Visto, cotto e mangiato
Sono divertenti, ma poco pratiche. Dalla fonduta alle crêpes, gli strumenti per cuocere il cibo direttamente in tavola
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Alla fiamma
Chi ama la tradizione classica, non può non innamorarsi della "lampada", l'attrezzatura che serve per cucinare in sala le crêpes suzette o anche piatti di carne dai nomi altisonanti, come il filetto Strogonoff o il rognone alla crema. In verità, si possono fare anche pietanze più semplici, come gli spaghetti alla carbonara, basta che si abbia l'accortezza di precuocere gli alimenti in cucina! In pratica è un fornellone che viene inserito in un carrello chiuso per vivande. L'uso della lampada è prettamente spettacolare: si utilizza per quella che viene definita la cottura flambé, che prevede l'impiego di un superalcolico affinché, a contatto con il calore, l'alcol contenuto nel distillato si trasformi in fiamma. Vista l'impossibilità pratica di portare in casa tale attrezzatura, il tutto può essere agevolmente sostituito con un fornellino a gas da campeggio.
Chi ha fatto un viaggio in Svizzera o nella Francia del Sud avrà avuto modo di mangiare la "raclette", il piatto tipico della zona, ovvero formaggio fatto fondere direttamente sul piatto, grazie ad un taglio effettuato con un coltello dalla lama rovente. Un'operazione difficile, che in casa può essere proposta con l'ausilio di un apposito apparecchio che funziona come un piccolo forno, suddiviso in scomparti, dove appoggiare le fette di formaggio, che viene poi servito con patate, pancetta e sottaceti.
Cuoco seduto
La cucina di sala, pur spettacolare, presenta evidenti problemi di realizzazione, sia per la difficoltà nel cucinare da seduti, sia per gli odori che si propagano nelle varie stanze. L'esempio più evidente è quello della griglia, fatta di pietra rovente, dove la cottura avviene per contatto diretto, sprigionando così un gran fumo e forti odori. Si scalda bene in cucina e vi si cuociono fette sottili di carne di maiale o vitello, pesce in trancia o anche verdure affettate, come melanzane o zucchine. Più avveniristica la versione con tanto di carbone o pietra lavica, ma diventa arduo mantenere il calore senza affumicare gli astanti ospiti. In questo caso gli alimenti sono posti su di una griglia, posta a debita distanza dalla fonte di calore.
Più nostrano l'uso della tigelliera, apparecchio nato per cucinare una specialità tipica modenese. La pasta, lavorata con farina, strutto e latte, viene suddivisa in piccole palline, che sono successivamente distese, a mano o con un matterello. Cuociono all'interno di testi dalla forma rotonda, leggermente unti, una volta direttamente sul fuoco di legna, oggi in un elettrodomestico più funzionale, che garantisce una cottura più uniforme. Si mangiano farcite con salumi o formaggi.
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