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Un aiuto per la Palestina
Tornano nei punti vendita Coop i presepi di Betlemme. Cronache da una città che lentamente sta ricominciando a vivere
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Intorno alla scuola hanno riaperto anche le botteghe artigiane, quelle dove i genitori di quei bambini lavorano il legno secondo una tradizione secolare.
Gli artigiani palestinesi sono tornati a tagliare ed intarsiare il legno d'ulivo, a dargli forme morbide e dolci. Lavorano a mano in botteghe piccole, affacciate sulla strada, spesso con macchinari rudimentali, ma questa antica lavorazione e il commercio che ne consegue è stato per anni una delle principali fonti di sussistenza per la popolazione di Betlemme.
Sono trascorsi due anni da quando, fallita la trattativa per la pace, in Medio Oriente si è ripreso sistematicamente a sparare e a morire. All'inizio si parlò di una nuova intifada: oggi lo scenario non è più quello di una rivolta ma di una guerra, e come sempre chi paga di più è la popolazione civile, di tutte e due le parti.
Betlemme è stata nei mesi scorsi duramente colpita, la città sotto coprifuoco, la Basilica della Natività assediata e poi quella lunga e difficile trattativa con i carri armati israeliani davanti ai luoghi che il mondo intero riconosce come sacri. Una pagina drammatica con gli occhi di tutto il mondo addosso, ma solo una delle tante che questa piccola città ha vissuto negli ultimi anni.
Siamo stati a Betlemme alcuni mesi fa, prima che la situazione precipitasse, e già allora ci era parsa irriconoscibile. Questa che per secoli è stata la terra dell'accoglienza, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo, il luogo sacro per eccellenza, era già una città agonizzante. I negozi chiusi, le porte sbarrate, i pochi commercianti che vivevano dentro alle botteghe perché non potevano raggiungere le abitazioni da cui li separavano i temutissimi check-point. Le donne ci raccontarono di una città strangolata, isolata dal mondo, dove da due anni non si era più visto né un turista né un pellegrino.
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Padre Ibrahim, il frate francescano custode della Basilica della Natività, che fu allora la nostra guida, ci racconta di quanto la situazione sia peggiorata, dei lutti e delle sofferenze che hanno colpito la popolazione civile in questi mesi, sicuramente il periodo più difficile mai vissuto dal popolo palestinese.
L'economia di una piccola comunità come quella di Betlemme è in ginocchio e le centinaia di famiglie di artigiani che per anni hanno vissuto di un'economia basata sul turismo e il commercio sono sul lastrico.
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I presepi palestinesi in legno d'olivo saranno disponibili, in grandezze diverse, nei cinque Ipercoop della Toscana e in alcuni supermercati, a partire dal 4 novembre
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