Inverno in agrodolce
Arance, mandarini, pompelmi, clementine, limoni
sono le principali categorie di agrumi che caratterizzano con il loro gusto agrodolce l'inverno. Dotati di grandi virtù salutari (sono fra i cibi più ricchi di vitamina C, un elemento importantissimo per la difesa del nostro organismo), spremuti o mangiati andrebbero consumati quotidianamente. Cerchiamo di saperne di più sulla storia, le caratteristiche e le varietà di questi frutti.
Arancia. È la regina degli agrumi. Originaria dell'Estremo Oriente è coltivata nelle regioni mediterranee (Calabria, Sicilia, Campania), in Africa, Asia Minore, America. Ne esistono diverse varietà, ognuna con un suo periodo di produzione, e possono essere raggruppate in due famiglie: bionde e pigmentate. Fra le prime ricordiamo le arance Naveline, un frutto di dimensioni medio-grosse, di forma sferica un po' allungata e con buccia di color rosso arancio a piena maturazione. La polpa è molto succosa e dolce, matura precocemente ed è già disponibile da ottobre. Le arance pigmentate sono caratterizzate dalla polpa con particolari pigmenti rossi (antociani), che sono un ottimo antidoto naturale contro i radicali liberi. Sono un prodotto tipico dell'Italia, provengono in particolare da Sicilia e Calabria. Ne fanno parte le arance Tarocco: di forma sferica e di grossa pezzatura, buccia lucida, succo abbondante, aromatico e ricco di vitamina C, si trovano da novembre ad aprile; le arance Moro, che aprono la stagione delle arance rosse (periodo dicembre-marzo), dal succo gradevolissimo e di colore sanguigno; le arance Sanguinello, mature all'inizio dell'anno (febbraio-aprile). La polpa è di colore rosso intenso, senza semi, e il succo è abbondante. Sono ottime da bere spremute.
Mandarini. Prendono il nome dai funzionari dell'antico impero cinese. Originari della Cina meridionale e del Laos, sono stati introdotti in Europa nella prima metà dell'800. Sono delle piccole arance, leggermente schiacciate ad un polo, con la buccia grossa e rugosa molto profumata (viene impiegata anche in profumeria) ben distaccata dalla polpa. Il sapore è assai gradevole grazie al maggior contenuto di zucchero (17%) rispetto agli altri agrumi. Elevata è la parte commestibile, che raggiunge l'80% del frutto intero. Il mandarino viene raccolto prevalentemente quando raggiunge la maturazione della polpa, ma prima che la buccia sia colorata, per cui si deve praticare la colorazione forzata (stufatura) che per legge deve essere indicata in etichetta ('frutto devertizzato').
Attualmente è coltivato in Europa meridionale (in Italia, in Sicilia, Campania, Calabria, Sardegna), Africa settentrionale, Stati Uniti, Cina e Giappone. Il mandarino esplica una particolare azione sedativa sul sistema nervoso, dal momento che contiene più bromo dell'arancia (può essere utile consumato a cena nei casi di insonnia). In genere per il suo sapore è molto gradito ai bambini. Si conserva in frigorifero. Al momento dell'acquisto preferire il mandarino dalla buccia sottile, compatto e pieno, con il picciolo ancora attaccato.
Clementine. Nascono da un incrocio tra il mandarino e l'arancio di Siviglia. Prendono il nome dal frate francese Clemente che trovò la pianta in Algeria.
La buccia è sottile e liscia, di colore arancio intenso; la polpa molto aromatica e colorata, priva di semi. Matura nella seconda decade di ottobre.
Pompelmi. Di origine asiatica, vengono coltivati soprattutto negli Usa e in Israele. Sono frutti grossi e tondi di colore giallo o rosa, dalla polpa succosa e amarognola. Per il sapore agrodolce si pensa che siano un ibrido fra l'arancia e il limone. Sono consigliati nelle diete dimagranti perché contengono un enzima che stimola il metabolismo.
Limoni. Di forma ovale e oblunga, sono i più aspri tra gli agrumi per via dell'elevata quantità di acido citrico (6%) contenuta. Il succo è stato usato per secoli come acidificante e aromatizzante e, per le sue doti terapeutiche, contro le infiammazioni della bocca e della gola. Il limone è originario dell'Asia orientale e fu introdotto nell'area mediterranea dagli arabi, che lo coltivarono in Spagna e Sicilia. Pare che i Romani conoscessero già questa pianta, che utilizzarono principalmente come insetticida e antidoto ai veleni. Il periodo di massima produzione è l'inverno, ma alcune varietà hanno una produzione solo estiva. Quando non è completamente maturo si conserva più a lungo. Si può praticare la conservazione artificiale della buccia che per legge deve essere indicata sull'etichetta ("frutto devertizzato").
Attualmente è coltivato soprattutto in Italia (Sicilia e meridione, Liguria e Lago di Garda), ma anche negli Stati Uniti, Sud Africa e Australia. La buccia è gialla, ricca di oli essenziali con proprietà antisettiche. La polpa acidula contiene vitamine, sali minerali e pochissimi zuccheri (2%).
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| Inverno in agrodolce |
Arancia. È la regina degli agrumi. Originaria dell'Estremo Oriente è coltivata nelle regioni mediterranee (Calabria, Sicilia, Campania), in Africa, Asia Minore, America. Ne esistono diverse varietà, ognuna con un suo periodo di produzione, e possono essere raggruppate in due famiglie: bionde e pigmentate. Fra le prime ricordiamo le arance Naveline, un frutto di dimensioni medio-grosse, di forma sferica un po' allungata e con buccia di color rosso arancio a piena maturazione. La polpa è molto succosa e dolce, matura precocemente ed è già disponibile da ottobre. Le arance pigmentate sono caratterizzate dalla polpa con particolari pigmenti rossi (antociani), che sono un ottimo antidoto naturale contro i radicali liberi. Sono un prodotto tipico dell'Italia, provengono in particolare da Sicilia e Calabria. Ne fanno parte le arance Tarocco: di forma sferica e di grossa pezzatura, buccia lucida, succo abbondante, aromatico e ricco di vitamina C, si trovano da novembre ad aprile; le arance Moro, che aprono la stagione delle arance rosse (periodo dicembre-marzo), dal succo gradevolissimo e di colore sanguigno; le arance Sanguinello, mature all'inizio dell'anno (febbraio-aprile). La polpa è di colore rosso intenso, senza semi, e il succo è abbondante. Sono ottime da bere spremute.
Mandarini. Prendono il nome dai funzionari dell'antico impero cinese. Originari della Cina meridionale e del Laos, sono stati introdotti in Europa nella prima metà dell'800. Sono delle piccole arance, leggermente schiacciate ad un polo, con la buccia grossa e rugosa molto profumata (viene impiegata anche in profumeria) ben distaccata dalla polpa. Il sapore è assai gradevole grazie al maggior contenuto di zucchero (17%) rispetto agli altri agrumi. Elevata è la parte commestibile, che raggiunge l'80% del frutto intero. Il mandarino viene raccolto prevalentemente quando raggiunge la maturazione della polpa, ma prima che la buccia sia colorata, per cui si deve praticare la colorazione forzata (stufatura) che per legge deve essere indicata in etichetta ('frutto devertizzato').
Attualmente è coltivato in Europa meridionale (in Italia, in Sicilia, Campania, Calabria, Sardegna), Africa settentrionale, Stati Uniti, Cina e Giappone. Il mandarino esplica una particolare azione sedativa sul sistema nervoso, dal momento che contiene più bromo dell'arancia (può essere utile consumato a cena nei casi di insonnia). In genere per il suo sapore è molto gradito ai bambini. Si conserva in frigorifero. Al momento dell'acquisto preferire il mandarino dalla buccia sottile, compatto e pieno, con il picciolo ancora attaccato.
Clementine. Nascono da un incrocio tra il mandarino e l'arancio di Siviglia. Prendono il nome dal frate francese Clemente che trovò la pianta in Algeria.
La buccia è sottile e liscia, di colore arancio intenso; la polpa molto aromatica e colorata, priva di semi. Matura nella seconda decade di ottobre.
Pompelmi. Di origine asiatica, vengono coltivati soprattutto negli Usa e in Israele. Sono frutti grossi e tondi di colore giallo o rosa, dalla polpa succosa e amarognola. Per il sapore agrodolce si pensa che siano un ibrido fra l'arancia e il limone. Sono consigliati nelle diete dimagranti perché contengono un enzima che stimola il metabolismo.
Limoni. Di forma ovale e oblunga, sono i più aspri tra gli agrumi per via dell'elevata quantità di acido citrico (6%) contenuta. Il succo è stato usato per secoli come acidificante e aromatizzante e, per le sue doti terapeutiche, contro le infiammazioni della bocca e della gola. Il limone è originario dell'Asia orientale e fu introdotto nell'area mediterranea dagli arabi, che lo coltivarono in Spagna e Sicilia. Pare che i Romani conoscessero già questa pianta, che utilizzarono principalmente come insetticida e antidoto ai veleni. Il periodo di massima produzione è l'inverno, ma alcune varietà hanno una produzione solo estiva. Quando non è completamente maturo si conserva più a lungo. Si può praticare la conservazione artificiale della buccia che per legge deve essere indicata sull'etichetta ("frutto devertizzato").
Attualmente è coltivato soprattutto in Italia (Sicilia e meridione, Liguria e Lago di Garda), ma anche negli Stati Uniti, Sud Africa e Australia. La buccia è gialla, ricca di oli essenziali con proprietà antisettiche. La polpa acidula contiene vitamine, sali minerali e pochissimi zuccheri (2%).
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