Guida ai consumi / Parole nuove
Musica scaricata
File musicali, e non solo, acquisiti da internet. La rivoluzione dell'mp3
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Ad esempio, cosa direbbe il pensatore berlinese dei moderni compact disc? E dove potrebbe spingersi la sua analisi oggi che la musica non ha più nemmeno bisogno di un supporto materiale?
Come forse avrete capito in questo e nel prossimo numero vorremmo tentare di addentrarci - pur senza scendere in complessi tecnicismi - all'interno di termini come mp3, streaming, peer to peer, podcasting, Ipod, parole nuove che indicano altrettante nuove possibilità di fruizione di musica e filmati.
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È successo che i giovani si sono improvvisamente disinteressati della musica? No, semplicemente la musica (leggera, jazz, classica, etnica) non abita più, o non solo, nei negozi di dischi, ma su internet. Nella grande maggioranza dei pc italiani esiste almeno una cartella nominata musica, oppure mp3, o ancora shared. In ognuna di queste cartelle sono contenute parecchie canzoni, scaricate (in inglese download) gratuitamente, grazie a programmi che seguono una strana parabola: in principio sono conosciuti soltanto da pochi "iniziati", poi conoscono una diffusione esponenziale in tutto il mondo e alla fine vengono "oscurati" dalla sentenza di un giudice. Finché chi scarica canzoni e video sul proprio pc viene a sapere da qualche amico di un altro programma che rende possibile tale operazione.
Il fatto è che scaricare audiovisivi è illegale. Non importa che dietro non vi sia scopo di lucro: è logico che - così facendo - il diritto d'autore non è remunerato.
Ma perché è così semplice scaricare canzoni da internet, salvarle sull'hard disk del proprio computer ed ascoltarle all'infinito arrivando addirittura a creare cd con personalissime compilation? La risposta è in una sigla: mp3.
Facciamo una piccola premessa: ormai la musica (parliamo di musica per concentrarsi su un aspetto; in realtà da ora in poi - anche se omesso nel presente articolo - possiamo tranquillamente estendere il ragionamento ai film) è digitale: accantonati i dischi in vinile e le musicassette, sono rimasti i cd il cui contenuto (tracce) viene decodificato da un lettore che ha all'interno una piccola lente laser. Digitalizzare un evento sonoro vuol dire, all'ingrosso, spezzettarlo in tante sequenze numeriche, 0 e 1, tramite due operazioni: il campionamento e la quantizzazione. Non scendiamo troppo in profondità, ma il risultato di queste operazioni è sotto gli occhi, pardon... le orecchie, di tutti: la qualità di un cd normalmente in commercio è eccellente e solo un super esperto (un po' nostalgico) dei vecchi dischi può affermare la supremazia dell'ascolto analogico. Il formato digitale è, tra l'altro, l'unica via per l'utilizzo informatico.
Il problema è che la trasmissione da un computer ad un altro, anche - ma non solo - attraverso internet dei dati contenuti in un cd è resa difficoltosa dall'enorme mole di dati contenuti nel medesimo. Per ovviare, in una certa misura, a questo problema, si utilizzano degli algoritmi di compressione che sono in grado di diminuire tale mole. Già a partire dai primi anni novanta un team di cervelloni europei chiamato Mpeg (Moving picture export group) riesce a trovare una soluzione che pian piano si affermerà come standard: mp1 che poi si evolverà fino al nostro mp3 (negli ultimi tempi si è cominciato a parlare anche di mp4), algoritmo di compressione che toglie da un file audio (o video) tutto quello che "non serve".
Grazie alle scoperte di una particolare disciplina, la psicoacustica, ci si è resi conto che molte delle informazioni contenute in un evento sonoro non sono considerate dall'orecchio umano: tale "stranezza" prende il nome di mascheramento. Contando sul mascheramento, ma anche sulla possibilità di codificare in modo più approssimativo frequenze meno udibili, l'algoritmo mp3 riduce di un decimo le informazioni di un file. Diciamo l'optimum per essere "prelevato" dall'hard disk di un computer all'altro capo del mondo: è il cosiddetto sistema peer to peer (spesso semplificato alla maniera anglosassone con la sigla P2P), autentica spina nel fianco delle major discografiche.
Per ragioni di spazio siamo costretti a rimandare al prossimo mese il proseguimento del nostro discorso, certi di aver stuzzicato almeno un po' la curiosità dei nostri lettori.
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