Filo diretto con i soci
Viva il riso
Ringrazio tutti coloro che hanno voluto prestare attenzione al problema della celiachia, sia con l'articolo pubblicato sull'Informatore di maggio che per l'offerta del mese che permetteva la scelta tra pasta, riso e tortellini vari. Di tutto ciò la nostra famiglia è grata, in quanto ha tenuto conto delle esigenze di tutti e quattro i componenti. Avendo una figlia celiaca avevo già posto il problema di inserire il riso nelle offerte, infatti questo è l'unico prodotto che sostituisce la pasta per chi ha problemi di intolleranza al glutine.
Rosy F.T. - Firenze
Fermi sul bagnasciuga
Sono una vostra socia da due anni ma non riesco a recarmi spesso nei vostri negozi perché sono una persona anziana senza mezzo di trasporto proprio e abito a Marina di Pisa, dove era in progetto un centro Coop che ancora non è stato realizzato. Ci sarebbe, è vero, quello di Tirrenia, ma è scomodissimo, senza un parcheggio adeguato in una strada troppo transitata; anche il negozio è piccolo e così si finisce, noi di Marina, a fare spese nei negozi privati.
Marina Soldani - Marina di Pisa
Risponde Maurizio Martini, presidente della Società mini-mercati cooperativi.
Due anni fa distribuimmo in tutte le famiglie di Marina un dépliant che illustrava il progetto del nuovo piccolo supermercato in quella località. Quindi almeno le nostre intenzioni sono chiare. Abbiamo acquisito terreni in via Inghirani nel 1988 e da allora non abbiamo smesso di fare progetti, proposte e ipotizzare soluzioni urbanistiche da presentare all'amministrazione comunale di Pisa, con un unico risultato: andava sempre quasi bene, ma mancava qualcosa per poter iniziare i lavori. Un anno fa, dopo che il consiglio comunale aveva approvato un regolamento generale per le zone 1S (termine del piano regolatore che individua anche l'area che ci interessa a Marina di Pisa), abbiamo presentato una proposta che teneva conto delle nuove indicazioni. Non sappiamo che fine abbia fatto quella pratica. A settembre riprenderemo con maggior vigore l'azione per ottenere una risposta. Il piano regolatore prevede si possa costruire un piccolo supermercato nei terreni di nostra proprietà e quindi abbiamo il diritto (e il dovere verso la base sociale) di realizzarlo. A questo si oppongono la burocrazia, la fuga dalle responsabilità, le inefficienze dei pubblici poteri.
Il farro è Igp
Nell'ultimo Informatore (giugno '98) a pag. 13, nel trafiletto del farro si dice che il farro garfagnino è Dop, mentre in realtà è Igp (Indicazione Geografica Protetta). E' vero che il consumatore ancora non è molto avvertito (per usare un eufemismo) sul significato di questi termini, e in particolare quelli introdotti e finora poco promossi dall'Unione europea (alludo alla Dop, all'Igp e alle As ex. regg. 2081/92 e 2082/92), ma se continuiamo così...
A.M. - Tirrenia
Ci scusiamo con i lettori, in effetti il farro ha ottenuto l'Indicazione geografica protetta e non la Denominazione d'origine protetta. Su un prossimo numero del giornale faremo il punto sui prodotti toscani con la Igp e con la Dop.
Se 300 mila vi sembran troppe
Io e mia moglie andiamo sempre alla stessa Coop per i nostri acquisti, più volte alla settimana, da oltre 15 anni. Per la prima volta ho chiesto al box se potevo cambiare un assegno del mio conto corrente per la somma di lire 300 mila. L'impiegato alla mia richiesta si è mostrato molto "perplesso" e mi ha risposto che 300 mila lire erano una cifra troppo grossa, che semmai l'assegno doveva essere pari o quasi alla spesa sostenuta, che non poteva cambiare un assegno da 300 mila lire per una spesa di 30-40 mila lire e che la Coop è un negozio e non una banca. E l'assegno non è stato cambiato. Mi permetto di osservare che non credo che 300 mila lire si possano, oggi, definire una grossa cifra e che non ho mai detto che intendevo spendere 30-40 mila lire (la spesa è stata di 94 mila lire). E' vero che non avrei speso tutta la somma richiesta e che la Coop non è una banca, ma ritenevo, sbagliando, che il rapporto col cliente potesse consentire un'operazione del genere, operazione che tra l'altro ho avuto modo di effettuare in tanti altri esercizi commerciali senza difficoltà, pur andandoci per la prima volta.
Marcello Brunelli - Firenze
Risponde Giuliano Vannini, direttore amministrativo dell'Unicoop Firenze
Quello del socio è il classico caso in cui paga il "giusto" per il "peccatore", ovvero chi ha l'esigenza di cambiare un regolare assegno deve subire le restrizioni fatte per chi tenta di cambiare assegni rubati, falsi o comunque irregolari. Il fenomeno è talmente diffuso e le perdite talmente consistenti, che anche le banche rifiutano l'operazione ai non correntisti, mentre impongono il versamento nel conto corrente dell'assegno e il successivo ed il successivo prelievo, rendendo più complessa e costosa l'operazione.
Per ridurre le perdite la cooperativa ha da molti ne anni ridotto l'accettazione ai soli assegni di importo pari, o comunque vicino, all'importo della spesa effettuata. E' chiaro che questo provvedimento priva di un servizio gradito molti soci, ma oggi questo problema è meno sentito e richiesto in quanto le forme di pagamento senza contanti ci sono e sono efficienti (Coop Card e Bancomat), oltre agli sportelli Bancomat installati presso molti dei nostri supermercati.
Un modo per ridurre l'utilizzazione degli assegni è stato quello di responsabilizzare i dipendenti che ne autorizzano l'accettazione. Quindi se è vero che 300 mila lire non rappresentano nulla raffrontati al giro d'affari della cooperativa, tolti da uno stipendio diventano una cifra importante. Concludo auspicando comprensione per i nostri colleghi che stando al pubblico si assumono anche delle responsabilità.
Troppe civette
Sono un socio e la spesa maggiore la effettuo alla Coop di Pisa. L'8 giugno mi trovavo nella zona di Cisanello e ho fatto la spesa presso un ipermercato privato, spendendo 1.900 lire per un litro di latte fresco parzialmente scremato e 1.920 lire per una mozzarella. Gli stessi prodotti il giorno prima alla Coop (cooperativa che tutela il consumatore e il socio), li avevo pagati rispettivamente 130 e 310 lire in più. Non so come giustificare questa differenza, ma non basta dire che è un "prezzo civetta".
Michele Giuri - Ghezzano
Ci teniamo molto ad affermare la convenienza di Coop rispetto agli altri supermercati, per questo periodicamente rileviamo tutti i prezzi dei prodotti presenti nel nostro e nell'assortimento degli altri supermercati. La rilevazione riguarda non qualche decina di prezzi, ma migliaia e in base a questi dati riteniamo di applicare prezzi molto buoni. E' chiaro che se molti prezzi sono più bassi da noi, qualcuno può essere più caro. Del resto il ricarico effettuato sul prezzo d'acquisto non è una percentuale fissa: su alcuni prodotti è un po' di meno della media e su altri un po' di più, e su questi ultimi ci può essere un concorrente che pur avendo costi e ricarichi in media più alti dei nostri, su quel prezzo risulta essere più conveniente.
Lo sconto sfuggito
Ho letto solo oggi la notizia della nuova convenzione firmata tra Unicoop Firenze e Società Autostrade relativamente al Telepass Family.
Ho richiesto e ritirato l'apparato a giugno presso il 'Punto Blu' di Firenze Nord, vorrei sapere se posso ugualmente sfruttare la convenzione.
Pierluigi Galastri - Firenze
L'accordo è in vigore dal 1° luglio ed è fatto per promuovere Telepass Family: in cambio della pubblicità per questo servizio fra i nostri soci, la Società Autostrade riconosce un anno di prova gratuito. Con questo spirito è chiaro che ai "Punto blu" chi non ha la carta socio, o non dichiara di essere socio Coop prima di stipulare il contratto, rischia di non vedersi applicare la convenzione. In altre parole questa convenzione riconosce uno sconto ai soli soci che decidono di provare questo servizio della Società Autostrade, grazie alla comunicazione sull'Informatore e nei punti vendita Coop.
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Rosy F.T. - Firenze
Fermi sul bagnasciuga
Sono una vostra socia da due anni ma non riesco a recarmi spesso nei vostri negozi perché sono una persona anziana senza mezzo di trasporto proprio e abito a Marina di Pisa, dove era in progetto un centro Coop che ancora non è stato realizzato. Ci sarebbe, è vero, quello di Tirrenia, ma è scomodissimo, senza un parcheggio adeguato in una strada troppo transitata; anche il negozio è piccolo e così si finisce, noi di Marina, a fare spese nei negozi privati.
Marina Soldani - Marina di Pisa
Risponde Maurizio Martini, presidente della Società mini-mercati cooperativi.
Due anni fa distribuimmo in tutte le famiglie di Marina un dépliant che illustrava il progetto del nuovo piccolo supermercato in quella località. Quindi almeno le nostre intenzioni sono chiare. Abbiamo acquisito terreni in via Inghirani nel 1988 e da allora non abbiamo smesso di fare progetti, proposte e ipotizzare soluzioni urbanistiche da presentare all'amministrazione comunale di Pisa, con un unico risultato: andava sempre quasi bene, ma mancava qualcosa per poter iniziare i lavori. Un anno fa, dopo che il consiglio comunale aveva approvato un regolamento generale per le zone 1S (termine del piano regolatore che individua anche l'area che ci interessa a Marina di Pisa), abbiamo presentato una proposta che teneva conto delle nuove indicazioni. Non sappiamo che fine abbia fatto quella pratica. A settembre riprenderemo con maggior vigore l'azione per ottenere una risposta. Il piano regolatore prevede si possa costruire un piccolo supermercato nei terreni di nostra proprietà e quindi abbiamo il diritto (e il dovere verso la base sociale) di realizzarlo. A questo si oppongono la burocrazia, la fuga dalle responsabilità, le inefficienze dei pubblici poteri.
Il farro è Igp
Nell'ultimo Informatore (giugno '98) a pag. 13, nel trafiletto del farro si dice che il farro garfagnino è Dop, mentre in realtà è Igp (Indicazione Geografica Protetta). E' vero che il consumatore ancora non è molto avvertito (per usare un eufemismo) sul significato di questi termini, e in particolare quelli introdotti e finora poco promossi dall'Unione europea (alludo alla Dop, all'Igp e alle As ex. regg. 2081/92 e 2082/92), ma se continuiamo così...
A.M. - Tirrenia
Ci scusiamo con i lettori, in effetti il farro ha ottenuto l'Indicazione geografica protetta e non la Denominazione d'origine protetta. Su un prossimo numero del giornale faremo il punto sui prodotti toscani con la Igp e con la Dop.
Se 300 mila vi sembran troppe
Io e mia moglie andiamo sempre alla stessa Coop per i nostri acquisti, più volte alla settimana, da oltre 15 anni. Per la prima volta ho chiesto al box se potevo cambiare un assegno del mio conto corrente per la somma di lire 300 mila. L'impiegato alla mia richiesta si è mostrato molto "perplesso" e mi ha risposto che 300 mila lire erano una cifra troppo grossa, che semmai l'assegno doveva essere pari o quasi alla spesa sostenuta, che non poteva cambiare un assegno da 300 mila lire per una spesa di 30-40 mila lire e che la Coop è un negozio e non una banca. E l'assegno non è stato cambiato. Mi permetto di osservare che non credo che 300 mila lire si possano, oggi, definire una grossa cifra e che non ho mai detto che intendevo spendere 30-40 mila lire (la spesa è stata di 94 mila lire). E' vero che non avrei speso tutta la somma richiesta e che la Coop non è una banca, ma ritenevo, sbagliando, che il rapporto col cliente potesse consentire un'operazione del genere, operazione che tra l'altro ho avuto modo di effettuare in tanti altri esercizi commerciali senza difficoltà, pur andandoci per la prima volta.
Marcello Brunelli - Firenze
Risponde Giuliano Vannini, direttore amministrativo dell'Unicoop Firenze
Quello del socio è il classico caso in cui paga il "giusto" per il "peccatore", ovvero chi ha l'esigenza di cambiare un regolare assegno deve subire le restrizioni fatte per chi tenta di cambiare assegni rubati, falsi o comunque irregolari. Il fenomeno è talmente diffuso e le perdite talmente consistenti, che anche le banche rifiutano l'operazione ai non correntisti, mentre impongono il versamento nel conto corrente dell'assegno e il successivo ed il successivo prelievo, rendendo più complessa e costosa l'operazione.
Per ridurre le perdite la cooperativa ha da molti ne anni ridotto l'accettazione ai soli assegni di importo pari, o comunque vicino, all'importo della spesa effettuata. E' chiaro che questo provvedimento priva di un servizio gradito molti soci, ma oggi questo problema è meno sentito e richiesto in quanto le forme di pagamento senza contanti ci sono e sono efficienti (Coop Card e Bancomat), oltre agli sportelli Bancomat installati presso molti dei nostri supermercati.
Un modo per ridurre l'utilizzazione degli assegni è stato quello di responsabilizzare i dipendenti che ne autorizzano l'accettazione. Quindi se è vero che 300 mila lire non rappresentano nulla raffrontati al giro d'affari della cooperativa, tolti da uno stipendio diventano una cifra importante. Concludo auspicando comprensione per i nostri colleghi che stando al pubblico si assumono anche delle responsabilità.
Troppe civette
Sono un socio e la spesa maggiore la effettuo alla Coop di Pisa. L'8 giugno mi trovavo nella zona di Cisanello e ho fatto la spesa presso un ipermercato privato, spendendo 1.900 lire per un litro di latte fresco parzialmente scremato e 1.920 lire per una mozzarella. Gli stessi prodotti il giorno prima alla Coop (cooperativa che tutela il consumatore e il socio), li avevo pagati rispettivamente 130 e 310 lire in più. Non so come giustificare questa differenza, ma non basta dire che è un "prezzo civetta".
Michele Giuri - Ghezzano
Ci teniamo molto ad affermare la convenienza di Coop rispetto agli altri supermercati, per questo periodicamente rileviamo tutti i prezzi dei prodotti presenti nel nostro e nell'assortimento degli altri supermercati. La rilevazione riguarda non qualche decina di prezzi, ma migliaia e in base a questi dati riteniamo di applicare prezzi molto buoni. E' chiaro che se molti prezzi sono più bassi da noi, qualcuno può essere più caro. Del resto il ricarico effettuato sul prezzo d'acquisto non è una percentuale fissa: su alcuni prodotti è un po' di meno della media e su altri un po' di più, e su questi ultimi ci può essere un concorrente che pur avendo costi e ricarichi in media più alti dei nostri, su quel prezzo risulta essere più conveniente.
Lo sconto sfuggito
Ho letto solo oggi la notizia della nuova convenzione firmata tra Unicoop Firenze e Società Autostrade relativamente al Telepass Family.
Ho richiesto e ritirato l'apparato a giugno presso il 'Punto Blu' di Firenze Nord, vorrei sapere se posso ugualmente sfruttare la convenzione.
Pierluigi Galastri - Firenze
L'accordo è in vigore dal 1° luglio ed è fatto per promuovere Telepass Family: in cambio della pubblicità per questo servizio fra i nostri soci, la Società Autostrade riconosce un anno di prova gratuito. Con questo spirito è chiaro che ai "Punto blu" chi non ha la carta socio, o non dichiara di essere socio Coop prima di stipulare il contratto, rischia di non vedersi applicare la convenzione. In altre parole questa convenzione riconosce uno sconto ai soli soci che decidono di provare questo servizio della Società Autostrade, grazie alla comunicazione sull'Informatore e nei punti vendita Coop.
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