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Occhio per occhio

I consigli dello specialista: dalla prevenzione alla diagnosi, dagli occhiali all'utilizzo delle nuove tecnologie

Scritto da Alma Valente il 1 settembre 2002

00000009-00000001 Giornalista

Nata a Roma. Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a collaborare con l'Informatore, con articoli inerenti la medicina. Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL). Dal 2001 ha iniziato l'esperienza di produttore di programmi televisivi. Attualmente cura e conduce su RTV38-Odeon "Salve Mercurio", trasmissione di educazione sanitaria che si realizza sotto l'egida della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze. Nel frattempo continua ad esplicare la sua azione di addetto stampa come free lance.
Occhio per occhio
Diversi mesi fa, sfogliando una rivista, ho letto una bella intervista ad una ragazza "non vedente". Nonostante gli sforzi di memoria non riesco a ricordarmi né la testata né il nome della protagonista. Eppure, le parole di quella ragazza mi hanno fatto riflettere e mi hanno fatto capire che la nostra vita, anche in mancanza di uno dei sensi così importanti come la vista, può essere vissuta a piene mani. Perché questo preambolo? Perché la maggior parte di noi, che ha la fortuna di poter contare su occhi in buona salute, molto spesso li trascura. Ricorrendo poi alle cure degli specialisti solo in casi estremi, quando si vede male, si ha dolore o quant'altro. Per i piccoli disturbi invece, come arrossamenti o bruciore, ricorriamo all'automedicazione (termine che ora va molto di moda!), usando il primo collirio che ci capita sottomano, magari prestato da un amico, rischiando così di aggravare la situazione anziché risolverla. Invece, per salvaguardare questo nostro "obbiettivo" sul mondo, la parola chiave è prevenzione, come ci spiega il dottor Alessandro Franchini, della Clinica oculistica dell'Università degli Studi di Firenze.
«Fin dai primissimi anni di vita, attraverso adeguati controlli, è possibile trattare in maniera tempestiva gran parte dei disturbi visivi. Quelli cosiddetti "rifrattivi", come la miopia, l'astigmatismo e l'ipermetropia o lo strabismo. Tutti questi difetti, se non diagnosticati e curati precocemente, possono condurre all'ambliopia, comunemente chiamata occhio pigro, che è la riduzione visiva, in genere di un solo occhio, non dovuta a cause organiche ma al mancato sviluppo della funzionalità retinica a causa di un difetto congenito non diagnosticato». E' bene ricordare, sempre per quanto riguarda i bambini, che dovrebbero essere controllati prima dell'ingresso a scuola perché, in molti casi, le patologie dell'occhio sono ereditarie. Un lungo cammino di prevenzione dunque, che a partire dalla prima infanzia arriva all'età del pensionamento ed ora, con il prolungamento della vita, per fortuna anche molto oltre.
La prima cosa da fare è tenere sotto controllo anche i più semplici fastidi. «Perfino una banale congiuntivite, infatti, per poter essere ben curata necessita di una diagnosi esatta - continua il dottor Franchini -. Le congiuntiviti batteriche, per esempio, caratterizzate dalla presenza di iperemia (arrossamento) congiuntivale e da una marcata secrezione, necessitano di colliri antibiotici che sono invece controindicati nelle congiuntiviti di natura allergica. Queste forme, dove predomina prurito, lacrimazione e gonfiore, vanno trattate con colliri antistaminici e cortisonici. Le forme virali invece, dove è presente iperemia, lacrimazione e tumefazione dei linfonodi posti sul davanti dell'orecchio, devono essere trattate con colliri antivirali, ponendo particolare attenzione all'igiene personale per evitare il contagio dell'altro occhio e dei familiari».

Effetto laser
E' uno dei tanti capitoli di questo settore della medicina che può interessare, oltre che da un punto di vista strettamente fisiologico, anche da quello psicologico: la miopia. Infatti, al di là della gravità del problema, ci sono persone (nel nostro paese i miopi superano i 12 milioni) che soffrono per dovere, necessariamente, indossare degli occhiali. Un handicap che può essere risolto in maniera soddisfacente utilizzando lenti a contatto facilmente reperibili su un mercato che offre, in varie forme e tipologie, una gamma molto estesa di prodotti. Non solo: per i più refrattari ad ogni "intrusione" meccanica oggi la chirurgia offre un'opportunità in più. Un intervento che negli Stati Uniti sta già dilagando e che è chiamato "wow effect". Dove "wow" sta per meraviglia perché solo qualche ora dopo l'intervento il paziente riesce finalmente a vedere in maniera nitida il mondo che lo circonda senza la presenza più o meno ingombrante degli occhiali (e tra i divi di Hollywood che hanno usufruito di questa nuova tecnica, solo per fare qualche nome, ci sono Sharon Stone e Sylvester Stallone). «Solo chi ha la necessità quotidiana di utilizzare un paio di occhiali può comprendere cosa significa poterne fare a meno - continua il dottor Alessandro Franchini, che utilizza questa nuova tecnica sui suoi pazienti -. Per questo motivo negli ultimi anni il ricorso alla chirurgia rifrattiva è cresciuto in modo esponenziale, tanto che oggi sono 200 mila gli italiani che ogni anno ricorrono a queste tecniche innovative. Si tratta di un intervento ambulatoriale ed indolore, della durata di pochi secondi, che permette un rapido recupero dell'acuità visiva con bassissimi rischi. L'operazione consiste in un rimodellamento della superficie anteriore della cornea, grazie all'utilizzo di un laser ad eccimeri». Tuttavia non tutti i pazienti affetti da miopia, ipermetropia ed astigmatismo sono idonei a tale intervento. Compito del chirurgo è quello di scartare i pazienti che per la tipologia del difetto rifrattivo, o per la concomitanza di altre patologie oculari, o per le caratteristiche della cornea, non garantiscono un'alta possibilità di perfetta riuscita dell'intervento. Per questo motivo è opportuno rivolgersi a centri di grande esperienza e professionalità. Il consiglio è quello di consultare più specialisti per poter confrontare pareri diversi, e di esigere una corretta e chiara spiegazione dei benefici e delle eventuali, possibili complicazioni.

Come si curano
I difetti della vista
Miopia
- Si manifesta quando il bulbo oculare è troppo lungo o la cornea è troppo curva. Questo fa sì che quando il paziente miope guarda lontano l'immagine si forma davanti alla retina e la visione risulta sfuocata. Per riportare l'immagine sulla retina il vostro oculista prescriverà lenti correttive negative.
Ipermetropia - Si verifica quando il bulbo è più corto oppure quando la cornea è più piatta del normale. L'immagine si forma dietro la retina e sono necessarie lenti positive. Il paziente ipermetrope avrà quindi maggiori difficoltà nella visione da vicino.
Astigmatismo - E' un vizio rifrattivo legato al fatto che la superficie anteriore dell'occhio, la cornea, ha una curvatura irregolare. Pertanto i raggi che entrano nell'occhio si focalizzano in due punti distinti. A causa della curvatura anomala della cornea il paziente astigmatico percepirà delle immagini distorte sia da lontano che da vicino.
Strabismo - Per strabismo si intende la deviazione dell'asse visivo di un occhio o di entrambi alternativamente rispetto ad un punto di fissazione. Lo strabismo determina una perdita della binocularità, per cui, se non è alternante, l'occhio non usato diventerà ambliope.

Disturbi visivi
Le mosche nell'occhio
L'occhio è pieno di un materiale gelatinoso e trasparente, chiamato vitreo. Normalmente il vitreo è aderente alla retina ma con l'avanzare dell'età o in presenza di miopia tende a staccarsi, dando luogo a fenomeni degenerativi caratterizzati dalla presenza improvvisa di oggetti dalla forma diversa - come ragnatele, mosche e molti altri - che si muovono all'interno dell'occhio e tendono a scappare se vengono fissati. Queste formazioni, chiamate miodesopsie, spesso si associano alla percezione di lampi chiamati fotopsie dovuti a fenomeni di trazione che il vitreo non ancora perfettamente staccato esercita sulla retina. In questo caso è bene sottoporsi a visita oculistica, con controllo del fondo oculare e soprattutto della periferia retinica. A volte le trazioni esercitate dal vitreo sulla retina provocano la formazione di fori o rotture, che se non trattate in tempo con il laser possono essere responsabili del distacco della retina.

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