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La carne di una volta...
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Quando i buoi mangiavano l'erba... non si mangiava carne tutti i giorni (poco male), non si arrivava alla fine del mese con gli stipendi, le case erano fredde, eravamo tutti più poveri.
Anche i buoi stavano peggio! Sfiancati dal lavoro e le vacche in stalla a fare latte.
Immagino le lettere e le e-mail di protesta se, per magia maligna, noi avessimo quella carne nei nostri banchi ora! Tigliosa, prepotente nel gusto, adattissima ai brasati, stufati, spezzatini e lessi, cotture oggi di minoranza rispetto alla griglia, all'olio, al forno e alle cotolette. Questa è l'epoca delle specializzazioni e anche i vitelli sono allevati per essere macellati, quindi sono state selezionate le razze che hanno una buona resa in carne.
Delle razze tradizionali, selezionate nei secoli per altri usi, resta forse solo la chianina, che è tornata timidamente sui banchi delle macellerie. Le quantità non possono essere quelle dei grandi allevamenti intensivi del Nord Europa.
Su circa 20/25 mila vitelli che vengono macellati ogni anno per la rete di Unicoop Firenze, solo 2000/2500 sono di razza chianina. Con queste quantità riusciamo a coprire con continuità le vendite in tre ipermercati, tre mini mercati e una ventina di supermercati.
Duemila capi non sono uno scherzo per la zootecnia delle nostre zone e siamo arrivati a questo dopo vent'anni d'impegno e di collaborazione con gli allevatori. In agricoltura le cose non s'improvvisano, occorrono investimenti, pazienza... tempo!
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