Al super per i cactus
Intervista a Riccardo Pangallo
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| Spesa in rosa o celeste 7 |
Attore, siciliano d'origine, fiorentino d'adozione, Pangallo abita da alcuni anni a Monteloro, vicino Pontassieve, in una casa di campagna. Single, ma con una numerosa tribù di cactus da accudire e una ben più nutrita comunità di zanzare da "sterminare", Riccardo ama fare la spesa: «Perché mi svaga» sostiene.
Detesta lo spettacolo desolante della dispensa vuota e va al supermercato almeno due volte la settimana. Riempie i carrelli fino all'orlo, però la lista non la fa mai: «perché tanto me la scordo a casa». Mangia parecchio e compra anche di più, ma non sopporta gli sprechi. «Quando faccio la spesa ci penso. Se no, tanto vale uscire dal supermercato e buttare via subito una cosa su tre...». Lo consola il fatto di avere una "compostiera" in cui getta tutto quel cibo (poco) che avanza.
Insomma, ecco Riccardo al supermercato. Entra e comincia a riempire il carrello di peperoni, patate, melanzane, cipolle.
Vegetariano? «No, sono solo del sud». E poi gli piacciono i colori. Ci sono colori anche nel suo piatto preferito: verde squillante, rosa e arancione. Accostamenti shock? No: avocado, gamberetti e carote grattugiate.
Gli viene l'acquolina in bocca a pensare a formaggi e salumi, ma appena li sfiora appare l'icona del suo inflessibile medico. Salta a piè pari anche la carne e passa alla pescheria. Qui fa incetta di orate, seppie e polipi con cui confeziona - su sua confessione - pietanze davvero orribili («Che posso farci, sono un pessimo cuoco»).
Guarda con sufficienza il reparto scatolame, ma fa una tappa obbligata davanti al tonno sott'olio. Fra i detersivi compra solo quelli che già conosce, e con testardaggine: «evito quelli troppo pubblicizzati».
I surgelati li acquista «perché ho bisogno di calore», mentre adora il gelato in tutte le sue forme e manifestazioni. E tutti quei semi di zucca? «E' inevitabile, sono un appassionato di cinema», risponde.
Riccardo ha anche diverse bocche da sfamare: i suoi 30 cactus di cui va fiero («un po' meno da quando ho saputo che ce li ha anche Berlusconi») e a cui fa ingozzare dosi di concime massicce.
«Ho anche dei fichi d'India che mi trascino da vent'anni: uno è diventato un albero» e grazie alle megadosi di ricostituente ha fatto decine di frutti. Quando i suoi puntuti amici fioriscono, li riprende con la cinepresa «proprio come dei figli: guarda quando aveva due anni, guarda com'era carino...».
Quando va al supermercato non si dimentica mai di loro, ma non scorda nemmeno i suoi naturali nemici: le zanzare, contro cui usa armi chimiche (le pasticche) e convenzionali (le mani): «Dopo anni di studio ho scoperto il modo di beccarle sempre».
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