Filo diretto con i soci
Porte aperte all'artigiano
Leggendo l'Informatore, tempo fa, trovai un articolo che riguardava una vetreria di Empoli e i suoi oggetti molto belli, chiedo: perché non inserite alla Coop in pianta stabile questi oggetti, quale il tira olio, la fiasca, l'acetiera, tutte rivestite in stiancia, come si usava un tempo? A Empoli producevano dei meravigliosi Napoleoni grandi e colorati, dei pesci di vetro tutti colorati, delle coppe dell'amicizia grandi e lavorate, erano una meraviglia da tenere in casa. Voi potreste farli rifare alle vetrerie e inserirli nella vendita come fate per il rame, i casalinghi, il vestiario, la Coop ne sarebbe molto avvantaggiata e i soci e non soci affluirebbero di più nel supermercato. Sono oggetti che sono molto belli e alla gente farebbe piacere comprarli.
Giovanna Boccacci - Colle Val d'Elsa
Ormai sono diverse le iniziative commerciali che vengono fatte, soprattutto dagli Ipercoop, con una certa periodicità per promuovere l'artigianato di qualità delle nostre zone: i vasi di terracotta, i ferri battuti, gli oggetti in vetro verde, i coltelli di Scarperia, l'alabastro di Volterra. Sono iniziative promozionali, fatte in accordo con artigiani qualificati. Più complicata sarebbe la vendita continua di questi oggetti: hanno bisogno di essere conosciuti, pubblicizzati, di vedere valorizzata la loro diversità da quelli industriali.
Solo uno e quando capita
Io e mia moglie siamo soci da tempo. Vorrei sapere se ci spetta l'invio mensile del giornale L'Informatore visto che l'arrivo è sporadico (un numero ogni due o tre mesi) e solo ad un socio, in questo caso a me.
Alessio Zatini - San Giovanni Valdarno
L'arrivo sporadico può essere spiegato solo con un errore (anche piccolo) nell'indirizzo o nel cap: il postino abituale consegna lo stesso il giornale, quello inesperto lo manda al macero. L'arrivo di uno solo, invece, è voluto: cerchiamo di mandare una sola copia del giornale per nucleo familiare. In questo modo si risparmia un terzo della tiratura: molte tonnellate di carta e centinaia di milioni che così non vanno a gonfiare le spese generali della cooperativa.
Carrelli e rifiuti
Sono un vostro cliente (la socia è mia moglie) e ogni volta che mi reco a fare la spesa, al momento di prendere il carrello, prima di caricarlo di ciò che acquisto, lo devo 'scaricare' di tutti quei residui che altri lasciano incuranti, come se il carrello facesse anche da 'cestino'. I guanti di plastica per il prelievo della frutta sono i più lasciati, poi vengono le liste della spesa, gli involucri delle confezioni, pubblicità sull'offerte, insomma un po' di tutto. Lo so che è un problema di non facile soluzione, bisogna contare sul buon senso delle persone, e allora sforziamoci un po' tutti a 'scaricare' il carrello di tutto ciò che ci abbiamo infilato!
Antonio Taddei - San Casciano in Val di Pesa
Per ripulire i carrelli il personale di pulizia dovrebbe sganciarli uno ad uno dalle rastrelliere. Speriamo che la pubblicazione di questa lettera induca molti soci ad una maggiore attenzione: in fondo basta poco, accanto alle rastrelliere c'è sempre un cestino per i rifiuti.
Leggendo l'Informatore, tempo fa, trovai un articolo che riguardava una vetreria di Empoli e i suoi oggetti molto belli, chiedo: perché non inserite alla Coop in pianta stabile questi oggetti, quale il tira olio, la fiasca, l'acetiera, tutte rivestite in stiancia, come si usava un tempo? A Empoli producevano dei meravigliosi Napoleoni grandi e colorati, dei pesci di vetro tutti colorati, delle coppe dell'amicizia grandi e lavorate, erano una meraviglia da tenere in casa. Voi potreste farli rifare alle vetrerie e inserirli nella vendita come fate per il rame, i casalinghi, il vestiario, la Coop ne sarebbe molto avvantaggiata e i soci e non soci affluirebbero di più nel supermercato. Sono oggetti che sono molto belli e alla gente farebbe piacere comprarli.
Giovanna Boccacci - Colle Val d'Elsa
Ormai sono diverse le iniziative commerciali che vengono fatte, soprattutto dagli Ipercoop, con una certa periodicità per promuovere l'artigianato di qualità delle nostre zone: i vasi di terracotta, i ferri battuti, gli oggetti in vetro verde, i coltelli di Scarperia, l'alabastro di Volterra. Sono iniziative promozionali, fatte in accordo con artigiani qualificati. Più complicata sarebbe la vendita continua di questi oggetti: hanno bisogno di essere conosciuti, pubblicizzati, di vedere valorizzata la loro diversità da quelli industriali.
Solo uno e quando capita
Io e mia moglie siamo soci da tempo. Vorrei sapere se ci spetta l'invio mensile del giornale L'Informatore visto che l'arrivo è sporadico (un numero ogni due o tre mesi) e solo ad un socio, in questo caso a me.
Alessio Zatini - San Giovanni Valdarno
L'arrivo sporadico può essere spiegato solo con un errore (anche piccolo) nell'indirizzo o nel cap: il postino abituale consegna lo stesso il giornale, quello inesperto lo manda al macero. L'arrivo di uno solo, invece, è voluto: cerchiamo di mandare una sola copia del giornale per nucleo familiare. In questo modo si risparmia un terzo della tiratura: molte tonnellate di carta e centinaia di milioni che così non vanno a gonfiare le spese generali della cooperativa.
Carrelli e rifiuti
Sono un vostro cliente (la socia è mia moglie) e ogni volta che mi reco a fare la spesa, al momento di prendere il carrello, prima di caricarlo di ciò che acquisto, lo devo 'scaricare' di tutti quei residui che altri lasciano incuranti, come se il carrello facesse anche da 'cestino'. I guanti di plastica per il prelievo della frutta sono i più lasciati, poi vengono le liste della spesa, gli involucri delle confezioni, pubblicità sull'offerte, insomma un po' di tutto. Lo so che è un problema di non facile soluzione, bisogna contare sul buon senso delle persone, e allora sforziamoci un po' tutti a 'scaricare' il carrello di tutto ciò che ci abbiamo infilato!
Antonio Taddei - San Casciano in Val di Pesa
Per ripulire i carrelli il personale di pulizia dovrebbe sganciarli uno ad uno dalle rastrelliere. Speriamo che la pubblicazione di questa lettera induca molti soci ad una maggiore attenzione: in fondo basta poco, accanto alle rastrelliere c'è sempre un cestino per i rifiuti.
Nella stessa sezione
Dello stesso Autore
-
Libri e librerie
Febbraio 2012 -
Innovazione e socialità
Febbraio 2012 -
Caffè amaro, ed altre
Gennaio 2012 -
Meglio frutta che pillole
Gennaio 2012 -
L'anno digitale
Gennaio 2012 -
Lettere
Dicembre 2011 -
Dalla parte degli alberi
Dicembre 2011 -
Le buone parole del 2011
Dicembre 2011 -
Lettere
Novembre 2011 -
Fattore Effe
Novembre 2011
Argomenti
- Non classificato (439)
