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Il fegato nella dieta

Cosa, come, quanto e quando mangiare per mantenere il fegato sano

Scritto da Francesco Morelli il 1 ottobre 1997

Specialista in scienza dell'alimentazione e dietetica
Dieta e fegato hanno sempre dato luogo a numerose discussioni e a pregiudizi anche molto radicati, come la leggenda che 'per il fegato ci vogliono gli zuccheri' o che per prima cosa 'non bisogna mangiare i grassi', fino ad arrivare alle famigerate 'diete in bianco' nelle quali tutto è proibito.

Ecco in breve i principali consigli dietetici per far funzionare al meglio il fegato.
Se si è in sovrappeso, occorre riportarsi quanto più vicino possibile al peso ideale. L'obesità e l'eccesso di calorie causano una bile troppo ricca in colesterolo, con conseguente aumento del rischio di calcolosi.
In gravidanza, a causa dell'aumento del colesterolo (frequente in questo periodo), viene favorita la formazione di calcoli. Di conseguenza è importante, durante i nove mesi di attesa, controllare il peso e ridurre il colesterolo della dieta.
Se il paziente presenta tassi elevati di colesterolo e di trigliceridi nel sangue, è opportuno far rientrare nella norma questi valori, riducendo il più possibile gli alimenti ricchi di colesterolo e di grassi saturi (di origine animale). Questi potranno essere assunti, al massimo, una o due volte alla settimana.
Come condimenti usare sempre gli oli ricchi di grassi monoinsaturi (olio di oliva), meglio se a crudo.
Ridurre gli oli ricchi di grassi polinsaturi (oli di semi), poiché un loro uso eccessivo favorisce la calcolosi biliare.
Le uova, se non si è in presenza di una calcolosi della colecisti, sono permesse.
Limitare l'uso di bevande alcoliche e di superalcolici. In linea generale vino e birra possono essere assunti in quantità moderate (uno o due bicchieri al giorno).
Dare sempre la preferenza agli alimenti ricchi di fibre, in quanto un loro uso costante riduce la calcolosi della colecisti.
Preferire gli alimenti con proteine derivate da latte, yogurt e formaggi, perché hanno un minore contenuto in aminoacidi aromatici (responsabili dell'aumento di 'ammoniaca') rispetto alle proteine della carne. Vanno bene le proteine vegetali (ossia quelle presenti in patate, legumi, cereali, ecc.), perché sono ricche di aminoacidi ramificati (valina, leucina, isoleucina) e povere invece di aminoacidi aromatici.
Evitare i pasti copiosi e ricchi di grassi in genere. E' meglio frazionare l'alimentazione quotidiana in più pasti, almeno cinque. Dati alla mano, la calcolosi è infatti più frequente nei pazienti che fanno un numero ridotto di pasti.

I metodi di cottura consigliati sono: lessatura, a vapore, al forno, con speciali batterie dietetiche. Evitare al massimo fritti, soffritti ed umidi.

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