• Home
  • Servizi online
  • RSS
  • Contatti
  • Accedi / Registrati
Coop - Unicoop Firenze
  • Unicoop Firenze
    • Chi siamo
    • Domande e risposte
    • La nostra storia
    • Diventare socio
    • Carta socio
      • Tutti i vantaggi
      • Pagare la spesa con la Carta socio
    • Prestito sociale
      • Utilizzare il prestito sociale
      • Regolamento modalità di raccolta
    • Il Salvatempo
    • Convenzioni soci
    • Statuto della cooperativa
    • Bilancio consuntivo
  • Rete di vendita
    • I Nostri Punti Vendita
    • Servizi Ipercoop
    • Aperture straordinarie
    • Servizi speciali
    • Foto e Libri
      • Prenotazione Libri
      • Stampa Foto Digitali
    • Viaggi e Teatro
      • Viaggi al Super
      • Box office nei punti vendita
    • Spesa Veloce
      • Salvatempo
      • Casse Più
      • Cassa Salvatempo più
  • Offerte & Promo
    • In esclusiva per i soci
    • Pubblicità puntuale
    • Promozioni in corso
    • Occhio al prodotto
    • Catalogo premi
    • Premi mensili euro+punti
  • Sezioni soci
    • Le sezioni soci
    • Servizi al punto soci
    • Progetto Ausilio
    • Coop Buon Fine
    • Viaggi da soci
  • Eventi & Viaggi
    • Eventi
      • Eventi con lo sconto per i soci
      • Attività per i soci
      • Cultura e non solo...
      • Musica
      • Teatro
    • Convenzioni
      • Enti e teatri convenzionati
      • Turismo
    • Box office nei punti vendita
    • Soggiorni con lo sconto
    • Viaggi al super
  • Stampa & Tv
    • Ultime notizie
    • Informatore del mese
    • Informatori dal 1997
    • I nostri speciali
    • Sala Stampa
      • Sala Stampa
      • I luoghi
      • Il gruppo
      • Comunicati stampa
      • Rassegna stampa
    • Coop in TV
  • Offerte lavoro

Condividi |

I servizi / La parola al medico

Allergie e intolleranze

Unica cura evitare le sostanze allergeniche. Intervista al professor Sergio Romagnani, immunologo e ordinario di medicina interna all'università di Firenze

Scritto da Alma Valente il 1 settembre 2003

00000009-00000001 Giornalista

Nata a Roma. Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a collaborare con l'Informatore, con articoli inerenti la medicina. Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL). Dal 2001 ha iniziato l'esperienza di produttore di programmi televisivi. Attualmente cura e conduce su RTV38-Odeon "Salve Mercurio", trasmissione di educazione sanitaria che si realizza sotto l'egida della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze. Nel frattempo continua ad esplicare la sua azione di addetto stampa come free lance.
Allergie e intolleranze
Professore, innanzitutto una precisazione. Molto spesso, magari in uno stesso contesto, vengono usati i termini allergia e intolleranza. Sono sinonimi? E se no, dove sta la differenza?

No, i due termini non sono sinonimi, anche se spesso vengono usati impropriamente come sinonimi. Intolleranza è un termine più vasto e meno facilmente definibile rispetto a quello di allergia. Entrambe le situazioni vengono etichettate con il termine di "Reazioni avverse ad alimenti". In altre parole ciò significa che l'ingestione di un alimento determina una sintomatologia clinica, cioè una serie di disturbi che non si verifica invece nella grande maggioranza della popolazione. La differenza tra le due situazioni sta nel diverso meccanismo: l'intolleranza non rappresenta una risposta anormale dell'organismo causata da fenomeni di ordine immunologico, mentre l'allergia è il risultato di una risposta immunologica abnorme nei confronti di uno o più alimenti.

Secondo i dati gli allergici stanno aumentando e generalmente vengono chiamati in causa l'inquinamento e il crescente uso di additivi alimentari: lei però, col suo gruppo di ricerca, ha accertato che le cause possono essere altre. Quali?
E' vero che il numero delle persone allergiche è aumentato notevolmente nelle ultime decadi e sembra ancora in aumento, ma questa crescita non è dovuta né all'inquinamento atmosferico, né all'uso degli additivi. Casomai gli additivi possono provocare fenomeni di pseudo allergia, cioè dare ad esempio reazioni orticarioidi, ma non attraverso un meccanismo allergico. Per quanto riguarda le cause dell'aumento dell'allergia, cioè della reazione abnorme del sistema immunitario verso comuni sostanze presenti nell'ambiente, quali i pollini, gli acari delle polveri, i derivati epidermici di animali e gli stessi alimenti, e quindi delle malattie correlate con questo tipo di risposta (rinite, asma, ecc.), la spiegazione attualmente più seguita è quella che va sotto il nome di "ipotesi igienica". In altre parole, si ritiene che la diminuzione del numero e della gravità delle infezioni o delle contaminazioni con agenti microbici nelle prime età della vita, dovute al mutamento dello stile di vita avvenuto nei paesi più ricchi, abbia ridotto la produzione da parte delle cellule del sistema immunitario di alcune citochine che sono in grado di inibire la risposta alle sostanze ambientali normalmente innocue e quindi a rendere più facile l'infiammazione allergica.

Dunque, se ho ben capito, il nostro sistema immunitario ha "cambiato strada" combattendo sostanze con le quali aveva sempre convissuto?
In un certo senso è così. Ricordiamo comunque che l'allergia dipende da fattori sia genetici che ambientali. In altre parole, anche prima del cambiamento esisteva un numero di persone sia pure minore che a causa di una forte predisposizione genetica divenivano allergiche anche nelle condizioni ambientali di minore igiene. Nelle condizioni ambientali attuali, più igieniche, divengono invece allergici anche soggetti con predisposizione genetica minimale e che a causa della mutata situazione in cui si trova ad operare il sistema immunitario durante l'infanzia vanno anch'essi incontro con maggiore facilità a rispondere in maniera "infiammatoria" all'incontro con sostanze generalmente innocue.

E adesso veniamo ad un problema che interessa una consistente fetta della popolazione: l'intolleranza al lattosio. Dal punto di vista clinico quali sono i sintomi?
Questa non è un'allergia, ma un'intolleranza all'assunzione di lattosio legata all'assenza o alla deficienza di un enzima, la lattasi, deputato alla scissione del lattosio. La carenza può essere dovuta a cause genetiche o venire acquisita in seguito alla comparsa di altre malattie, per esempio il morbo celiaco. La carenza della lattasi determina una difficoltà nell'assorbimento del lattosio e questo può provocare una serie di disturbi, quali diarrea, dolori addominali, anche di tipo crampiforme, e flatulenza. Talora comunque il deficit può anche essere asintomatico. Spesso i sintomi sono simili a quelli del cosiddetto "colon irritabile" e la diagnosi differenziale può essere fatta semplicemente eliminando il lattosio dalla dieta. Se i sintomi persistono, ciò significa che ci troviamo di fronte non già ad un deficit di lattasi, ma ad una forma di colon irritabile o ad un altro tipo di malattia.

Questo tipo di intolleranza, oltre che nella prima infanzia, può manifestarsi anche in età adulta?
Sì, l'intolleranza al lattosio può presentarsi anche nell'adulto perché a volte è secondaria ad un'altra malattia comparsa più avanti nella vita e comunque la sua espressione clinica è sempre dipendente da altri fattori, quali la quantità di lattosio nella dieta, la rapidità dello svuotamento gastrico, l'interazione con la flora batterica intestinale, che per esempio diminuisce dopo un trattamento antibiotico.

Se non curata, nel tempo, come per esempio nella celiachia, può provocare malattie croniche?
Ovviamente se l'alterazione è misconosciuta può provocare le classiche complicazioni legate al malassorbimento (anemia sideropenica, che non risponde cioè alle cure di ferro, osteoporosi precoce ecc.), dal momento che frequentemente si manifesta con la comparsa di diarrea ogni volta che si assumono latte e i suoi derivati.

Esistono, per dirla in termini medici, degli stati acuti. In questi casi che fare?
L'unica terapia è la prevenzione. Una volta fatta la diagnosi, va evitata l'ingestione di latte e dei suoi derivati.

Condividi |

Notizia precedente
Sulla bocca del Tevere
Notizia successiva
Allergia in etichetta
Informatore

Settembre 2003

Nella stessa sezione

  • Fra chiese e piazze
  • Baiocchi e profumi
  • Sulla bocca del Tevere
  • Allergia in etichetta
  • Toscana in rivista

Dello stesso Autore

  • Il fuoco dentro
    Febbraio 2012
  • Lunga vita
    Febbraio 2012
  • Ciclo interrotto
    Gennaio 2012
  • Piccoli uomini crescono
    Novembre 2011
  • Grande con l'età
    Novembre 2011
  • A ciascuno il suo
    Novembre 2011
  • Bimbi e sport
    Settembre 2011
  • Grasso a rischio
    Settembre 2011
  • Ohi, che dolor!
    Luglio-Agosto 2011
  • Latte di mamma
    Giugno 2011

Argomenti

  • Salute (15)
      · allergie (4)

Ricerca articoli

Parola chiave:

Dove:
occhiello
titolo
sottotitolo
tutto il testo

Data:
Ultimo Informatore
Informatore dell'anno in corso
Ultimi 11 Informatori
Informatore anno

Autore:

Mostra:

Unicoop Firenze

  • Chi siamo
  • I vantaggi di essere socio
  • Il prestito sociale
  • Il Salvatempo
  • Convenzioni

Carte socio di pagamento emesse da Integra

  • Spesa In
  • TantiAcquisti
  • SceltaPiù

I nostri servizi di prenotazione on line

  • Acquisto libri di scuola
  • Acquisto libri di narrativa
  • Stampa foto digitali

Iscriviti alla nostra Newsletter

Rimani informato sulle offerte, le iniziative e le ultime novità di ipermercati e supermercati Coop.

Più di 25000 utenti sono già registrati.

Iscriviti alla Newsletter adesso!

Utilità

  • Contatta la redazione
  • Guida alla navigazione
  • Mappa del sito
  • Accessibilità
  • Privacy
  • Copyright

Coop - Unicoop Firenze

Unicoop Firenze sc, Via S.Reparata 43, 50129 Firenze, Tel. 055 47801, Cod.Fisc. e Partita IVA 00407780485

N. Iscrizione Albo delle Società Cooperative e mutualità prevalente: A104272 (cat. Consumo)