Toscana / Rocca San Silvestro
Giochi sulla pietra
Giungendo a Rocca San Silvestro si ha l'impressione di trovarsi di fronte a una Pompei medievale. Il villaggio fortificato, inizialmente chiamato Rocca al Palmento, si è infatti conservato come era nel XIII secolo a causa del suo repentino declino ed impoverimento, risultando già completamente abbandonato nel XIV secolo.
Nato verso la fine del X secolo per volere dei conti della Gherardesca, che posero la propria residenza alla sommità del poggio, il borgo ospitava i minatori ed i fonditori che lavoravano nelle fornaci per la trasformazione del piombo argentifero e del rame collocate all'interno della cinta muraria, formando un intero settore del villaggio.
Ma fu col passaggio alla famiglia della Rocca che questo centro conobbe il suo massimo splendore: vennero fatte costruire l'alta torre e la chiesa di San Silvestro, da cui prenderà il nome, mentre la cinta muraria fu riedificata e dotata di una porta di accesso fortificata, dove è ancora oggi possibile vedere il gioco del filetto inciso nella pietra, con cui i soldati passavano il tempo nelle lunghe ore di guardia.
Dentro le mura la popolazione raggiunse le 250 unità e fiorirono i commerci con la potente Pisa, a cui fornivano il rame e l'argento per la produzione di monete. Alla fine del XIII secolo iniziò l'abbandono del castello, causato dai conflitti con la vicina potenza pisana, la scoperta di nuove miniere in Sardegna e il sempre maggiore utilizzo dell'energia idraulica nei processi metallurgici (qui impossibile da effettuare).
Rocca San Silvestro si raggiunge facilmente percorrendo, sia da sud che da nord, la SS1 Aurelia seguendo le indicazioni per Campiglia Marittima, dalla quale dista circa 3 chilometri. Il sito sorge alle pendici del monte Calvi, al centro di un importante parco archeologico accessibile con visite guidate.
Info: Parco archeominerario di San Silvestro, via di San Vincenzo 34/b, Campiglia Marittima (LI), tel. 0565838680, fax 05657838703, parcoss@parchivaldicornia.it
Nato verso la fine del X secolo per volere dei conti della Gherardesca, che posero la propria residenza alla sommità del poggio, il borgo ospitava i minatori ed i fonditori che lavoravano nelle fornaci per la trasformazione del piombo argentifero e del rame collocate all'interno della cinta muraria, formando un intero settore del villaggio.
Ma fu col passaggio alla famiglia della Rocca che questo centro conobbe il suo massimo splendore: vennero fatte costruire l'alta torre e la chiesa di San Silvestro, da cui prenderà il nome, mentre la cinta muraria fu riedificata e dotata di una porta di accesso fortificata, dove è ancora oggi possibile vedere il gioco del filetto inciso nella pietra, con cui i soldati passavano il tempo nelle lunghe ore di guardia.
Dentro le mura la popolazione raggiunse le 250 unità e fiorirono i commerci con la potente Pisa, a cui fornivano il rame e l'argento per la produzione di monete. Alla fine del XIII secolo iniziò l'abbandono del castello, causato dai conflitti con la vicina potenza pisana, la scoperta di nuove miniere in Sardegna e il sempre maggiore utilizzo dell'energia idraulica nei processi metallurgici (qui impossibile da effettuare).
Rocca San Silvestro si raggiunge facilmente percorrendo, sia da sud che da nord, la SS1 Aurelia seguendo le indicazioni per Campiglia Marittima, dalla quale dista circa 3 chilometri. Il sito sorge alle pendici del monte Calvi, al centro di un importante parco archeologico accessibile con visite guidate.
Info: Parco archeominerario di San Silvestro, via di San Vincenzo 34/b, Campiglia Marittima (LI), tel. 0565838680, fax 05657838703, parcoss@parchivaldicornia.it
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