Attualità / Il convegno
Magna Grecia a Firenze
I risultati degli scavi a Caulonia, in Calabria. La collaborazione con le Università di Firenze e Pisa
A nord si adagia Crotone. Fondata da coloni achei nella seconda metà dell'VIII secolo a.C., divenne una delle maggiori città greche sulla costa ionica della Calabria (la sua cinta muraria misurava, nel VI secolo, dodici miglia di perimetro). Cento chilometri più a sud sorgeva, proprio davanti al mare, Locri Epizefiri, colonia locrese della metà dello stesso secolo a.C., nata, secondo la tradizione, per volontà di un gruppo di servi fuggiti dalla madrepatria Grecia portandosi via alcune donne di alto lignaggio i cui mariti erano impegnati nella guerra messenica. In mezzo si trovava Caulonia, altra colonia achea, fondata dall'eroe leggendario Caulon, figlio dell'amazzone Clita.
Se a proposito di Locri e Crotone le informazioni e le ricerche archeologiche sono piuttosto approfondite e risalgono a vari decenni indietro, su Caulonia, a parte gli scavi effettuati dall'archeologo Paolo Orsi all'inizio del Novecento, ricerche sistematiche sono iniziate solo alcuni anni fa ed hanno evidenziato le varie stratificazioni che il centro urbano ha vissuto nel corso dei secoli. Sulle prime fasi di vita sono emersi numerosi frammenti ceramici; al VI secolo sono attestate le fondamenta di alcuni nuclei abitativi, e se al V secolo appartengono i significativi resti di un grande tempio, è al secolo successivo che devono riferirsi altri reperti di luoghi di culto e di abitazioni.
Rimangono insoluti, per ora, alcuni problemi riguardanti, per esempio, la dipendenza di Caulonia da Locri o da Crotone ed anche altri aspetti di non secondaria importanza. Di questo e di molto altro si discute nel convegno che si sta svolgendo a Firenze con la partecipazione di istituzioni, università, enti pubblici e privati che hanno contribuito a sollevare veli e a diradare nebbie che con sempre minore intensità tuttora avvolgono questa porzione di Magna Grecia.
Fra gli altri hanno un ruolo primario le università di Pisa e di Firenze e la scuola superiore "Normale" di Pisa, oltre, naturalmente, alla Soprintendenza archeologica della Calabria e alle università di Reggio e della Calabria. Dal momento che il dipartimento di Scienze dell'Antichità e la facoltà fiorentina di Lettere e Filosofia sono direttamente coinvolte, fino dal 2003, nelle ricerche sul sito di Caulonia, si è deciso di tenere nel capoluogo toscano il convegno - intitolato significativamente "Caulonia tra Crotone e Locri" - che ha lo scopo di fare il punto della situazione delle ricerche e proponga, come dice la curatrice dell'iniziativa, Lucia Lepore, "i dati più significativi attinenti a Caulonia, privilegiando le novità scaturite dalle ricerche e dagli studi di questi ultimi anni, al fine di reimpostare le problematiche archeologiche riguardanti la colonia achea senza le pregiudiziali che talora aleggiano nella bibliografia relativa, laddove è vista dipendente da Crotone o da Locri".
Al convegno si doveva affiancare una mostra con reperti ed immagini degli scavi, ma la mancanza di finanziamenti non ha permesso di effettuarla. Un motivo in più, quest'estate, per fare una vacanza in Calabria.
Se a proposito di Locri e Crotone le informazioni e le ricerche archeologiche sono piuttosto approfondite e risalgono a vari decenni indietro, su Caulonia, a parte gli scavi effettuati dall'archeologo Paolo Orsi all'inizio del Novecento, ricerche sistematiche sono iniziate solo alcuni anni fa ed hanno evidenziato le varie stratificazioni che il centro urbano ha vissuto nel corso dei secoli. Sulle prime fasi di vita sono emersi numerosi frammenti ceramici; al VI secolo sono attestate le fondamenta di alcuni nuclei abitativi, e se al V secolo appartengono i significativi resti di un grande tempio, è al secolo successivo che devono riferirsi altri reperti di luoghi di culto e di abitazioni.
Rimangono insoluti, per ora, alcuni problemi riguardanti, per esempio, la dipendenza di Caulonia da Locri o da Crotone ed anche altri aspetti di non secondaria importanza. Di questo e di molto altro si discute nel convegno che si sta svolgendo a Firenze con la partecipazione di istituzioni, università, enti pubblici e privati che hanno contribuito a sollevare veli e a diradare nebbie che con sempre minore intensità tuttora avvolgono questa porzione di Magna Grecia.
Fra gli altri hanno un ruolo primario le università di Pisa e di Firenze e la scuola superiore "Normale" di Pisa, oltre, naturalmente, alla Soprintendenza archeologica della Calabria e alle università di Reggio e della Calabria. Dal momento che il dipartimento di Scienze dell'Antichità e la facoltà fiorentina di Lettere e Filosofia sono direttamente coinvolte, fino dal 2003, nelle ricerche sul sito di Caulonia, si è deciso di tenere nel capoluogo toscano il convegno - intitolato significativamente "Caulonia tra Crotone e Locri" - che ha lo scopo di fare il punto della situazione delle ricerche e proponga, come dice la curatrice dell'iniziativa, Lucia Lepore, "i dati più significativi attinenti a Caulonia, privilegiando le novità scaturite dalle ricerche e dagli studi di questi ultimi anni, al fine di reimpostare le problematiche archeologiche riguardanti la colonia achea senza le pregiudiziali che talora aleggiano nella bibliografia relativa, laddove è vista dipendente da Crotone o da Locri".
Al convegno si doveva affiancare una mostra con reperti ed immagini degli scavi, ma la mancanza di finanziamenti non ha permesso di effettuarla. Un motivo in più, quest'estate, per fare una vacanza in Calabria.
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