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Stelle negate

L'inquinamento luminoso. In arrivo nuove regole

Scritto da Isabella Puccini il 1 luglio 2000

Giornalista
Stelle negate
Riusciremo a riveder le stelle? La domanda nasce spontanea quando, volgendo lo sguardo al cielo per ammirarle, ci appare soltanto una fastidiosa cappa lattiginosa. Le luci della civiltà hanno infatti invaso la volta celeste, trasformandosi in vero e proprio inquinamento luminoso. E l'aspetto preoccupante è che crescono in modo esponenziale: dagli anni '70 ad oggi la luminosità artificiale è più che quadruplicata. 'Un problema serio, al quale le nostre società moderne devono immediatamente porre attenzione - dichiara Roberto Manganelli dell'Unione astrofili senesi, facente parte del coordinamento delle associazioni astrofile della Toscana - se non vogliamo irrimediabilmente trovarci di fronte ad un'inespugnabile barriera di luce. I danni sarebbero di vario tipo, sia antropologico-culturale, che naturalistico-scientifico'.

Salute e ambiente
La notte è per definizione il contrario del giorno; ci accoglie con il buio, che libera dalle febbrili faccende quotidiane. I ritmi si fanno più lenti e lasciano spazio ad una dimensione più intima e riflessiva. C'è chi sostiene che eliminando la notte, sia di fatto che come simbolo, si andrebbe incontro ad una gravissima privazione, che spazzerebbe via una parte importante della nostra cultura e identità.
Recenti ricerche hanno inoltre studiato gli effetti negativi che l'eccesso di luminosità provoca. Si tratta di danni all'ecosistema, come squilibri di cicli vitali di animali, alterazione di alcuni comportamenti migratori di uccelli, disorientamento dei lepidotteri e di altri insetti, diminuzione dell'efficienza dei processi di fotosintesi delle piante e, infine, disturbi delle fasi di sonno-veglia degli esseri umani.
Ma al di là di questi aspetti ridurre l'inquinamento luminoso vuol dire soprattutto risparmio energetico. Secondo i dati della Sait (Società astronomica italiana), oltre il 30% dell'illuminazione pubblica in Italia viene disperso verso l'alto, il che si traduce in uno spreco di circa 300-400 miliardi di lire all'anno. Un dispendio inutile di energia elettrica che provoca, inoltre, un'immissione ingente di anidride carbonica nell'atmosfera.
La soluzione c'è: usare impianti d'illuminazione adeguati alle reali esigenze di luminosità, avendo cura di spengere gli interruttori quando questa non serve più e, inoltre, puntare i riflettori solo dove serve: cioè verso il basso.
In alcuni paesi dell'Unione Europea, come Francia, Spagna e Germania, si è già sviluppata una forte cultura del cielo buio. Purtroppo ce ne sono altri che a questa sensibilità rimangono totalmente sordi: Inghilterra e Belgio hanno in Europa il primato della luce notturna.
In Italia la situazione è, per così dire, in movimento: in Parlamento ci sono due proposte di legge che danno indicazioni concrete per diminuire il dispendio di luminosità nel cielo. Addirittura, seguendo alcune accortezze, si prevede che Comuni di medie dimensioni (di 50 mila abitanti) potrebbero risparmiare circa 300 milioni di lire l'anno.

A Scandicci ci provano
In Toscana il consiglio regionale ha approvato di recente una legge, la n. 21 del 21 febbraio 2000, per mettere reali paletti all'inquinamento luminoso.
Si tratta di linee guida per la progettazione e l'esecuzione degli impianti di illuminazione esterna, per il controllo, da parte dei Comuni, di tutte le fonti di illuminazione, insegne commerciali incluse, e per l'individuazione di zone da tutelare, ad esempio nelle aree di osservatori astronomici e nelle aree naturali protette.
Il Comune di Scandicci ha già fatto passi in avanti, approvando di recente un regolamento per l'illuminazione pubblica. 'Stiamo via via sostituendo i vecchi lampioni con dei nuovi che tengano conto di queste esigenze - afferma Osvaldo Cavaciocchi, assessore all'ambiente -. E i risultati si cominciano a vedere: se si sale, per esempio, sulle colline di San Martino alla Palma, si nota già una notevole differenza fra le zone di intervento (Vingone, via G.Deledda, via Carducci, via don Milani) e le altre'.
L'illuminazione 'razionale' diventerà quindi un imperativo per il prossimo futuro, ma in attesa di poter godere di nuovo di una vista a 360°, e di rifare conoscenza con la Via Lattea, per ammirare le meraviglie della volta celeste è meglio partecipare a una delle tante serate organizzate dalle Unioni di astrofili che operano sul territorio.

Per saperne di più
All'indirizzo www.gwtradate.tread.it/tradate/gat/li-assoc.htm si trova una lista, suddivisa per regioni, delle principali associazioni di astrofili presenti in Italia.
www.debora.pd.astro.it/cinzano/defaultit.html
www.geocities.com/uas.geo

Sei regole d'oro
Illuminare solo dall'alto vero il basso, così si riduce la dispersione della luce e si ottiene un'efficace illuminazione del suolo.
Sostituire le lampade a globo, ad alta dispersione, con lampade schermate.
Non utilizzare quantità di luce superiori al necessario.
Inserire sistemi automatici di spegnimento delle luci, o di riduzione dell'intensità dopo un certo orario.
No ai fasci di luce roteanti, o ai raggi laser.
Utilizzare insegne senza riverbero, preferibilmente con solo le lettere illuminate, meglio se di colore rosso, verde o blu.

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