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Occhio alla confezione
Preincartati e confezionati: quali le differenze, come conservarli
Cosa differenzia un prodotto confezionato da uno preincartato? Spesso questi termini nel parlare comune si confondono, diventando quasi sinonimi. Per avere una chiara spiegazione bisogna fare riferimento alla legge 109/92 e alle successive normative riguardanti l'etichettatura dei prodotti alimentari.
Per alimenti confezionati si intendono quei prodotti costituiti da un'unità di vendita indivisibile ai fini della commercializzazione, formata dagli alimenti veri e propri e dalla confezione ermeticamente chiusa o sigillata che li racchiude, sulla quale sono riportati i dati della etichettatura: denominazione di vendita, elenco degli ingredienti, peso netto, termine minimo di conservazione, nome o ragione sociale della ditta, sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento, lotto di appartenenza, modalità di conservazione per prodotti deperibili, eventuali istruzioni per l'uso, e infine luogo di provenienza se la mancanza di questo dato può indurre in errore l'acquirente.
Preincartati sono invece i generi alimentari, ormai largamente diffusi e di veloce impiego alimentare, che con un po' di approssimazione si possono definire "prodotti allo stato sfuso con incarto protettivo".
Vengono di solito preparati anticipatamente per velocizzare l'attività commerciale di vendita e per motivi di sicurezza igienica, visto che il consumatore può prelevarli direttamente dagli armadi o dai banchi refrigerati con modalità self-service.
Sono generalmente contenuti in involucri rigidi o flessibili, tipo vaschette e buste, simili nell'aspetto a quelli usati per la preparazione degli alimenti confezionati.
Il loro rivestimento, però, è più fragile, e può essere facilmente rotto o asportato, essendo privo di chiusura ermetica che impedisce eventuali manomissioni, aperture e contatti diretti con l'alimento.
Dedicare un po' di tempo all'osservazione di queste differenze mentre stiamo facendo la spesa è un'operazione necessaria.
I banchi destinati all'esposizione di formaggi e salumi offrono un vasto campionario di varietà merceologiche, con la fantasiosa ricerca di etichettature più efficaci sotto il profilo del messaggio pubblicitario tendente ad esaltare genuinità, originalità e tipicità di questi prodotti.
Sugli alimenti preincartati è obbligatorio apporre un'etichetta, in cui figurano solo alcune limitate ma necessarie indicazioni: denominazione di vendita, elenco degli ingredienti, modalità di conservazione per i prodotti deperibili.
Per quanto riguarda salumi e formaggi, la tendenza è quella di vendere confezioni di tali prodotti sotto vuoto o in atmosfera protettiva, per facilitarne la conservazione e mantenere inalterate le proprietà organolettiche, riservando i preincartati ad alcune varietà di formaggi freschi, tipo gorgonzola, che per la loro delicatezza non si prestano a tempi lunghi di conservazione.
I prodotti lattiero-caseari, comprendenti anche i formaggi freschi, vanno conservati in frigorifero fra 0 e 4°C, mentre i formaggi stagionati possono essere tenuti a temperature più elevate o semplicemente in ambiente fresco, essendo meno deperibili. Anche i salumi in busta sigillata devono essere conservati in frigorifero.
Per queste categorie di prodotti, più o meno deperibili a seconda del trattamento di stagionatura cui sono stati sottoposti e delle sostanze conservative aggiunte, è comunque sempre necessario rispettare le temperature fornite dal produttore, come garanzia per una loro migliore conservazione ed utilizzazione.
Normativa di riferimento: Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
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Vengono di solito preparati anticipatamente per velocizzare l'attività commerciale di vendita e per motivi di sicurezza igienica, visto che il consumatore può prelevarli direttamente dagli armadi o dai banchi refrigerati con modalità self-service.
Sono generalmente contenuti in involucri rigidi o flessibili, tipo vaschette e buste, simili nell'aspetto a quelli usati per la preparazione degli alimenti confezionati.
Il loro rivestimento, però, è più fragile, e può essere facilmente rotto o asportato, essendo privo di chiusura ermetica che impedisce eventuali manomissioni, aperture e contatti diretti con l'alimento.
Dedicare un po' di tempo all'osservazione di queste differenze mentre stiamo facendo la spesa è un'operazione necessaria.
I banchi destinati all'esposizione di formaggi e salumi offrono un vasto campionario di varietà merceologiche, con la fantasiosa ricerca di etichettature più efficaci sotto il profilo del messaggio pubblicitario tendente ad esaltare genuinità, originalità e tipicità di questi prodotti.
Sugli alimenti preincartati è obbligatorio apporre un'etichetta, in cui figurano solo alcune limitate ma necessarie indicazioni: denominazione di vendita, elenco degli ingredienti, modalità di conservazione per i prodotti deperibili.
Per quanto riguarda salumi e formaggi, la tendenza è quella di vendere confezioni di tali prodotti sotto vuoto o in atmosfera protettiva, per facilitarne la conservazione e mantenere inalterate le proprietà organolettiche, riservando i preincartati ad alcune varietà di formaggi freschi, tipo gorgonzola, che per la loro delicatezza non si prestano a tempi lunghi di conservazione.
I prodotti lattiero-caseari, comprendenti anche i formaggi freschi, vanno conservati in frigorifero fra 0 e 4°C, mentre i formaggi stagionati possono essere tenuti a temperature più elevate o semplicemente in ambiente fresco, essendo meno deperibili. Anche i salumi in busta sigillata devono essere conservati in frigorifero.
Per queste categorie di prodotti, più o meno deperibili a seconda del trattamento di stagionatura cui sono stati sottoposti e delle sostanze conservative aggiunte, è comunque sempre necessario rispettare le temperature fornite dal produttore, come garanzia per una loro migliore conservazione ed utilizzazione.
Normativa di riferimento: Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 109
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