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SETTEMBRE 2003
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BAIOCCHI E PROFUMI
I profumi in formato mignon
Di Silvia Ferretti-
Giornalista
Fiorentina, ha lavorato come cronista in un quotidiano di Firenze, La Città. Dal 1995 al 2005 a carta e penna ha alternato microfono e telecamera, come giornalista Rai. Per cinque anni ha collaborato anche alla trasmissione televisiva Informacoop, con servizi sui temi dell'ambiente, della solidarietà e dei consumi. Ha curato per conto di Coop la pubblicazione "Una legge per due", sui congedi parentali, i volumi "La ricetta raccontata", "Un fiume di idee", dedicato ad Elsa Fallani, le note storiche del libro di Renato Terrosi "I ragazzi del Casone", il libro "Noi con gli altri" . Ha curato anche la rubrica "Segnalazioni" sull'Informatore, di cui è stata anche coordinatrice redazionale.
Fino a qualche anno fa non era difficile trovarle in profumeria, gentile omaggio per acquisti di una certa importanza. Oggi questa abitudine è diventata sempre più rara e le belle nonché fedeli riproduzioni in scala delle bottiglie di profumo sono state sostituite da degli anonimi campioncini che non invitano certo alla collezione. Così adesso i mignon si acquistano: in profumeria, per corrispondenza, tramite internet.
Baiocchi e profumi
Tra i 10 e i 1500 euro
In media il costo è di dieci euro, ma si può salire molto più su, fino a sfiorare i 1500 euro per i pezzi più pregiati, perché rari o antichi. Che a volte si trovano andando per mercatini e rigattieri, anche se in Toscana non capita spesso di
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«Collezionare profumi mi è sempre piaciuto - spiega Livia Gori, fiorentina e grande appassionata -. Avevo iniziato molti anni fa, con i campioncini regalati a mia madre. Ma l'alluvione, nel 1966, mi ha portato via quasi tutto».
Dalla furia devastatrice dell'Arno si sono salvate quattro mignon degli anni '60, tra cui uno Schuberth (un famoso sarto francese che si dilettava anche con i profumi) che adesso non esiste più. Sono la parte più antica della sua collezione, più di 1300 bottigliette tutte catalogate e gelosamente custodite in una grande teca di cristallo sapientemente illuminata, dove brillano come tante pietre preziose. «Mi piace guardarle, non ho mai pensato al loro valore - dice Livia -, anche se tengo una lista, sempre aggiornata, delle mie mignon».
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E' proprio questa una delle regole più importanti da seguire: all'inizio è facile ricordarsi a memoria i pezzi che si posseggono. Poi l'impresa diventa quasi titanica. E le scatole? Mai buttarle via! Sono una parte integrante del prodotto, al quale conferiscono un certo valore. Al momento di rivendere o scambiare un profumo, infatti, l'assenza della scatola può comportare una pesante svalutazione, anche del 50 per cento. L'unica deroga concessa è per i flaconi antichi. Precipitarsi sulle novità è un altro errore da non commettere: spesso eccessivamente care durante le settimane che seguono la loro uscita, nel 95% dei casi si abbassano rapidamente di prezzo.
Alla fine quello che c'è dentro le bottigliette diventa un qualcosa in più, di cui spesso non si conosce nemmeno la fragranza. «Non ho mai annusato i profumi che colleziono - conferma Livia -. L'aroma svanirebbe, e quel che conta è che siano belli da vedere».
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Se le donne rappresentano la maggioranza, gli uomini sono senza dubbio i collezionisti più attenti. Parola di chi se ne intende. «Sono in questo campo da più di trent'anni - dice Maria Cecilia Degli Innocenti, esperta di profumi mignon -. Ho cominciato per passione, poi ho deciso di farne un lavoro vero e proprio. Ho venduto profumi per corrispondenza fino a pochi anni fa e ancora adesso continuo a fare quattro cataloghi all'anno che spedisco ai clienti che sono rimasti in contatto con me».
Il 60 per cento dei collezionisti di profumi ha un'età media tra i 30 e i 40 anni: «E' senza dubbio una passione da età matura - sottolinea Maria Cecilia - anche perché coltivarla costa abbastanza».
Per chi ama il genere comunque sono tempi duri. «In Italia non si trova quasi più niente - continua Maria Cecilia -. Otto anni fa c'è stato un vero e proprio boom legato in modo particolare all'editoria: era più facile trovare una miniatura in edicola che in profumeria. Molti collezionisti sono nati proprio in quel periodo. Ma questa operazione alla fine ha gravemente danneggiato il settore, immettendo sul mercato centinaia di mignon senza alcun valore».
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Hanno imbellettato per anni i volti di signore e signorine, che con fare civettuolo si passavano il piumino sul volto, ritoccando qua e là. Poi, per questioni di moda - che ci vuole tutti belli coloriti, come se fossimo eternamente abbronzati - le ciprie sono state un po' dimenticate, soppiantate da fard, terre indiane, fondotinta. Qualche nostalgico che le usa ancora c'è - magari nella versione più aggiornata, che le propone compatte - ma ormai si tratta per lo più di un articolo da collezionisti. Ebbene sì, anche la cipria ha un suo pubblico, e un suo mercato. Insieme ai talchi, anche questi offuscati dal passare del tempo e dall'utilizzo di nuovi prodotti. Sulle riviste di settore, come Profumeria da collezione, una sezione è dedicata proprio alle quotazioni di questi due articoli. Il valore delle ciprie aumenta se la confezione contiene ancora la sua polvere sigillata, e sale ancora se l'esemplare possiede la sovrascatola originale. Si va dai 400 euro di una rara Rose Bertelli degli anni '20 ai 70 euro di un'altrettanto rara cipria Palmolive (anni '40). Tra i talchi troviamo un Kofler (anni '40) valutato 150 euro, un talco borato Millefiori (anni '30) quotato 100 euro e un Guerlain più recente, degli anni '60, valutato 90 euro. E voi avete qualche cipria dimenticata in un cassetto?
La mancanza di fonti attendibili rende difficile calcolare il numero di profumi mignon in giro per il mondo: ma gli appassionati stimano che siano 30 mila
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Club del profumo, via Atto Vannucci 3, Firenze, Maria Cecilia Degli Innocenti, 3358115713.
Profumeria da collezione, via Fauché 36, Milano, fax 0233611676, www.profumeriadacollezione.com
www.perfuminis.com
Dove e quando
Profumi in fiera
Divinessence, salone internazionale, Hotel Intercontinental, place Vendome, Parigi, primo week-end di dicembre di ogni anno.
Salone internazionale di Mulhouse (in Alsazia, Francia, 380 km da Milano), il secondo week-end di febbraio di ogni anno.
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