E' l'ora del madball
Un nuovo gioco di squadra
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| E' l'ora del madball |
Nell'intenzione degli istruttori, professori di ginnastica e allenatori che l'hanno inventato, c'era l'esigenza di uno sport che lasciasse spazio all'istinto e all'agonismo, che avesse poche e semplici regole, proprio per alleggerire il carico di "tensioni" a cui sono sottoposti i giovani in questa delicata fase della loro vita. Insomma, un'attività che fosse rispettosa delle esigenze di crescita degli adolescenti. Se all'inizio il gioco era nato come un insieme di esercizi di riscaldamento, gradualmente, con gli anni, è stato modificato al fine di renderlo il più idoneo possibile alle esigenze degli sport nei cui allenamenti veniva inserito (in particolare judo, aikido, badminton, basket). E allora ecco che due squadre composte da sei giocatori - le squadre possono essere sia maschili, sia femminili che miste - si affrontano per fare canestro, o meglio mango (pronuncia "mengoo") con un pallone da rugby, attraversando un campo da basket al cui centro viene tesa una rete da pallavolo. La palla, che va trasportata o passata (non palleggiata) deve passare sopra la rete. Possono crearsi mischie, come nel rugby, ma non ci si può buttare a terra per impossessarsi del pallone; non si possono usare i piedi, l'avversario può essere bloccato se ha la palla, ma mai frontalmente, cinturandolo fra l'ombelico e lo sterno senza farlo cadere. Il giocatore bloccato deve fermarsi, non può sgomitare, strattonare o tentare di liberarsi. Non sono ammessi sgambetti e spinte. Un incontro si articola in tre set di 15 minuti e vince chi si aggiudica due set, ovvero facendo più canestri. Come si vede c'è da divertirsi, da lottare su ogni pallone, ma senza violenza, con pochissimi rischi di infortuni. C'è poi una versione estiva. Che si gioca in piscina con l'acqua alta 50 centimetri e dove le mischie sono proibite.
Federazione sportiva italiana madball, viale T. Mamiani 9, Firenze, tel. 055600009, fax 055600565.
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