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Mondo Coop / Volterra

Sculture di luce

Fino al 3 novembre una mostra dedicata all'alabastro e alla sua storia

Scritto da Edi Ferrari il 1 maggio 2008

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Giornalista

Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Dal 2001 è nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si occupa principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

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Oltre 130 opere provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, esposte per la prima volta insieme; un allestimento di grande impatto visivo che ricostruisce in un percorso cronologico la storia di questo prezioso materiale; una delle località più belle e visitate della Toscana. Il Palazzo dei Priori di Volterra (Pisa) ospita fino al 3 novembre la mostra "Alabastri a Volterra. Scultura di luce 1780 - 1930" che fra estrosi oggetti d'uso, come lampade e casse per radio, e preziose sculture per la maggior parte inedite, racconta la grande storia dell'artigianato dell'alabastro a Volterra, e si pone lo scopo di un rilancio dell'alabastro anche come attività produttiva.
Una storia iniziata al tempo degli Etruschi e che ha avuto un vero e proprio boom a partire dal 1700, quando le preziose creazioni di artigiani e artisti cominciarono ad essere conosciute in tutto il mondo. Nel 1780, secondo una relazione dell'allora Granducato di Toscana, a Volterra c'erano 8 o 9 botteghe artigiane; ma già nel 1830 erano diventate più di 60, ed ebbe inizio il fenomeno dei "viaggiatori", cioè dei produttori volterrani che fecero conoscere i loro prodotti in tutto il mondo.

L'origine della parola alabastro è discussa. In greco, come in latino, alabastro è sinonimo di vaso, ma resta da chiarire se, come si dice, è nato prima l'uovo o la gallina, cioè se è il materiale che ha dato il nome all'oggetto, o il contrario. Egizia ne è certamente la provenienza, come all'Egitto risalgono i vasi più antichi dei quali si abbia conoscenza. Sembra, anzi, che esistesse una città egiziana chiamata Alabastron, celebre per la fabbricazione di vasetti ed anfore destinate a conservare i profumi: non è da escludere allora che sia il nome della città ad avere originato la denominazione del recipiente e del materiale.


Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, l'alabastro ha un aspetto piuttosto simile al marmo, anche se durezza e peso specifico sono molto inferiori. Grazie alla sua porosità si presta a ricevere colorazioni artificiali ed è adatto, nelle sue varietà più trasparenti, ad essere impiegato nell'illuminazione dove, applicato a sorgenti luminose, produce notevoli risultati estetici e funzionali. Essere un materiale facilmente lavorabile e avere una bella struttura estetica lo rende adatto ad un utilizzo generico molto ampio: con l'alabastro si possono progettare oggetti per l'arredamento, vasi, coppe, animali, colonne, figure, scatole, piantane, ma in questi ultimi decenni è stata l'illuminazione il suo vero cavallo di battaglia.
Nei due piani del Palazzo dei Priori che ospitano "Alabastri a Volterra. Scultura di luce 1780 - 1930", fra immagini e suoni viene ricostruita anche quella che un tempo fu la strada degli alabastrai volterrani: via Porta all'Arco.

La mostra è aperta tutti i giorni, dalle 10.30 alle 18.30. In occasione delle "Notti bianche", il 12 luglio e il 9 agosto, apertura fino alle 2 del mattino. Con il biglietto della mostra è possibile visitare anche l'Ecomuseo dell'Alabastro, adiacente alla Pinacoteca Civica di Volterra. Ingresso ridotto per i soci Coop (3 € invece di 5 €). Info: tel. 0588 86099, www.alabastri-volterra.net.
Per maggiori approfondimenti sull'alabastro e la sua tradizione volterrana, visitate il sito www.alabastroinvolterra.it, ricco di approfondimenti e curiosità

L'alabastro è costituito da solfato di calcio idrato, in pratica gesso: a questo gruppo appartiene l'alabastro di Volterra. Esiste però anche l'alabastro calcareo, formato per precipitazione di carbonato di calcio da acque particolarmente dure

In alto, Lampada luminosa con tre figure, fine Ottocento, collezione privata Giuseppe Bessi
Al centro Odalisca, realizzata negli anni Venti dal laboratorio di Riccardo Gremigni

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