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Un grande futuro alle spalle...
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| Ferrovie del fu Stato |
Con stile semplice e divulgativo, ma allo stesso tempo ricco di dati, riferimenti e documenti, con il suo libro ci conduce per le vicende che iniziano dalla Napoli-Portici del 1839 e arrivano alla tratta di alta velocità Firenze-Bologna, ancora da ultimare.
Una storia del treno che s'intreccia strettamente con quella dell'Italia, ne rappresenta "fisicamente" la raggiunta unità e diventa il mezzo dello scambio di merci ma soprattutto d'incontro e di relazione fra le varie parti del Paese.
Chiediamo al professor Maggi: qual è la parte del libro che come storico le è piaciuto di più scrivere?
Forse il periodo pionieristico, quello nel quale il treno rappresentava la principale immagine del progresso, un progresso tecnico accompagnato dal progresso sociale: la vaporiera che collegava città e campagne veniva vista da tutti come il principale legame con la civiltà del XIX secolo, e chi era lontano dai binari si sentiva isolato dal resto del mondo. Ricostruire queste vicende quasi dimenticate ha rappresentato per me la più affascinante avventura di storico.
Lei è stato dipendente delle ferrovie, c'è qualche parte del libro dove l'esperienza di ex ferroviere sopravanza il puro interesse dello storico?
Quando nel libro presento i ferrovieri, con il loro senso di appartenenza a una "grande famiglia", con l'orgoglio del mestiere, con la forte sindacalizzazione, parlo in realtà di me stesso e delle vicende che ho vissuto fin dall'infanzia: ho cominciato a sentirmi un ferroviere da bambino, quando seguivo il babbo capotreno sulle ferrovie intorno a Siena, ho continuato da conduttore a Venezia, e oggi amo definirmi "un vecchio ferroviere" perché certi ideali, certi modi di vivere e di percepire la realtà non cambiano mai quando si sono interiorizzati fin da piccoli.
Viene in mente il paradosso di Vittorio Gassman, "un grande futuro dietro le spalle". Le ferrovie potrebbero avere ancora un futuro importante nel nostro Paese?
Indubbiamente le ferrovie avranno un ruolo importante nel futuro dell'Italia: è in atto una nuova "rivoluzione ferroviaria", con i treni ad alta velocità e con gli interventi di potenziamento sui principali nodi delle ferrovie, come quello di Firenze. Manca invece il recupero del treno sulle ferrovie secondarie, oggi in gran parte abbandonate.
Fra le sue esperienze c'è quella dei treni turistici in provincia di Siena, simili iniziative sono state proposte in altre parti della Toscana. Cosa rappresenta questo fenomeno: il tentativo di trasformare vecchie ferrovie in luna park per attempati e nostalgici turisti?
Non direi, il treno a vapore ha un eccezionale fascino per adulti e bambini: mio figlio Paolo, che ha cinque anni, ne va matto. Il fenomeno dei treni storico-turistici - in crescita in tutta l'Europa - rappresenta un passatempo culturale importante: si tratta di viaggiare a "bassa velocità", come facevano i nostri nonni. A bordo di un treno a vapore o di una vecchia littorina si può rivivere l'atmosfera del passato e recuperare, a beneficio delle generazioni future, un patrimonio della nostra storia, della nostra memoria collettiva. In Italia circolano numerosi treni storici su ferrovie di grande interesse turistico: le esperienze più consolidate sono in Sardegna con il Trenino Verde e in Toscana con il Treno Natura.
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