Salute / Fondazione don Gnocchi
Parola d'ordine: riabilitare
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| Parole d'ordine: riabilitare |
Nato nel 1902, da una famiglia povera di San Colombano al Lambro vicino a Lodi, Carlo Gnocchi venne ordinato sacerdote nel 1925. Dopo un'esperienza con i giovani nella parrocchia di san Pietro in Sala, diventa direttore spirituale dell'Istituto Gonzaga di Milano. Nel '41 si arruola come cappellano militare e parte per il fronte greco-albanese, mentre nel '42 partecipa alla campagna di Russia. Nel gennaio del 1943 è tra i pochi sopravvissuti della ritirata degli alpini della Tridentina, ed è proprio in quell'occasione, tra malati e moribondi, che comincia a maturare il proprio sogno: darsi totalmente per aiutare gli altri. Ritornato in Italia partecipa alla Resistenza, facendo espatriare e proteggendo persone ricercate. A guerra finita, dopo vari passaggi, realizza il proprio progetto: la Fondazione Pro Juventute (ora Fondazione don Carlo Gnocchi Onlus). Muore a soli 54 anni, ma prima della fine compie un ennesimo gesto d'amore. Chiama il professore Cesare Galeazzi, suo grande amico ed allora primario dell'Istituto oftalmico di Milano e gli dice: «Cesare, ti chiedo un grande favore, non negarmelo: fra poche ore io non ci sarò più: prendi i miei occhi e ridona la vista ad uno dei miei ragazzi». Furono due i ragazzini che grazie a don Carlo riuscirono a vedere la luce, inaugurando nel nostro Paese l'era del trapianto di organi.
Col passare degli anni il raggio d'azione della Fondazione si è notevolmente ampliato. Si va dalla riabilitazione ortopedica, neurologica, respiratoria, cardiologica e neuropsichiatrica infantile (sia intensiva che di recupero) all'assistenza di persone anziane non autosufficienti e di malati oncologici in fase terminale. Anche la ricerca scientifica trova un largo spazio e si sviluppa prevalentemente in campo biomedico, biotecnologico e nella sperimentazione clinica finalizzata ad individuare nuove metodiche e tecnologie per il recupero dei deficit motori, neurocognitivi e per la riduzione delle condizioni di disabilità. C'è poi il settore dedicato alla formazione, rivolta sia ai disabili che agli operatori del settore.
In Toscana il centro più grande è S.Maria agli Ulivi di Pozzolatico, con attività di riabilitazione (ricovero e ambulatoriale) cardiologica, pneumologica, neurologica, ortopedica e vertebrale, per 94 posti letto, 10 di seminternato e altri 40 posti letto ospedalieri e 6 day hospital. Dal centro di Pozzolatico dipendono il Centro ambulatoriale di Colle Val d'Elsa e l'ambulatorio di via Caccini a Firenze (in attività dal 1° gennaio 2002). In Toscana sono inoltre presenti il Centro S. Maria alla Pineta di Marina di Massa, che assicura attività di riabilitazione in campo pneumologico e ortopedico. Dal centro di Marina di Massa dipende la nuova unità operativa di riabilitazione (60 letti) realizzata all'interno dell'ospedale di Sarzana, in Liguria.
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