I servizi / Spagna: cavalieri e mulini
Cento fiori nei suoi giardini
"Olla podrida", liquidò Marx spregiativamente il programma presentato da Bakunin alla Prima Internazionale.
Senza dubbio l' olla podrida è un miscuglio, ma non un guazzabuglio indistinto, a dispetto del rifiuto, per così dire hegeliano, di Marx, e dell'opinione del dottor Pedro Recio de Mal Agüero, che vorrebbe impedire a Sancho Panza, divenuto governatore dell'isola Barataria, di cibarsene per questioni di decoro e di salute.
E Sancho, alquanto seccato, replica che fra la diversità delle cose con cui è composto "quel piattellone fumante" non può esservene alcuna che non gli sia "di gusto e di giovamento" (Cervantes, Don Chisciotte , cap. XLVII).
Pietanza povera - originaria della provincia di Burgos - nata dall'unione dei tre fattori fondanti ogni cucina "storica" - fame, risorse e fantasia -, che immaginiamo discendere la Spagna al seguito delle truppe di Castiglia e Aragona durante la Reconquista e incontrarsi con le raffinatezze culinarie dei mori di al-Andalus, senza per questo abdicare alla propria rusticana sapidità.
Già, perché - seguendo Manuel Vásquez Montalbán, buongustaio e scrittore, padre (o alter ego ?) del celebre investigatore Pepe Carvalho - «la cucina spagnola non esiste», quanto piuttosto tante cucine, riflesso delle stratificazioni culturali che tingono regioni diverse e irriducibili al centralismo madrileno degli Asburgo prima, dei Borbone poi, di Franco in ultimo.
Memorie celtibere, fenicie e romane; decisive influenze arabe, basti pensare al riso e allo zafferano della paella, e poi a frutta e ortaggi come albicocche, fichi, melograni, mandorle, melanzane, a tecniche di cottura come la friggitura e l'agrodolce, al trattamento degli avanzi sotto forma di polpette (al-bund-qua diventate albondigas); avvento dei prodotti del Nuovo Mondo, a partire dal pomodoro; vocazione marinara e peschereccia delle coste cantabriche; tocchi ebraici qua e là, già maturi prima della cacciata del 1492; influssi franco-italiani, attraverso la porta di Barcellona, i secondi come restituzione di quella cucina mediterranea che la Catalogna aveva cominciato ad elaborare nel XV secolo a Napoli, quando alla corte di Alfonso V officiava Rubert de Noia, cuciniere e autore di uno dei primi trattati gastronomici rinascimentali.
Tutto questo ha dato luogo a lingue culinarie diversificate in un paese che parla lingue differenti, castigliano e catalano, basco e gallego.
Qualcosa vorrà ben dire se Vásquez Montalbán ha fatto nascere Pepe Carvalho, detective e gourmet (ma più che gourmet, eclettico gourmand), a Barcellona da padre galiziano. Cento fiori fioriscono nei giardini di Spagna.
Senza dubbio l' olla podrida è un miscuglio, ma non un guazzabuglio indistinto, a dispetto del rifiuto, per così dire hegeliano, di Marx, e dell'opinione del dottor Pedro Recio de Mal Agüero, che vorrebbe impedire a Sancho Panza, divenuto governatore dell'isola Barataria, di cibarsene per questioni di decoro e di salute.
E Sancho, alquanto seccato, replica che fra la diversità delle cose con cui è composto "quel piattellone fumante" non può esservene alcuna che non gli sia "di gusto e di giovamento" (Cervantes, Don Chisciotte , cap. XLVII).
Pietanza povera - originaria della provincia di Burgos - nata dall'unione dei tre fattori fondanti ogni cucina "storica" - fame, risorse e fantasia -, che immaginiamo discendere la Spagna al seguito delle truppe di Castiglia e Aragona durante la Reconquista e incontrarsi con le raffinatezze culinarie dei mori di al-Andalus, senza per questo abdicare alla propria rusticana sapidità.
Già, perché - seguendo Manuel Vásquez Montalbán, buongustaio e scrittore, padre (o alter ego ?) del celebre investigatore Pepe Carvalho - «la cucina spagnola non esiste», quanto piuttosto tante cucine, riflesso delle stratificazioni culturali che tingono regioni diverse e irriducibili al centralismo madrileno degli Asburgo prima, dei Borbone poi, di Franco in ultimo.
Memorie celtibere, fenicie e romane; decisive influenze arabe, basti pensare al riso e allo zafferano della paella, e poi a frutta e ortaggi come albicocche, fichi, melograni, mandorle, melanzane, a tecniche di cottura come la friggitura e l'agrodolce, al trattamento degli avanzi sotto forma di polpette (al-bund-qua diventate albondigas); avvento dei prodotti del Nuovo Mondo, a partire dal pomodoro; vocazione marinara e peschereccia delle coste cantabriche; tocchi ebraici qua e là, già maturi prima della cacciata del 1492; influssi franco-italiani, attraverso la porta di Barcellona, i secondi come restituzione di quella cucina mediterranea che la Catalogna aveva cominciato ad elaborare nel XV secolo a Napoli, quando alla corte di Alfonso V officiava Rubert de Noia, cuciniere e autore di uno dei primi trattati gastronomici rinascimentali.
Tutto questo ha dato luogo a lingue culinarie diversificate in un paese che parla lingue differenti, castigliano e catalano, basco e gallego.
Qualcosa vorrà ben dire se Vásquez Montalbán ha fatto nascere Pepe Carvalho, detective e gourmet (ma più che gourmet, eclettico gourmand), a Barcellona da padre galiziano. Cento fiori fioriscono nei giardini di Spagna.
RICETTE
Gazpacho - Zuppa fredda di verdure
(per 6 persone) 300 g di pomodori sugosi, 250 g di peperoni verdi, 2 cipolle, un cetriolo, pane raffermo a fette, 5 cucchiai di olio, 2 cucchiai di aceto bianco, 2 spicchi d'aglio, sale, pepe
Sbucciare il cetriolo, tagliarlo a fettine, disporlo su di un'asse di legno, cospargerlo di sale e lasciare che elimini l'acqua amarognola, quindi asciugarlo.
Metterlo in un frullatore insieme con i peperoni tagliati a pezzi, le cipolle, i pomodori privati dei semi e le fette di pane che saranno state precedentemente bagnate con dell'acqua e frullare. Versare in una zuppiera e fare riposare in frigorifero.
Preparare ora una salsa mettendo in una ciotola l'olio e l'aceto, l'aglio privato della pellicina schiacciato bene in un mortaio, sale e pepe. Sbattere energicamente con un cucchiaio di legno, quindi versare questa salsa nella zuppiera.
Aggiungere due bicchieri di acqua gelata, qualche cubetto di ghiaccio e servire accompagnato da crostini all'aglio.
Tortilla española - Frittata di patate e peperoni
500 g di patate, 300 g di pomodori, 100 g di cipolle, sale, 1 peperone rosso e 1 verde, 2 dl di olio, 4 uova, pepe
Pelare le patate e tagliarle a pezzetti. Scaldare metà dell'olio e friggervi le patate. Salare e pepare.
A parte sbattere i tuorli e gli albumi, aggiungervi i peperoni finemente tritati, sale e pepe. Versare il composto sulle patate nella padella e far cuocere 10 minuti, in modo da ottenere una frittata consistente e dorata.
Friggere poi nel resto dell'olio i pomodori tagliati a pezzi e le cipolle sbucciate e affettate, e disporli quindi a corona intorno alla frittata.
Olla podrida - Stufato di verdure e maiale
300 g di ceci, 4 litri di acqua, 250 g di prosciutto crudo, 300 g di vitello, 300 g di maiale (spalla), un quarto di pollo, 2 spicchi di aglio, 4 g di comino, 1 cavolo, 100 g di fagioli freschi, 100 g di zucca, 200 g di patate dolci, 200 g di pomodori, sale, coriandolo, zafferano, pepe
Mettere a bagno i ceci per 24 ore. Mettere i ceci e la carne in acqua bollente. Riportare lentamente a ebollizione, salare e via via aggiungere nell'ordine indicato: il cavolo tagliato, la zucca a pezzi, le patate dolci e i pomodori tagliati a metà, i fagioli freschi. Cuocere per un'ora e mezzo.
Pestare l'aglio spellato, il comino, un pizzico di zafferano e poco coriandolo, e versare il tutto nel brodo. Servire carne e verdure su un piatto di portata.
Gazpacho - Zuppa fredda di verdure
(per 6 persone) 300 g di pomodori sugosi, 250 g di peperoni verdi, 2 cipolle, un cetriolo, pane raffermo a fette, 5 cucchiai di olio, 2 cucchiai di aceto bianco, 2 spicchi d'aglio, sale, pepe
Sbucciare il cetriolo, tagliarlo a fettine, disporlo su di un'asse di legno, cospargerlo di sale e lasciare che elimini l'acqua amarognola, quindi asciugarlo.
Metterlo in un frullatore insieme con i peperoni tagliati a pezzi, le cipolle, i pomodori privati dei semi e le fette di pane che saranno state precedentemente bagnate con dell'acqua e frullare. Versare in una zuppiera e fare riposare in frigorifero.
Preparare ora una salsa mettendo in una ciotola l'olio e l'aceto, l'aglio privato della pellicina schiacciato bene in un mortaio, sale e pepe. Sbattere energicamente con un cucchiaio di legno, quindi versare questa salsa nella zuppiera.
Aggiungere due bicchieri di acqua gelata, qualche cubetto di ghiaccio e servire accompagnato da crostini all'aglio.
Tortilla española - Frittata di patate e peperoni
500 g di patate, 300 g di pomodori, 100 g di cipolle, sale, 1 peperone rosso e 1 verde, 2 dl di olio, 4 uova, pepe
Pelare le patate e tagliarle a pezzetti. Scaldare metà dell'olio e friggervi le patate. Salare e pepare.
A parte sbattere i tuorli e gli albumi, aggiungervi i peperoni finemente tritati, sale e pepe. Versare il composto sulle patate nella padella e far cuocere 10 minuti, in modo da ottenere una frittata consistente e dorata.
Friggere poi nel resto dell'olio i pomodori tagliati a pezzi e le cipolle sbucciate e affettate, e disporli quindi a corona intorno alla frittata.
Olla podrida - Stufato di verdure e maiale
300 g di ceci, 4 litri di acqua, 250 g di prosciutto crudo, 300 g di vitello, 300 g di maiale (spalla), un quarto di pollo, 2 spicchi di aglio, 4 g di comino, 1 cavolo, 100 g di fagioli freschi, 100 g di zucca, 200 g di patate dolci, 200 g di pomodori, sale, coriandolo, zafferano, pepe
Mettere a bagno i ceci per 24 ore. Mettere i ceci e la carne in acqua bollente. Riportare lentamente a ebollizione, salare e via via aggiungere nell'ordine indicato: il cavolo tagliato, la zucca a pezzi, le patate dolci e i pomodori tagliati a metà, i fagioli freschi. Cuocere per un'ora e mezzo.
Pestare l'aglio spellato, il comino, un pizzico di zafferano e poco coriandolo, e versare il tutto nel brodo. Servire carne e verdure su un piatto di portata.
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