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Pericolo punture

Le possibili reazioni al veleno degli insetti. Come intervenire

Scritto da Alma Valente il 1 luglio 2000

00000009-00000001 Giornalista

Nata a Roma. Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a collaborare con l'Informatore, con articoli inerenti la medicina. Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL). Dal 2001 ha iniziato l'esperienza di produttore di programmi televisivi. Attualmente cura e conduce su RTV38-Odeon "Salve Mercurio", trasmissione di educazione sanitaria che si realizza sotto l'egida della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze. Nel frattempo continua ad esplicare la sua azione di addetto stampa come free lance.
Pericolo punture
Il bianco delle case dipinte a calce, il verde delle montagne, il giallo dei fiori campagnoli, il grigio della pietra delle colline, il rosso di un tramonto imponente e l'azzurro abbagliante del mare. Sono questi i colori delle vacanze. Oggetti del desiderio che, per tutto l'inverno, ci aiutano a sopportare i tanti problemi della vita quotidiana.
E una volta sul posto, magari dopo aver imprecato contro le code e i rincari della benzina, a rovinarci la festa può arrivare un 'insettaccio' che ci punge. Ogni anno, infatti, a un elenco già lunghissimo si aggiungono nuovi casi di persone che per colpa di api, vespe e calabroni gialli rischiano addirittura la vita. Secondo le statistiche della sezione di Allergologia e Immunologia clinica dell'ospedale San Giovanni di Dio di Firenze, uno dei principali centri di riferimento in Italia per l'allergia al veleno degli insetti, di cui è responsabile il dottor Paolo Campi, i casi di morte per punture di imenotteri sono numericamente molto superiori a quelle provocate da morso di vipera. E il rischio maggiore, indubbiamente, lo corrono le persone allergiche. 'In questi soggetti - dice il dottor Maurizio Severino, che da 15 anni si occupa di allergia al veleno d'imenotteri - la sintomatologia può coinvolgere l'intero organismo con prurito anche su tutto il corpo, difficoltà a respirare, gonfiori e reazioni, fino ad arrivare allo shock anafilattico. Un quadro clinico che, in mancanza di provvedimenti terapeutici di emergenza, può assumere caratteri di estrema gravità'.
Per le persone a rischio, nei centri specializzati, sono a disposizione i vaccini. Un'iniezione al mese per cinque anni, in grado di garantire una completa protezione in più del 95 per cento dei casi. Ma bisogna pensarci per tempo perché anche quest'arma ha bisogno di essere 'calibrata' attraverso vari passaggi. 'La diagnosi risulta di estrema importanza ai fini di effettuare un vaccino - continua il dottor Severino -. Per quantificare il rischio di un secondo incontro ravvicinato, inoltre, sono fondamentali i test cutanei'.
Come dovrebbero comportarsi allora le persone allergiche al veleno d'imenotteri? I suggerimenti utili per ridurre il rischio di nuove punture sono abbastanza semplici: non indossare abiti dai colori vivaci, evitare l'uso di sostanze profumate e cercare, per quanto è possibile, di non mangiare all'aperto o di camminare a piedi nudi. Chi vive in campagna, poi, dovrebbe bonificare l'ambiente rimuovendo eventuali nidi. Vaccino o non vaccino, però, chi sa di avere questo problema deve sempre portare sempre con sé un autoiniettore di adrenalina da impiegare entro quei pochi minuti che possono essere fatali dopo la puntura. L'unico prodotto attualmente in commercio è il Fastjekt della Bracco, che costa 150 mila lire e deve essere rinnovato periodicamente perché ha una scadenza. 'Un prezzo che non tutti si possono permettere - sottolinea il dottor Paolo Campi - ma il servizio sanitario nazionale, fino ad oggi, ha ignorato ogni nostra richiesta. Eppure si tratta di un farmaco salvavita'.

Di ape in vespa
Api, vespe e calabroni appartengono al gruppo degli imenotteri, che hanno la caratteristica di possedere uno speciale apparato pungitore impiegato per attaccare o difendersi.
Tra le api (apis mellifica) solo le femmine sono provviste d'arma di offesa, mentre i maschi sono inermi e la regina riserva i suoi aculei unicamente alle concorrenti. Il dardo presenta una tale struttura da non consentire all'ape di ritrarlo dalla pelle, una volta che è stato infisso. Avviene allora che questo kamikaze rimane vittima della sua stessa aggressività.
Tra le vespe è molto comune il genere Polistes, o vespa dei nidi di carta, che preferisce le zone esposte al sole, come sotto i tetti.
Il calabrone (vespa crabro), facilmente riconoscibile per la dimensione, che può raggiungere i 3,5 cm, ama le cavità degli alberi, la terra e i solai dei vecchi edifici. La vespula, o vespa 'terragnola', più piccola rispetto al calabrone, spesso costruisce il nido sottoterra creando problemi ai coltivatori durante l'aratura.

Guerra alle zanzare
Zampironi, apparecchi a cartuccia liquida o a piastrine. Un giro d'affari che, senza contare spray e repellenti, supera di gran lunga nel nostro paese i quaranta miliardi all'anno. E tutto per combattere le zanzare che, tra ronzii e punture, rovinano i nostri sonni durante la stagione calda. La specie più diffusa nel nostro paese appartiene al genere Culex, ma è la femmina che assalta anche le parti più nascoste del nostro corpo per prendere il sangue necessario alla riproduzione. E per tenerle lontane? Ecco qualche consiglio che viene dalla saggezza popolare: non stare vicini alla luce, lavarsi di frequente (le zanzare amano il sudore), scegliere indumenti di colore chiaro e a maniche lunghe ed eliminare, per chi possiede giardini o balconi, i ristagni d'acqua. Pomate e spray ci aiutano, ma in alternativa sono efficaci anche miscele naturali a base di olii essenziali come geranio, melissa, lavanda, eucalipto, basilico e menta.
Le reazioni possono essere di vario tipo ma la più comune, e la più innocua, è rappresentata dal prurito. Se la persona è allergica compare un fastidioso gonfiore che può durare anche diversi giorni. Nel laboratorio di Immunologia ed Allergologia dell'azienda sanitaria di Firenze, diretto dalla dottoressa Mariangela Manfredi, è possibile effettuare degli esami del sangue per evidenziare l'allergia sia alla zanzara che ad altri insetti come tafano, scorpione, simulidi (piccoli 'moscerini' neri), argas reflexus (zecca del piccione), processionaria del pino e della quercia.

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