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Basta paghino gli altri
"Un supermercato è grande non per le dimensioni che ha, ma per i servizi che offre", scrive la signora Simona di Prato, lamentando il fatto che nei supermercati di Unicoop Firenze non si possono utilizzare le carte di credito per pagare la spesa.
La signora esprime un punto di vista particolare. Per una gran parte dei consumatori è più importante la convenienza, per altri la qualità dei prodotti che vi si trovano e per altri ancora la vastità dell'assortimento.
Nessun supermercato è in grado di eccellere su tutti e quattro gli aspetti (prezzi, qualità, servizi, assortimenti), perché sono in contrapposizione fra loro. Nessuno valuta, per esempio, che i servizi costano e qualcuno li deve pagare. Le carte di credito fanno pagare il loro costo e il loro guadagno agli esercizi con forti provvigioni. Queste provvigioni poi finiscono fra le spese dell'attività commerciale e le paghiamo un po' tutti. Per questo la cooperativa ha fino ad oggi limitato l'accettazione delle carte di credito agli ipermercati e ad altri pochi punti vendita, favorendo così altri modi di pagamento elettronico meno costosi.
In questo modo siamo in grado di eccellere sugli aspetti che stanno più a cuore a noi e alla maggior parte dei soci, prezzi bassi e qualità dei prodotti.
Lieto fine
"Truffano un'anziana fingendosi funzionarie di Cofferati": questo il titolo di un articolo sulla cronaca locale di Bologna de La Repubblica del 24 giugno. A pochi giorni dalle elezioni a sindaco dell'ex segretario generale della Cgil, due donne si sono presentate a casa di un'anziana di 84 anni dicendo che le mandava il sindaco in persona per conoscere le esigenze reali dei propri concittadini. Ad un certo punto l'anziana signora è andata in camera per prendere dei certificati e le due donne ne hanno approfittato per involarsi con i 600 euro della pensione appena riscossa.
Ordinaria e odiosa truffa, una delle tante consumate a danno dei nostri anziani.
Questa volta il finale è lieto. L'anziana, che stava sul chi vive, appena ha visto sparire le donne si è affacciata alla finestra chiedendo aiuto, un anziano si è messo a seguire le donne, un altro ha chiamato la polizia. Alla pattuglia che è intervenuta i presenti sono stati in grado di descrivere le donne in fuga e la direzione che hanno preso. Nel giro di poco sono state acciuffate e i 600 euro restituiti alla vittima.
Tre cose mi hanno colpito in questa notizia: l'anziana che non si vergogna della truffa subita e chiede aiuto, l'anziano che smette di fare i fatti suoi e senza fare l'eroe contribuisce alla cattura, la gente che collabora con le forze dell'ordine. Vorremmo tutti che questo non succedesse solo a Bologna. Che ci fosse dappertutto più solidarietà, collaborazione, partecipazione civile ai piccoli drammi quotidiani.
"Un supermercato è grande non per le dimensioni che ha, ma per i servizi che offre", scrive la signora Simona di Prato, lamentando il fatto che nei supermercati di Unicoop Firenze non si possono utilizzare le carte di credito per pagare la spesa.
La signora esprime un punto di vista particolare. Per una gran parte dei consumatori è più importante la convenienza, per altri la qualità dei prodotti che vi si trovano e per altri ancora la vastità dell'assortimento.
Nessun supermercato è in grado di eccellere su tutti e quattro gli aspetti (prezzi, qualità, servizi, assortimenti), perché sono in contrapposizione fra loro. Nessuno valuta, per esempio, che i servizi costano e qualcuno li deve pagare. Le carte di credito fanno pagare il loro costo e il loro guadagno agli esercizi con forti provvigioni. Queste provvigioni poi finiscono fra le spese dell'attività commerciale e le paghiamo un po' tutti. Per questo la cooperativa ha fino ad oggi limitato l'accettazione delle carte di credito agli ipermercati e ad altri pochi punti vendita, favorendo così altri modi di pagamento elettronico meno costosi.
In questo modo siamo in grado di eccellere sugli aspetti che stanno più a cuore a noi e alla maggior parte dei soci, prezzi bassi e qualità dei prodotti.
Lieto fine
"Truffano un'anziana fingendosi funzionarie di Cofferati": questo il titolo di un articolo sulla cronaca locale di Bologna de La Repubblica del 24 giugno. A pochi giorni dalle elezioni a sindaco dell'ex segretario generale della Cgil, due donne si sono presentate a casa di un'anziana di 84 anni dicendo che le mandava il sindaco in persona per conoscere le esigenze reali dei propri concittadini. Ad un certo punto l'anziana signora è andata in camera per prendere dei certificati e le due donne ne hanno approfittato per involarsi con i 600 euro della pensione appena riscossa.
Ordinaria e odiosa truffa, una delle tante consumate a danno dei nostri anziani.
Questa volta il finale è lieto. L'anziana, che stava sul chi vive, appena ha visto sparire le donne si è affacciata alla finestra chiedendo aiuto, un anziano si è messo a seguire le donne, un altro ha chiamato la polizia. Alla pattuglia che è intervenuta i presenti sono stati in grado di descrivere le donne in fuga e la direzione che hanno preso. Nel giro di poco sono state acciuffate e i 600 euro restituiti alla vittima.
Tre cose mi hanno colpito in questa notizia: l'anziana che non si vergogna della truffa subita e chiede aiuto, l'anziano che smette di fare i fatti suoi e senza fare l'eroe contribuisce alla cattura, la gente che collabora con le forze dell'ordine. Vorremmo tutti che questo non succedesse solo a Bologna. Che ci fosse dappertutto più solidarietà, collaborazione, partecipazione civile ai piccoli drammi quotidiani.
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