Figli anche di papà
Legge sulla tutela dei bambini
Scritto il 1 marzo 2001
![]() |
| Figli anche di papà |
Ci sono voluti altri dieci anni prima che il testo, con le dovute modifiche, venisse pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l'8 marzo (quale beneaugurante coincidenza!) del 2000. La legge è la n. 53, e introduce importanti novità sulla tutela della maternità, riconoscendo ad entrambi i genitori anche ai papà, indipendentemente dalla situazione della madre - il diritto di potersi assentare dal lavoro per esigenze familiari.
Otto marzo: c'è la legge
A presentare il testo in aula è stata una parlamentare toscana, l'onorevole Elena Cordoni, che a questa legge ha dedicato ben tredici anni di duro lavoro.
«L'esigenza è rimasta la stessa di vent'anni fa dice l'onorevole anche se certamente nel frattempo le cose sono un po' cambiate. Questo coinvolgimento della figura paterna, ad esempio, è un fatto relativamente recente, imputabile ad un'evoluzione del costume ma anche al recepimento di nuove direttive europee in materia».
In sintesi la legge prevede la possibilità, per entrambi i genitori, di richiedere l'astensione facoltativa dal lavoro successiva quindi al congedo di maternità fino a un massimo di 10 mesi per coppia (il limite individuale è di 6 mesi) entro gli otto anni di vita del bambino. I mesi possono diventare 11 se è il papà ad usufruire di almeno tre mesi di congedo, anche se non consecutivi.
«La madre, e più in generale, la donna, non è più una figura insostituibile. E che i tempi fossero maturi per questo cambiamento lo testimonia il fatto che nessuno in Parlamento ha votato contro prosegue l'onorevole Cordoni -.Tutti hanno capito quanto fosse importante uno strumento che consentisse, agli stessi lavoratori, di gestire in modo flessibile il proprio rapporto tra casa e lavoro».
La nuova legge non si occupa solo di chi diventa mamma o papà. Sono previste estensioni delle agevolazioni per chi ha un figlio o un familiare portatore di handicap e congedi per la cura degli anziani o per gravi motivi familiari, come la perdita di un parente prossimo.
Se a casa resta papà
E gli uomini, i principali protagonisti di questa legge fortemente innovativa, che cosa dicono? I più sembrano avere ancora qualche difficoltà a farsi carico delle incombenze familiari. Ma chi ci ha provato assicura che è un'esperienza fantastica. Giovanni è un assistente sociale di 42 anni. Vive a Pisa con la compagna, Silvia, e una bambina, Gilda, che ha tre anni. Recentemente è stato un mese a casa in congedo facoltativo, così come previsto dalla legge. Per godersi di più la figlia, che sta crescendo in fretta, per riposarsi e per permettere alla sua compagna, che è una libera professionista, di stare dietro al suo lavoro.
«La bambina era contentissima dice Giovanni -. L'accompagnavo io a scuola tutte le mattine e lei, che non ama troppo il pulmino, era al settimo cielo. Stare un mese a casa mi ha fatto bene: ero più tranquillo, più rilassato...».
E gli amici, i colleghi, che cosa hanno detto? «No, non mi hanno preso in giro racconta Giovanni -. Hanno rispettato la mia scelta, anche se non mi sembravano troppo convinti. Per lo più mi hanno detto che avevo fatto bene, però...».
Otto marzo: c'è la guida
La normativa comunque prevede moltissime possibilità, a seconda delle diverse situazioni familiari e lavorative. E poiché spesso non è facile orientarsi nei labirinti della legislazione, Coop ha curato una guida dedicata proprio a questa legge. La pubblicazione nasce dalla volontà di dare alle donne che nonostante tutto, quando si parla di famiglia, sono le prime ad essere chiamate in causa uno strumento per una più facile "lettura" della 53/2000.
Una guida di facile consultazione, che descrive in modo chiaro e sintetico le novità introdotte dalla legge, e che sarà distribuita proprio l'8 marzo in tutti i punti vendita Coop della Toscana.
Le informazioni sono state raccolte da più parti, ma in particolar modo sono state elaborate in seguito alla consultazione del sito www.affarisociali.it/congedi/, al quale rimandiamo per ogni ulteriore approfondimento.
Ricordiamo infine che il ministero per la Solidarietà sociale ha attivato il numero verde 800.024.996, dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, esclusivamente per dare informazioni su questa legge.

