• Home
  • Servizi online
  • RSS
  • Contatti
  • Accedi / Registrati
Coop - Unicoop Firenze
  • Unicoop Firenze
    • Chi siamo
    • Domande e risposte
    • La nostra storia
    • Diventare socio
    • Carta socio
      • Tutti i vantaggi
      • Pagare la spesa con la Carta socio
    • Prestito sociale
      • Utilizzare il prestito sociale
      • Regolamento modalità di raccolta
    • Il Salvatempo
    • Convenzioni soci
    • Statuto della cooperativa
    • Bilancio consuntivo
  • Rete di vendita
    • I Nostri Punti Vendita
    • Servizi Ipercoop
    • Aperture straordinarie
    • In Evidenza
    • Foto e Libri
      • Prenotazione Libri
      • Stampa Foto Digitali
    • Viaggi e Teatro
      • Viaggi al Super
      • Teatro a portata di spesa
    • Spesa Veloce
      • Salvatempo
      • Casse Più
      • Cassa Salvatempo più
  • Offerte & Promo
    • In esclusiva per i soci
    • Pubblicità puntuale
    • Promozioni in corso
    • Occhio al prodotto
    • Catalogo premi
    • Premi mensili euro+punti
  • Sezioni soci
    • Le sezioni soci
    • Servizi al punto soci
    • Progetto Ausilio
    • Coop Buon Fine
    • Viaggi da soci
  • Eventi & Viaggi
    • Eventi
      • Eventi con lo sconto per i soci
      • Attività per i soci
      • Cultura e non solo...
      • Musica
      • Teatro
    • Convenzioni
      • Teatri
      • Prenotazioni
      • Turismo
    • Soggiorni con lo sconto
    • Viaggi al super
  • Stampa & Tv
    • Ultime notizie
    • Informatore del mese
    • Informatori dal 1997
    • I nostri speciali
    • Sala Stampa
      • Sala Stampa
      • I luoghi
      • Il gruppo
      • Comunicati stampa
      • Rassegna stampa
    • Coop in TV
  • Offerte lavoro

Condividi |

Frizzante emiliano

E' il vino italiano più bevuto nel mondo. I risultati della degustazione

Scritto da Michele Franzan il 1 aprile 2001

Frizzante emiliano
Se c'è un vino che ognuno di noi ha bevuto, prima o poi, questo è il lambrusco. La spiegazione di tale fenomeno, lungi dal riguardare le moderne politiche di marketing, è da ricercare nell'anima stessa del rosso emiliano.
Che il suo nome sia in grado di evocare alcune delle immagini più rappresentative della nostra cultura come la tavola, la convivialità e la famiglia, infatti, non è un caso. La tradizione enologica italiana è legata a doppio filo con quella culinaria, e il lambrusco ne rappresenta uno dei simboli. Difficile immaginarlo senza un piatto fumante vicino, impossibile apprezzarne le qualità senza dividerlo con gli amici più cari.
La sua capacità più apprezzata è quella di rendere festosi e allegri i momenti di incontro, oltre a quella di sapersi legare splendidamente ad alcuni piatti della tradizione gastronomica del nostro paese.
Il suo segreto? Le bollicine, indubbiamente, ma anche la freschezza, la vivacità e la simpatia di chi, nato da umili origini, ha saputo conquistarsi da solo fama e successo. A differenza degli altri vitigni da cui oggi si ricava il vino, infatti, l'uva lambrusco deriva dalla vite selvatica, quella che un tempo cresceva spontaneamente ai margini dei campi coltivati, chiamata appunto "labrusca".
Sull'origine del termine lambrusco, tuttavia, esistono altre due ipotesi, nate una dalla tradizione popolare, l'altra dall'abile penna di uno scrittore. La prima si rifà ad una leggenda che narra come il vitigno sia giunto nella pianura padana a seguito di uno straripamento del fiume Secchia, in un periodo catastrofico per l'agricoltura locale ricordato come "l'an brusc", l'anno brusco. L'altra è da attribuire a quel Luigi Bertelli, in arte Vamba, che narrò le gesta del celebre monello Giannino Stoppani-Gian Burrasca. Chiamato a comporre un poemetto giocoso in onore del Lambrusco di Sorbara, Bertelli fece risalire l'origine del nome lambrusco alla visita di Venere, Marte e Bacco in terra emiliana. Scesi per soccorrere i modenesi mentre infuriava la guerra con Bologna per la secchia rapita, infatti, i tre dei fecero sosta in un'osteria, e quando Bacco si trovò a ordinare del vino gli fu chiesto: "Dolce l'ami ovver ch'abbia il bruschetto?". Egli, da par suo, rispose "Io l'amo brusco", e prima di congedarsi da quel luogo di ristoro lasciò in dono all'oste dei semi di uva che gli dei coltivavano in cielo. L'uomo, piantata la semenza nel suo orticello, ottenne un nettare dal gusto sopraffino, che in onore di Bacco chiamò lambrusco.
Nel corso dei secoli gli episodi che vedono protagonista il celebre rosso frizzante sono numerosi - si parla addirittura di battaglie vinte grazie al suo irresistibile fascino - ma è nel '700 che il lambrusco inizia la sua scalata verso il successo. Il salto di qualità si ha con l'avvento della bottiglia di vetro, contenitore che assieme al tappo di sughero è in grado di mantenere la pressione al suo interno, favorendo la conservazione dell'anidride carbonica del vino originata dalla fermentazione naturale degli zuccheri dell'uva. Grazie alla capacità di trattenere le "bollicine", il lambrusco acquista un valore aggiunto notevole, costruendo quella tipicità che ancora oggi lo contraddistingue e che lo ha reso uno degli ambasciatori dell'enologia italiana nel mondo.
Il "boom" del lambrusco - coinciso con quello economico del nostro paese - ha preso avvio negli anni '50. Grazie ad un interessamento senza precedenti dei mercati esteri, milioni di bottiglie del rosso frizzante hanno invaso gli scaffali dei market e delle enoteche dei cinque continenti, consentendogli di divenire il vino italiano più bevuto nel mondo.
Oggi esistono varie tipologie di lambrusco, che differiscono sia per la zona di produzione che per la varietà di uva utilizzata. Nel modenese - il comprensorio "storico" del rosso frizzante - vengono prodotte le Doc Lambrusco di Sorbara (detto anche "lambrusco della viola", per il suo caratteristico profumo), Lambrusco Salamino di Santa Croce (il più coltivato), e Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. In provincia di Reggio Emilia, invece, si ottiene la Doc Reggiano Lambrusco, mentre in quella di Mantova si ha la Doc Lambrusco Mantovano, con le sottozone Viadanese-Sabbionetano e Oltrepò Mantovano.
La spiccata nota acida, assieme all'effervescenza, rendono il lambrusco ideale nell'abbinamento con piatti ricchi di grassi: salumi, tortellini in brodo, riso con la salsiccia, zampone e cotechino, bollito misto e chi più ne ha più ne metta.

Assaggiati per voi

Primadonna Lambrusco di Sorbara - Civ & Civ

Punteggio: 65
Prezzo di riferimento: L. 5.400
Di colore rosso rubino non molto profondo, vivace e brillante. I profumi sono vinosi, fruttati, e ricordano la ciliegia ed il lampone. Al palato rivela la caratteristica vena acida, che lo rende fresco e beverino, ma anche un ottimo equilibrio gustativo. Il finale, di discreta lunghezza, è piacevole e asciutto.

Reggiano Lambrusco Secco-Riunite
Punteggio: 62
Prezzo di riferimento: L. 4.500
Il colore è un rosso rubino tenue, limpido. Al naso si avvertono profumi di media intensità, riconducibili all'erba tagliata e al geranio. L'ingresso in bocca è abbastanza morbido, e prosegue con una decisa sensazione acida. Nel finale, non molto lungo, compare un piacevole gusto di ciliegia.

Lambrusco di Sorbara Semisecco-Civ & Civ
Punteggio: 68
Prezzo di riferimento: L. 4.650
Alla vista si presenta di colore rosso rubino, con evidenti riflessi porpora. I profumi che sprigiona sono di buona intensità, e richiamano la rosa, la ciliegia ed il ribes rosso. In bocca si apre bene, diffondendo le bollicine in maniera ottimale: è amabile, rotondo, fresco ed equilibrato.

Lambrusco di Modena Igt Secco-Civ & Civ
Punteggio: 61
Prezzo di riferimento: L. 5.300
Il colore è un rosso rubino cupo, con riflessi nerastri, mentre i profumi - di media intensità - ricordano il lampone e il fieno tagliato. In bocca appare magro, lievemente astringente, con un finale composto e asciutto.

Condividi |

Notizia precedente
La ricetta
Notizia successiva
Questione di naso
Informatore

Aprile 2001

Nella stessa sezione

  • Fritto misto
  • La ricetta

Dello stesso Autore

  • Santo e toscano
    Novembre-Dicembre 2001
  • Sua maestà Il Piemonte
    Ottobre 2001
  • Dal profondo nord
    Settembre 2001
  • Nuovo e bianco
    Luglio-Agosto 2001
  • Bollicine in festa
    Giugno 2001
  • La Vernaccia
    Maggio 2001
  • Capperi!
    Aprile 2001
  • Il Chianti Classico
    Marzo 2001
  • Il Nobile che piace
    Febbraio 2001
  • Da vermiglio a brunello
    Gennaio 2001

Argomenti

  • Bevande (1)
      · vini (20)
        · vini rossi (10)

Ricerca articoli

Parola chiave:

Dove:
occhiello
titolo
sottotitolo
tutto il testo

Data:
Ultimo Informatore
Informatore dell'anno in corso
Ultimi 11 Informatori
Informatore anno

Autore:

Mostra:

Unicoop Firenze

  • Chi siamo
  • I vantaggi di essere socio
  • Il prestito sociale
  • Il Salvatempo
  • Convenzioni

Carte socio di pagamento emesse da Integra

  • Spesa In
  • TantiAcquisti
  • SceltaPiù

I nostri servizi di prenotazione on line

  • Acquisto libri di scuola
  • Acquisto libri di narrativa
  • Stampa foto digitali

Iscriviti alla nostra Newsletter

Rimani informato sulle offerte, le iniziative e le ultime novità di ipermercati e supermercati Coop.

Più di 25000 utenti sono già registrati.

Iscriviti alla Newsletter adesso!

Utilità

  • Contatta la redazione
  • Guida alla navigazione
  • Mappa del sito
  • Accessibilità
  • Privacy
  • Copyright

Coop - Unicoop Firenze

Unicoop Firenze sc, Via S.Reparata 43, 50129 Firenze, Tel. 055 47801, Cod.Fisc. e Partita IVA 00407780485

N. Iscrizione Albo delle Società Cooperative e mutualità prevalente: A104272 (cat. Consumo)