Van Gogh a Montelupo
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| Il cavalletto di Van Gogh |
In realtà, il primo a meravigliarsi è il suo attuale proprietario - un antiquario di Montelupo - che ancora non si è abituato all'idea di possedere un oggetto di tanto valore. Del resto fa bene a non assuefarsi a quell'idea, dal momento che la parola fine all'intricata vicenda deve essere ancora scritta.
Perché è certo che il cavalletto mostra in pieno i suoi centotrenta anni d'età; è altrettanto certo che un paio di grafologi hanno assicurato che quella firma - Vincent - che si intravede nella parte frontale potrebbe essere stata vergata proprio dalla mano del pittore olandese. Ma fra il probabile e il certo c'è di mezzo un oceano - precisamente l'Atlantico - e una montagna... di dollari.
Sulla base del probabile, l'attuale proprietario ha sborsato la bella cifra di cento milioni per acquistarlo, l'anno scorso, da un signore di Biella che afferma di averlo ricevuto dalla nonna Clementina, la quale lo ebbe in eredità da sua madre Caterina che a sua volta lo aveva ricevuto in dono dallo stesso Van Gogh al termine della sua degenza in una clinica di Arles, dove appunto la signora Caterina lavorava. E c'è già un ricchissimo allevatore di bestiame texano pronto a pagare la cifra di un milione di dollari, pari a oltre due miliardi di lire.
Cosa manca perché dall'incerto si passi al sicuro? Manca solo il giudizio del professore che è considerato il maggior studioso francese dell'opera di Van Gogh. Quando lui avrà rilasciato il suo insindacabile parere sull'autenticità o meno di quell'oggetto, allora molte cose cambieranno. Perché nel caso che il suo giudizio sia negativo, l'attuale proprietario potrebbe anche mangiarsi le mani per aver compiuto una speculazione così avventata. Nel caso contrario, a mangiarsi le mani potrebbe essere invece l'allevatore texano, per non aver concluso l'affare più in fretta. Se il giudizio dell'esperto fosse positivo, infatti, l'antiquario di Montelupo ha già preannunciato che non si contenterebbe dell'offerta di un milione di dollari e sta già organizzando una vendita all'asta in una galleria di New York per ottenere una quotazione almeno pari a quella raggiunta dalla sottana di Marilyn.
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