Toscana / Pistoia
Dal dizionario alla strada
Il primo dizionario italiano fu di un pistoiese
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| Dal dizionario alla strada |
«Attenendoci ad una sola misura, stando a una sola parlata, faremo come tanti bravi soldati intorno a una sola bandiera - scriveva lo stesso Petrocchi -. Faremo finalmente un vocabolario, una grammatica sola, chiara, facile anche per gli stranieri che trovan tanto indigesta la nostra lingua... E non ci avverrà più di scambiare quelli del nostro paese per inglesi e tedeschi».
Fu proprio grazie a quest'opera che i maestri e le maestrine sparse in tutte le scuole d'Italia poterono insegnare una lingua uniforme alle giovani generazioni. Quelle giovani generazioni che, imbevute di retorica patriottarda, furono poi inviate nelle trincee della prima guerra mondiale.
Colto ed intelligentissimo, Petrocchi fu, per la sua epoca, un vero e proprio anticonformista. Si innamorò di una donna sposata, che peraltro aveva già una figlia, e con lei visse "more uxorio" per oltre vent'anni.
Di idee libertarie, non esitò ad appoggiare in politica le forze repubblicane, radicali e socialiste che riteneva essere le sole in grado di poter migliorare le condizioni di vita della gente. Vedendo però che i tempi non erano maturi per certe ideologie, non esitò a frugarsi nel portafoglio per dotare almeno il suo piccolo borgo natio di quelle infrastrutture (come la scuola, il telegrafo ed alcune piazze e strade) che le amministrazioni preposte non riuscivano a realizzare e che anche le teorie più avanzate per l'epoca avrebbero compiuto chissà quando.
Per elevare le condizioni morali e materiali dei suoi compaesani fondò, nel 1880, la Società Onore e Lavoro che oggi, di concerto con il Comune di Pistoia ed altri enti operanti sul territorio, organizza il ciclo di celebrazioni per il 150° anniversario della nascita ed il 100° della morte.
Sul finire d'agosto, una sentita cerimonia ha riconsegnato, completamente ristrutturato, il monumento a quest'illustre letterato, posto nella piazza principale del paesino. In settembre è stato provveduto ad intitolare la scuola elementare del piccolo borgo al nome di Petrocchi, mentre il 16 novembre si terrà a Pistoia un convegno di studi sull'attualità del suo pensiero.
Grazie all'analisi dei suoi manoscritti, conservati presso la Biblioteca Forteguerriana, eminenti studiosi e linguisti cercheranno di evincere nella cultura contemporanea le tracce dell'operato di Petrocchi, il cui vocabolario, giova ricordarlo, restò in uso fino al 1952.
Ancora oggi l'opera del Petrocchi, esaurito il suo compito pedagogico, resta la testimonianza più viva e più ricca dell'uso del fiorentino (e del toscano) parlato tardo ottocentesco.
Info: Biblioteca Forteguerriana, piazza della Sapienza 5, Pistoia, tel. 0573 24348
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