dal Vento, aveva deposto nell'immenso grembo dell'oscurità.
Non c'è dunque da meravigliarsi se questo antico e ben radicato nesso tra uovo e resurrezione sia stato riproposto dalla Pasqua cristiana - per guadagnare anime la Chiesa era solita sovrapporre nuovi significati ai tradizionali riti pagani - e che l'uso di regalare uova abbia tenacemente cavalcato i millenni.
Uova semplicemente colorate, come quello dal guscio rosso che la Maddalena regalò all'imperatore Tiberio a testimonianza della resurrezione di Cristo, quindi impreziosite da elaborate decorazioni, poi soppiantate - ma non sempre e ovunque - da quelle di cioccolato, meno artistiche ma ben più ghiotte.

Più recente la comparsa della colomba pasquale. Si racconta che alla vigilia di Pasqua del 572, quando Alboino, re dei Longobardi, penetrato a Pavia dopo tre anni di assedio, era sul punto di mettere a ferro e a fuoco la città, fu preso per la gola da un vecchio pasticcere che aveva creato apposta per lui un dolce capace - vuoi per la forma, vuoi per la prelibatezza - di ispirare nell'animo del conquistatore sentimenti di pace e di serenità. Grazie a quella colomba di biblica memoria la città fu salva e, da allora, il menù pasquale arricchito.

Pasqua italiana
Tra sacro e profano

Non c'è città e paese italiano piccolo o grande che la sera o la notte del Venerdì Santo non celebri in qualche modo il dramma della Passione e resurrezione di Cristo, l'evento cardine della Chiesa cattolica (indimenticabili le celebrazioni di Assisi, Norcia, Taranto, Sorrento e la famosa Settimana Santa Catalana di Alghero).
Dal nord al sud dello Stivale è tutto un brulicare di Processioni del Cristo Morto, Via Crucis, Sacre Rappresentazioni, che creano un clima di intenso misticismo, capace di contagiare anche i non credenti: a partire dal tradizionale appuntamento romano col Papa della solenne Via Crucis al Colosseo e lungo i Fori Imperiali (ore 20).

Tra le tremila sacre rappresentazioni che ogni anno si tengono nel nostro Paese, una delle più spettacolari è la Rievocazione Storica della Passione di Cristo di Grassina, che risale al 1600 (ore 21,30; prenotazioni tel. 055646051).
Una Via Crucis che coinvolge 400 figuranti in costume ad accompagnare il Cristo verso il Calvario attraverso le strade del paese affollate di spettatori: due ore di processione che si conclude nell'ampio palcoscenico naturale della collina grassinese dove, al momento della crocifissione, i personaggi del corteo storico si fondono agli 80 attori preposti a rappresentare le 14 scene della vita di Gesù (dall'Annunciazione alla Deposizione, alla Pietà) in un suggestivo affresco vivente.

Un particolare decisamente singolare contraddistingue, invece, l'Ascesa al Calvario che si tiene a Civita di Bagnoregio (VT) alle ore 21: se il corteo di trecento persone in costume di scorta a Gesù, lungo la strada sospesa sui calanchi che sale da Civita a Bagnoregio - il "paese che muore" dove nacque San Bonaventura - non rientra entro la mezzanotte, il duecentesco Cristo ligneo recato in processione diventa proprietà di Bagnoregio.

Molto più frivola l'atmosfera che si respira la domenica e il lunedì di Pasqua, quando l'esplosione di gioia motivata dalla Resurrezione si esprime in feste, derivate dagli antichi riti propiziatori di origine pagana che accompagnavano il risorgere primaverile della natura, quali il fiorentino scoppio del carro, o le numerose ed esilaranti battaglie a base di uova organizzate nelle valli altoatesine (Brunico, Sover, ecc.), ma anche in molti paesi dell'Appennino toscoemiliano (Pievepelago, Frassinoro, Fiumalbo, Lama).

Pasqua toscana

Casole d'Elsa - Processione storica del Venerdì Santo
Era nell'antichità "una parata dei simboli della Passione di Cristo".
Infatti la croce portata dal "Cireneo" procede lentamente dietro a una schiera di soldati romani insieme a tutti i simboli portati dai bambini, Pilato, la Veronica e le Pie Donne e tutti gli altri personaggi che scorrono in silenzio, mentre il coro intona canti religiosi. 200 i personaggi in costume d'epoca.
Il paese è illuminato da fiaccole che rendono ancora più suggestiva l'iniziativa. E' a cadenza triennale: la prossima sarà nel 2006. Camaiore - Luminaria
Il giorno di Venerdì Santo, al passaggio della processione religiosa nelle vie del paese, gli abitanti delle case accendono i lumini a olio disposti in appositi telai.

Castiglione di Garfagnana - Processione de' Crocioni
La processione, che si svolge il giovedì santo, vede la presenza degli Apostoli, dei soldati romani e degli appartenenti alle confraternite, tutti incappucciati e dotati di fiaccole.
La singolarità di questa manifestazione consiste nel fatto che Cristo è impersonato da un vero penitente. Egli procede scalzo, in catene e sotto il peso di una grande croce, col volto coperto da un cappuccio. Perché nessuno possa scoprirne l'identità, già dalla sera prima della processione si nasconde in un grosso armadio della sacrestia, per uscirne a cerimonia conclusa solo in piena notte, quando nessuno lo potrà vedere.

Fivizzano (MS) - Processione del Cristo Morto
Nessun corteo di figuranti a Fivizzano il Venerdì Santo nella "Processione del Cristo morto".
Dalla parrocchia del paese si muove invece un prezioso crocifisso in legno di pero del '500 che, in notturna, percorre le strade del paese.

Castiglion Fiorentino (AR) - Settimana Santa
Processioni in notturna, alla luce delle torce, per tutta la settimana: le varie Compagnie, vestite dalle tradizionali cappe di diverso colore, portano croci e statue rappresentanti la Passione.
Si inizia il martedì dalla chiesa di San Francesco, con la statua di "Gesù nell'orto degli olivi", il mercoledì si esce dalla chiesa della Bona Morte con la statua di "Gesù legato alla colonna".
A queste statue il venerdì si aggiungono quella della "Madonna sorretta dalle Pie Donne" e quella del Cristo morto.
Il Sabato Santo si celebra a mezzanotte la Resurrezione con la "volata": la statua di Cristo Risorto, opera di Niccolò di Smeraldo Salvi, percorre velocemente tutta la navata centrale della Collegiata. Tra l'accendersi delle luci della chiesa e lo scoppio delle castagnole in piazza, esplode l'esultanza della Resurrezione.

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