• Home
  • Servizi online
  • RSS
  • Contatti
  • Accedi / Registrati
Coop - Unicoop Firenze
  • Unicoop Firenze
    • Chi siamo
    • Domande e risposte
    • La nostra storia
    • Diventare socio
    • Carta socio
      • Tutti i vantaggi
      • Pagare la spesa con la Carta socio
    • Prestito sociale
      • Utilizzare il prestito sociale
      • Regolamento modalità di raccolta
    • Il Salvatempo
    • Convenzioni soci
    • Statuto della cooperativa
    • Bilancio consuntivo
  • Rete di vendita
    • I Nostri Punti Vendita
    • Servizi Ipercoop
    • Aperture straordinarie
    • In Evidenza
    • Foto e Libri
      • Prenotazione Libri
      • Stampa Foto Digitali
    • Viaggi e Teatro
      • Viaggi al Super
      • Teatro a portata di spesa
    • Spesa Veloce
      • Salvatempo
      • Casse Più
      • Cassa Salvatempo più
  • Offerte & Promo
    • In esclusiva per i soci
    • Pubblicità puntuale
    • Promozioni in corso
    • Occhio al prodotto
    • Catalogo premi
    • Premi mensili euro+punti
  • Sezioni soci
    • Le sezioni soci
    • Servizi al punto soci
    • Progetto Ausilio
    • Coop Buon Fine
    • Viaggi da soci
  • Eventi & Viaggi
    • Eventi
      • Eventi con lo sconto per i soci
      • Attività per i soci
      • Cultura e non solo...
      • Musica
      • Teatro
    • Convenzioni
      • Teatri
      • Prenotazioni
      • Turismo
    • Soggiorni con lo sconto
    • Viaggi al super
  • Stampa & Tv
    • Ultime notizie
    • Informatore del mese
    • Informatori dal 1997
    • I nostri speciali
    • Sala Stampa
      • Sala Stampa
      • I luoghi
      • Il gruppo
      • Comunicati stampa
      • Rassegna stampa
    • Coop in TV
  • Offerte lavoro

Condividi |

Da mostro a monumento

Progettata da Michelucci è un capolavoro del razionalismo

Scritto da Iacopo Cassigoli il 1 marzo 2001

Giornalista
«
Da mostro a monumento
La stazione di Santa Maria Novella forse è un capolavoro, ma è qualcosa di talmente fisso che non puoi farci posare neppure una mosca senza cambiarla». Questo pensava Giovanni Michelucci della sua opera senz'altro più celebre, che lui tuttavia non amava particolarmente. Oggi, altro che mosca verrebbe a posarsi su questa architettura, oramai parte integrante del contesto storico-artistico della città, se pensiamo che, proprio nell'anno che si appresta a celebrare il decennale della scomparsa del grande architetto pistoiese (e il centodecimo anniversario della sua nascita), circola la voce che il maestoso salone della biglietteria corra addirittura il rischio di essere trasformato in uno shopping center.
C'è poco da dire e da criticare a tal proposito: si tratta, piaccia o meno, di un inevitabile segno dei tempi, se consideriamo che il centro storico di Firenze è diventato tutto un grande centro commerciale, o se preferiamo, una specie di Disneyland del Rinascimento per un turismo sempre più mordi e fuggi.
Oggi la stazione è considerata un monumento del secolo appena concluso. Con la sua mole macigna e così fiorentina, è certamente un'opera d'arte del Novecento e costituisce con la sua complicata storia anche una vera e propria galleria, testimone del gusto e delle arti in Italia attorno alla metà degli anni Trenta. Le tempere murarie delle sale dei buffet sono di Ottone Rosai; la splendida palazzina reale - costruita nel 1935 di fianco alla stazione - è la parte dell'edificio che Michelucci sentiva più sua. Realizzata tutta in marmo fior di pesco della Carnia, con l'esedra e la vasca, accoglie il gruppo scultoreo allegorico di Italo Griselli "L'Arno e la sua valle", mentre la galleria di testa, quasi come un fregio classico, propone un'ininterrotta teoria di fotografie dei monumenti delle città italiane, opera maestosamente didattica degli Alinari.
Quelli furono anni in cui il vivace dibattito in seno ad una cultura ufficiale dimostra quanto il fascismo fosse spaccato tra coloro che, come la storica dell'arte Margherita Sarfatti, sostenevano il razionalismo e si battevano affinché il Novecento avesse una sua arte e quanti invece si schieravano dalla parte di un'italica tradizione di revivals medievaleggianti, pensando con intonazioni retoriche di fare in architettura quanto aveva fatto il Carducci in poesia, proseguendo stancamente la corrente eclettica del secolo precedente.
Il caso della stazione di Firenze si incunea proprio al centro di questo dibattito. «Quella stazione fu l'oggetto di un epico scontro fra il conservatorismo più cieco e la parte più giovane e sveglia della cultura dell'epoca - racconta Romano Bilenchi in un'intervista -. Non come gli scontri di oggi che si annullano l'un l'altro senza costruire nulla. La prima lettera a favore del progetto di Giovanni Michelucci e del Gruppo Toscano la firmammo in undici. Oltre a me ricordo, fra gli altri, Rosai e Berto Ricci, che dirigeva L'Universale, la rivista dei giovani sulla quale scriveva anche il critico della Nazione Aniceto del Massa. Anche Vittorini era con noi, ci si opponeva ad un edificio trecentesco con i merli. Un obbrobrio, un falso. Noi si disse: se la stazione è ben fatta, con una architettura del Novecento, ci va bene quella progettata dal Gruppo Toscano, non quella specie di monumento con i barbacani nel mezzo che servono solo a far perdere il treno alla gente».
Lo stesso Michelucci testimonia la durezza dello scontro nella sua ultima intervista prima della morte: «Ricordo che Soffici un giorno mi fermò e mi chiese: è lei l'autore di quella boiata? E Giovanni Papini mi domandò: è tuo quel mostro? Un altro tempo. Poi venne l'invidia, persino l'odio. Ma io, come ho sempre fatto, me ne sono disinteressato».
La stazione che oggi vediamo fu progettata e poi costruita dopo un concorso indetto per impedire la realizzazione di un'architettura che Angelo Mazzoni (autore per altro delle stazioni di Siena e di Montecatini, che rappresentano senza dubbio uno dei vertici del razionalismo fascista di quegli anni) aveva ideato in stile neo medievale in ossequio alla tradizione trecentesca toscana, pensando che l'edificio non dovesse entrare in contrasto con l'antistante abside della chiesa di Santa Maria Novella. Come è ormai storicamente noto, il concorso bandito dal ministero delle Comunicazioni nel 1933 fortunatamente fu vinto dal Gruppo Toscano, composto dagli allievi di Michelucci che si erano associati col loro professore, presentando il progetto che costituiva una rielaborazione orchestrale della tesi di laurea di Italo Gamberini, uno dei membri del gruppo, operata naturalmente sotto la guida del loro padre culturale.
E così oggi Firenze, con i capolavori del Rinascimento può annoverare anche quest'opera d'arte del razionalismo.

Concorso in gruppo
Nell'ottobre del 1932 i laureandi Nello Baroni, Italo Gamberini, Sarre Guarnieri, Leonardo Lusanna, l'architetto Pier Niccolò Berardi, associati con Giovanni Michelucci, costituiscono il Gruppo Toscano, partecipando l'anno seguente al concorso nazionale per l'edificazione della nuova stazione ferroviaria di Firenze. Il Gruppo risultò vincitore dopo una competizione incandescente combattuta dai membri della giuria, composta da personaggi quali Marinetti, Ojetti, Piacentini. I lavori furono condotti in un lasso di tempo assai breve. La stazione fu ultimata nel 1935. Fu tuttavia inaugurata con due giorni di ritardo rispetto alla data prevista, ossia il 28 ottobre, giorno dell'anniversario della rivoluzione fascista.

Condividi |

Notizia precedente
L'altro pallone
Notizia successiva
E' l'ora del madball
Informatore

Marzo 2001

Nella stessa sezione

  • E' l'ora del madball
  • Brigidini per sbaglio

Dello stesso Autore

  • La paglia di Signa
    Novembre-Dicembre 2002
  • La chiesa di ghisa
    Ottobre 2002
  • Nel paese dei ferri taglienti
    Settembre 2002
  • Nella casa del Maestro
    Luglio-Agosto 2002
  • Tutte le piante dell'orto
    Maggio 2002
  • La medicina com'era
    Aprile 2002
  • L'elefante valdarnese
    Marzo 2002
  • Mille culture, una città
    Febbraio 2002
  • La chiesa russa
    Gennaio 2002
  • Liberty a Borgo
    Novembre-Dicembre 2001

Argomenti

  • Cultura (91)
      · architettura (14)

Ricerca articoli

Parola chiave:

Dove:
occhiello
titolo
sottotitolo
tutto il testo

Data:
Ultimo Informatore
Informatore dell'anno in corso
Ultimi 11 Informatori
Informatore anno

Autore:

Mostra:

Unicoop Firenze

  • Chi siamo
  • I vantaggi di essere socio
  • Il prestito sociale
  • Il Salvatempo
  • Convenzioni

Carte socio di pagamento emesse da Integra

  • Spesa In
  • TantiAcquisti
  • SceltaPiù

I nostri servizi di prenotazione on line

  • Acquisto libri di scuola
  • Acquisto libri di narrativa
  • Stampa foto digitali

Iscriviti alla nostra Newsletter

Rimani informato sulle offerte, le iniziative e le ultime novità di ipermercati e supermercati Coop.

Più di 25000 utenti sono già registrati.

Iscriviti alla Newsletter adesso!

Utilità

  • Contatta la redazione
  • Guida alla navigazione
  • Mappa del sito
  • Accessibilità
  • Privacy
  • Copyright

Coop - Unicoop Firenze

Unicoop Firenze sc, Via S.Reparata 43, 50129 Firenze, Tel. 055 47801, Cod.Fisc. e Partita IVA 00407780485

N. Iscrizione Albo delle Società Cooperative e mutualità prevalente: A104272 (cat. Consumo)