Guida alla spesa / Artigianato palestinese
Dal presepe alla cucina
Coltelli e taglieri realizzati con l'aiuto dei maestri di Scarperia. Da ottobre negli iper
Manifattura palestinese, know how di Scarperia. Su questa nuova e curiosa simbiosi produttiva si basa la promozione negli Ipercoop in programma dal 18 ottobre al 5 novembre. Si tratta di coltelleria e taglieri di varie dimensioni in legno d'olivo, la materia prima utilizzata da sempre dagli artigiani di Betlemme per produrre le loro statuine sacre che oggi cercano nuove forme e nuove mete commerciali. La ragione di questa diversificazione dolorosamente ricercata è una storia lunga, che viene da lontano.
L'inizio si può far risalire a Natale 2001, quando Unicoop Firenze inserì nel proprio circuito di vendita 5000 statuine dei presepi realizzati dagli artigiani di Betlemme, rivendute poi a prezzo di costo e senza alcun ricarico. L'iniziativa fu replicata a Natale 2002, con quantità molto più importanti: 51700 pezzi, per un valore complessivo di circa 305 mila euro. Si è trattato di un'iniziativa di solidarietà verso un popolo straziato da decenni di guerra e di sofferenze, che si aggiunge alle tante messe in campo da Coop.
Betlemme, che dista circa dieci chilometri da Gerusalemme, è una città turistica e anche una delle mete preferite dei pellegrini che visitano Israele. Ma è soprattutto una città palestinese che ha vissuto isolata per mesi e mesi. Ancora oggi si può difficilmente entrare e uscire, il tasso di disoccupazione dei palestinesi supera l'80% e l'economia che vive sul commercio turistico è ormai strangolata.
Nel 2003 il rapporto fra Unicoop Firenze e gli artigiani di Betlemme - in particolare con l'organizzazione Handcraft association, che conta 42 aziende e dà lavoro a più di mille persone - si è ulteriormente evoluto. L'idea della cooperativa è stata quella di agire come "facilitatore", fare da volano in un'economia troppo specializzata e di nicchia. Si trattava di convincere gli artigiani a diversificare la loro produzione per venderla direttamente nel circuito Coop e iniziare così a produrre per il mercato occidentale.
Non è stato semplice, perché molti di loro hanno macchinari vecchi, non riconvertibili e capaci di fare solo le statuine tradizionali. Ma il presidente dell'associazione ha voluto provarci lo stesso ed è iniziata la produzione di alcuni prototipi di taglieri, mortai, spremiagrumi, manici di coltelli.
E' stato a questo punto che è intervenuto Andrea Berti, delle coltellerie di Scarperia. Lui, che avrebbe dovuto fare le lame per i coltelli, è andato a Betlemme per spiegare alcuni trucchi del mestiere e l'arte tutta toscana di creare certi manufatti. La simbiosi produttiva è ben riuscita, anche se gli accordi commerciali con Unicoop Firenze hanno dovuto superare ostacoli inimmaginabili. I manufatti in legno d'olivo devono essere rifiniti con la cera per ottenere risultati migliori, ma a Betlemme hanno finito la cera e attraverso il "Check point" è difficile far transitare nuove materie prime. Gli artigiani allora usano l'olio, ma è comunque molto complessa la procedura per far passare il prodotto finito attraverso i posti di blocco israeliani e farlo arrivare in Italia.
A ottobre questi prodotti - il primo lotto ammonta all'acquisto a 130 mila euro - usciranno per la prima volta in Italia in promozione negli Ipercoop.
L'inizio si può far risalire a Natale 2001, quando Unicoop Firenze inserì nel proprio circuito di vendita 5000 statuine dei presepi realizzati dagli artigiani di Betlemme, rivendute poi a prezzo di costo e senza alcun ricarico. L'iniziativa fu replicata a Natale 2002, con quantità molto più importanti: 51700 pezzi, per un valore complessivo di circa 305 mila euro. Si è trattato di un'iniziativa di solidarietà verso un popolo straziato da decenni di guerra e di sofferenze, che si aggiunge alle tante messe in campo da Coop.
Betlemme, che dista circa dieci chilometri da Gerusalemme, è una città turistica e anche una delle mete preferite dei pellegrini che visitano Israele. Ma è soprattutto una città palestinese che ha vissuto isolata per mesi e mesi. Ancora oggi si può difficilmente entrare e uscire, il tasso di disoccupazione dei palestinesi supera l'80% e l'economia che vive sul commercio turistico è ormai strangolata.
Nel 2003 il rapporto fra Unicoop Firenze e gli artigiani di Betlemme - in particolare con l'organizzazione Handcraft association, che conta 42 aziende e dà lavoro a più di mille persone - si è ulteriormente evoluto. L'idea della cooperativa è stata quella di agire come "facilitatore", fare da volano in un'economia troppo specializzata e di nicchia. Si trattava di convincere gli artigiani a diversificare la loro produzione per venderla direttamente nel circuito Coop e iniziare così a produrre per il mercato occidentale.
Non è stato semplice, perché molti di loro hanno macchinari vecchi, non riconvertibili e capaci di fare solo le statuine tradizionali. Ma il presidente dell'associazione ha voluto provarci lo stesso ed è iniziata la produzione di alcuni prototipi di taglieri, mortai, spremiagrumi, manici di coltelli.
E' stato a questo punto che è intervenuto Andrea Berti, delle coltellerie di Scarperia. Lui, che avrebbe dovuto fare le lame per i coltelli, è andato a Betlemme per spiegare alcuni trucchi del mestiere e l'arte tutta toscana di creare certi manufatti. La simbiosi produttiva è ben riuscita, anche se gli accordi commerciali con Unicoop Firenze hanno dovuto superare ostacoli inimmaginabili. I manufatti in legno d'olivo devono essere rifiniti con la cera per ottenere risultati migliori, ma a Betlemme hanno finito la cera e attraverso il "Check point" è difficile far transitare nuove materie prime. Gli artigiani allora usano l'olio, ma è comunque molto complessa la procedura per far passare il prodotto finito attraverso i posti di blocco israeliani e farlo arrivare in Italia.
A ottobre questi prodotti - il primo lotto ammonta all'acquisto a 130 mila euro - usciranno per la prima volta in Italia in promozione negli Ipercoop.
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