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Colon irritabile

NON FATELO ARRABBIARE

NON FATELO ARRABBIARE

Il legame con le intolleranze alimentari. Una dieta corretta può aiutare

Small-arrow-down Di Alma Valente
00000009-00000001 Giornalista

Nata a Roma. Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a collaborare con l'Informatore, con articoli inerenti la medicina. Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL). Dal 2001 ha iniziato l'esperienza di produttore di programmi televisivi. Attualmente cura e conduce su RTV38-Odeon "Salve Mercurio", trasmissione di educazione sanitaria che si realizza sotto l'egida della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze. Nel frattempo continua ad esplicare la sua azione di addetto stampa come free lance.

Non fatelo arrabbiare
Pancia gonfia e stitichezza alternata, magari, a corse repentine in bagno. Ecco i sintomi più comuni di quello che in medicina viene classificato come "colon irritabile o colite spastica". Un disturbo che, secondo una recente ricerca americana, coinvolge oltre il 15% della popolazione occidentale adulta e a cui si associa, spesso, un dolore addominale che può passare da un leggero fastidio ad uno così intenso da costringere il paziente a ricorrere alle cure del medico. Ma di cosa si tratta in realtà e, soprattutto, come arrivare ad una diagnosi corretta? Sentiamo, in questa breve intervista, cosa ci ha detto in proposito il professor Andrea Galli, docente di Gastroenterologia all'Università degli Studi di Firenze.

Professor Galli, cominciamo dalle cause. Esiste ancora un gap nella conoscenza di questa patologia?
Purtroppo sì. Le cause del colon irritabile rimangono ancora non del tutto chiarite e i sintomi sono stati di volta in volta associati ad alterazioni che investono le funzioni motorie, secretorie e sensitive dell'intestino. Si tratta in realtà di una malattia funzionale dell'intestino dove non si individuano alterazioni organiche.

A quanto pare il fattore psicologico ha un ruolo centrale nella genesi della sintomatologia del colon irritabile. E' così?
E' dimostrato che la funzione intestinale è influenzata dalla psiche, dallo stato emotivo dell'individuo. Basti pensare che anche in soggetti normali, forti emozioni e stress ambientale determinano un aumento della contrattilità dell'intestino. Questa risposta motoria è solitamente più accentuata in soggetti con colon irritabile. Quindi l'ansia, lo stress quotidiano sono alla base dei disturbi funzionali dell'intestino.

E per quanto riguarda le intolleranze alimentari?
La relazione tra colon irritabile ed intolleranze alimentari non è ancora chiara. Senza dubbio, però, alcuni disturbi sono simili. Quindi, per una corretta diagnosi è bene individuare prima la possibilità di un'intolleranza e allontanare i cibi implicati con un sicuro miglioramento della sintomatologia. Inoltre, non bisogna dimenticare che il disturbo del quale stiamo parlando può influenzare l'assorbimento e la tollerabilità di alcuni alimenti aggravando il quadro sintomatologico.

Ma un'alimentazione corretta può influenzare positivamente questo problema?
Ovviamente è il primo approccio terapeutico nei confronti della patologia del grosso intestino e quindi anche del colon irritabile. Oltre a valutare bene la possibilità di un quadro legato alle intolleranze alimentari e, quindi, eliminare l'alimento incriminato, è necessario equilibrare la dieta, per esempio con un buon apporto di fibre alimentari contenute in verdura, legumi e frutta. E' importante anche un corretto apporto idrico, almeno 1 litro e mezzo al giorno di acqua.

Ma per una corretta diagnosi cosa consiglia di fare?
La diagnosi del colon irritabile si basa su un approccio graduale, con una prima fase dove viene valutata la storia clinica del paziente, per escludere infezioni parassitarie o batteriche che possono mimare i sintomi, poi si ricerca il sangue occulto nelle feci. In pazienti giovani sotto i 45 anni con sintomatologia invariata da lungo tempo, senza evidenza di intolleranze alimentari e familiarità negativa per tumori, è suggeribile rassicurare il paziente sul suo stato di salute. Nei casi dubbi dove non si abbia una risposta terapeutica soddisfacente è necessario considerare l'esecuzione della colonscopia, che ci permette di valutare l'assetto mucoso del colon e anche eseguire biopsie per un'accurata diagnosi.