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Filo diretto con i soci

Scritto da Antonio Comerci il 1 maggio 1998

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Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni:
Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra
Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente
Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie.

Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

La strage annunciata
Filo diretto con i soci
Della Coop apprezzo in particolare l'attenzione per i prodotti sani e genuini e più in generale per una migliore qualità della vita e dell'ambiente. Non è un caso infatti che molti soci, condividendo questi stessi valori, siano vegetariani ed è a queste persone che vi prego di prestare attenzione nei vostri servizi finalizzati a dimostrare la qualità delle vostre carni, perché può risultare molto fastidioso l'uso di una terminologia cruda e spicciola, ad esempio, nel preannunciare una strage di agnelli di 3-4 settimane di vita per le prossime feste pasquali. Proprio perché comprendiamo la necessità di soddisfare tutti chiediamo un po' di rispetto e di comprensione per chi ha fatto una scelta di vita non violenta.
Annalisa Farsi - Firenze

Ci dispiace, la prossima volta useremo più attenzione nel trattare l'argomento.

Bollini elettronici
Nel supermercato Coop di via Cittadini a Siena, è stato introdotto un nuovo sistema per la gestione dei bollini per la raccolta dei punti delle raccolte premio. Da cartacei i bollini sono diventati elettronici e sono accreditati su dei 'conti' associati alla carta socio o a delle carte che vengono date dalle cassiere ai non soci. Pur approvando l'iniziativa, non vorrei che con questo sistema si volesse impedire il passaggio dei bollini tra le persone. Ci sono dei casi, a titolo esemplificativo la dimenticanza della carta socio, più persone nello stesso nucleo familiare che vanno al supermercato, l'avanzo di bollini tra nuclei familiari diversi, gesti di piccola solidarietà tra vicini, per i quali si poteva passare i bollini tra le persone, mettendo in grado altri di completare una raccolta. Ritengo che i bollini siano nella disponibilità dei clienti e non in quelli della Coop, che se si incarica di custodirli al fine di ottimizzare i suoi processi interni non deve farlo intaccando le prerogative dei suoi clienti e soci.
Roberto C. - Siena

Risponde Franco Cioni (direttore del Marketing Unicoop Firenze)
L'obiettivo dei bollini è quello di premiare i clienti fedeli, insomma è uno strumento in più per portare le persone ad acquistare da noi e non da altri. Rappresenta comunque un 'costo aggiuntivo', abbiamo quindi il dovere di mantenerlo entro i limiti compatibili con una politica di vendita che ci permetta di fare i prezzi più bassi possibile: è questa la missione cooperativa che sentiamo come mandato principale dei nostri soci. In questa ottica il nuovo sistema dovrebbe eliminare una serie di 'inconvenienti' che rendono i costi di queste operazioni troppo alti: la stampa e la diffusione di bollini, le falsificazioni, il controllo delle schede rientrate. Ma vogliamo rassicurare tutti che non è nostra intenzione eliminare le forme di solidarietà e scambio fra clienti: si possono cumulare più tessere e chiunque abbia un bollino elettronico può cederlo ad un altro cliente. Quella di Siena, comunque, è una sperimentazione e come tale ha bisogno di un'attenta verifica, al centro della quale sarà il grado di soddisfazione del cliente. Solo se l'esito della verifica sarà positivo potremo procedere a una diffusione di questa innovazione nella rete di vendita.

Filo per tutti i denti
La persona che si occupa della mia igiene dentale mi ha raccomandato di utilizzare quotidianamente il filo interdentale 'non cerato', spiegandomi che quello 'cerato' è più indicato per la cura di protesi e dentiere. Suggerisco pertanto che sulla confezione del filo interdentale Coop venga specificata in questo senso la natura del prodotto e naturalmente spero che prossimamente siano rese disponibili sugli scaffali le due varianti e che ci sia così... filo per tutti i denti!
Alessandra Cinque - Firenze

Il filo interdentale in marchio Coop è del tipo non cerato e in un prossimo rifacimento delle etichette verrà specificato in confezione. Per ora non pensiamo di farne produrre di due qualità, in quanto è comunque più venduto, richiesto ed efficace il tipo non cerato.

Equi e rimpiattati
Faccio frequentemente la spesa alla 'Coppina' di Tirrenia (Pisa). Sono molto interessato ai prodotti del cosiddetto commercio equo e solidale, o alternativo. Purtroppo trovo solo il caffè e mi sembra che il posizionamento sugli scaffali non sia dei migliori quanto a visibilità. Prescindendo dai problemi che i prodotti del commercio equo sollevano a livello etico, politico, sociale ed economico, vorrei sapere quali sono i criteri che ispirano e guidano la Coop nell'inserimento in assortimento di questi prodotti e nel posizionamento sugli scaffali. Vorrei inoltre sapere, sempre se possibile, che gradimento hanno ottenuto dai consumatori.
Andrea Marescotti - Tirrenia

In genere, i prodotti del commercio equo e solidale sono il frutto di accordi con le associazioni internazionali che curano il rapporto di solidarietà con realtà produttive locali. Solitamente le quantità trattate risultano grandi per le realtà locali che le producono, ma assolutamente modeste per la nostra rete di vendita. Con queste quantità non si può misurare un 'successo' commerciale. Questo è il motivo principale per cui è preferibile un'esposizione in cui le vendite 'casuali' non privino del prodotto il consumatore motivato che lo cerca. Insomma, i prodotti 'Solidarietà' non sono un business, un affare, ma un modo per sensibilizzare l'opinione pubblica e per trasferire risorse in iniziative di solidarietà, appunto, con i lavoratori del sud del mondo.

Gli utili ai piccoli
Leggiamo sull'Informatore il bilancio sociale 1996: un bilancio lusinghiero, di cui i dirigenti Coop possono giustamente essere soddisfatti. Non condividiamo però del tutto l'ottimismo, laddove si dice che la Coop ha contenuto l'incremento dei prezzi dei generi alimentari 'dimostrando così impegno nella salvaguardia dei bilanci e del potere d'acquisto delle famiglie'. Di tutto ciò noi di una piccola Coop (Compiobbi) non ci siamo accorti, anzi, notiamo con disagio la crescente differenza dei prezzi tra i supermercati Coop grandi e supermercati piccoli dell'area fiorentina. Sappiamo, come ci è stato detto altre volte, che i piccoli supermercati hanno costi di gestione più alti, e tuttavia certe differenze di prezzo ci sembrano eccessive! Vorremo quindi fare una proposta al consiglio di amministrazione: definire una quota, del notevole utile di bilancio conseguito, per un 'Fondo di perequazione' dei prezzi tra supermercati Coop grandi e piccoli. Sarebbe un bel modo di mettere in pratica quei principi di solidarietà sociale che sono alla radice della Coop. Sennò a che serve guadagnare tanto?
Mario Foggi - Compiobbi

Risponde Turiddo Campaini (presidente dell'Unicoop Firenze)
Su ciascuna tipologia di punto di vendita abbiamo praticato prezzi più bassi della concorrenza. Questo era l'obiettivo che ci eravamo dati nelle assemblee e questo abbiamo raggiunto. Non possiamo invece praticare nei piccoli punti di vendita i prezzi dei supermercati, come non possiamo praticare nei supermercati i prezzi degli ipermercati. La proposta formulata, quindi, non è realizzabile, perché non si potrebbe limitare a uno o a pochi punti di vendita. Infatti, perché non 'perequare' i prezzi di tutti i punti di vendita Coop a quelli degli ipermercati? E ancora: perché non riaprire i punti di vendita dove sono stati chiusi in quanto economicamente non gestibili?
Ciò che si può chiedere alla Coop quindi è riassumibile in questi punti: prezzi più bassi della concorrenza a parità di tipologia, migliore rapporto qualità/prezzo, tutela della salute dei consumatori, saldo ancoraggio al territorio mediante rapporti costruttivi con altre organizzazioni, iniziative sociali coerenti con i valori del movimento cooperativo per aiutare le fasce più deboli della popolazione e far crescere la nostra base sociale sotto il profilo economico e culturale.
Gli utili della cooperativa sono necessari a renderla solida per affrontare meglio i momenti difficili e farla sempre più forte, perché questo consente anche prezzi più bassi e costringe i concorrenti ad adeguarsi. Inoltre servono a finanziare lo sviluppo, realizzando punti di vendita ovunque possibile, anche dove la cooperativa non è già presente.

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