La Maremma del tufo
Alla scoperta dei sapori della Toscana più nascosta
Sorano,
un ultimo lembo di Toscana prima del lago di Bolsena. Un lembo di Maremma, quello più interno, più lontano dal mare, dove domina il tufo. E nel tufo, roccia friabile e ben lavorabile, ci sono le memorie antiche di questa terra. Le necropoli etrusche, le antiche strade tagliate nella roccia, Vitozza con le case ricavate nelle grotte, i borghi medievali costruiti con questa pietra e incastonati tra i dirupi di tufo.
In questa Toscana lontana dalle grandi vie di comunicazione, l'industria più grande è il caseificio. Centocinquanta soci, contadini e allevatori di Sorano e di molti comuni vicini, conferiscono al caseificio il latte delle loro stalle per continuare l'antica tradizione della produzione di formaggio.
Il "Caseificio sociale cooperativo di Sorano" ha conosciuto stagioni migliori, con centinaia di dipendenti e un approvvigionamento del latte che arrivava a Castiglion della Pescaia, da una parte, e nel cuore dell'Umbria, dall'altra. Poi ha subito una lunga crisi, ha perso una parte del mercato conquistato a Roma e la sua identità, per non essere tanto grande da imporre i suoi prodotti né troppo piccolo da essere assorbito facilmente da altre imprese. Ora ricomincia con 30 dipendenti, che sono una risorsa sempre importante per il paese, e con la prospettiva di ridare fiato all'agricoltura della zona. Ricomincia con prodotti che vogliono avere un'impronta, più forte che in passato, del territorio e delle tradizioni che lo circondano.
Cinque anni prima di Lourdes
A soli 500 metri dal caseificio di Sorano si trova un piccolo centro immerso nella campagna, il Cerreto. Qui il 19 maggio del 1853, cinque anni prima che la stessa cosa accadesse a Lourdes, Veronica Nucci, una giovane pastorella che stava pascolando le sue pecore sotto una violenta pioggia, vide una signora vestita di bianco. Era la Madonna: pregava genuflessa, e intorno a lei non cadeva una goccia di pioggia. La invitò a pregare e le disse di chiedere al vescovo di far erigere in quel posto una cappella a lei dedicata. Il santuario, attualmente custodito dalle suore Carmelitane, sorge intorno a quelle che dovrebbero essere le impronte della Madonna genuflessa. Nel santuario (che ha anche un sito su internet: www.ftbcc.it/santuarioJC) sono conservate le spoglie della pastorella, morta ad appena 21 anni, e un dipinto che raffigura l'apparizione della Vergine.
Nel rilanciare l'attività, quelli del caseificio sono voluti partire da qui: dall'immagine della pastorella del Cerreto e dalla riscoperta di un'antica ricetta per fare il formaggio. Una caciotta di piccola pezzatura, dal sapore delicato e saporito allo stesso tempo, di pasta morbida e forma irregolare, fatta con latte ovino e vaccino (perché nella zona non ci sono solo le pecore a pascolare: la mucca nella stalla c'è sempre stata).
Altri prodotti nuovi sono un cacio fresco, che non poteva che chiamarsi "Città del tufo", e il "Conterosso", un formaggio a lunga maturazione dal sapore deciso e leggermente piccante. Infine una citazione per quello che è sempre stato il prodotto più apprezzato del caseificio: lo stracchino.
In questi mesi si sono intensificati i rapporti fra la Coop e il caseificio di Sorano, con un duplice obiettivo: offrire ai consumatori prodotti di qualità, dare alle imprese toscane uno sbocco di mercato sicuro. Per questo da marzo ci sono, nei super ed ipermercati della Coop, occasioni per conoscere ed apprezzare i prodotti della Toscana più lontana. Quella della "civiltà del tufo".
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| La Maremma del tufo |
In questa Toscana lontana dalle grandi vie di comunicazione, l'industria più grande è il caseificio. Centocinquanta soci, contadini e allevatori di Sorano e di molti comuni vicini, conferiscono al caseificio il latte delle loro stalle per continuare l'antica tradizione della produzione di formaggio.
Il "Caseificio sociale cooperativo di Sorano" ha conosciuto stagioni migliori, con centinaia di dipendenti e un approvvigionamento del latte che arrivava a Castiglion della Pescaia, da una parte, e nel cuore dell'Umbria, dall'altra. Poi ha subito una lunga crisi, ha perso una parte del mercato conquistato a Roma e la sua identità, per non essere tanto grande da imporre i suoi prodotti né troppo piccolo da essere assorbito facilmente da altre imprese. Ora ricomincia con 30 dipendenti, che sono una risorsa sempre importante per il paese, e con la prospettiva di ridare fiato all'agricoltura della zona. Ricomincia con prodotti che vogliono avere un'impronta, più forte che in passato, del territorio e delle tradizioni che lo circondano.
Cinque anni prima di Lourdes
A soli 500 metri dal caseificio di Sorano si trova un piccolo centro immerso nella campagna, il Cerreto. Qui il 19 maggio del 1853, cinque anni prima che la stessa cosa accadesse a Lourdes, Veronica Nucci, una giovane pastorella che stava pascolando le sue pecore sotto una violenta pioggia, vide una signora vestita di bianco. Era la Madonna: pregava genuflessa, e intorno a lei non cadeva una goccia di pioggia. La invitò a pregare e le disse di chiedere al vescovo di far erigere in quel posto una cappella a lei dedicata. Il santuario, attualmente custodito dalle suore Carmelitane, sorge intorno a quelle che dovrebbero essere le impronte della Madonna genuflessa. Nel santuario (che ha anche un sito su internet: www.ftbcc.it/santuarioJC) sono conservate le spoglie della pastorella, morta ad appena 21 anni, e un dipinto che raffigura l'apparizione della Vergine.
Nel rilanciare l'attività, quelli del caseificio sono voluti partire da qui: dall'immagine della pastorella del Cerreto e dalla riscoperta di un'antica ricetta per fare il formaggio. Una caciotta di piccola pezzatura, dal sapore delicato e saporito allo stesso tempo, di pasta morbida e forma irregolare, fatta con latte ovino e vaccino (perché nella zona non ci sono solo le pecore a pascolare: la mucca nella stalla c'è sempre stata).
Altri prodotti nuovi sono un cacio fresco, che non poteva che chiamarsi "Città del tufo", e il "Conterosso", un formaggio a lunga maturazione dal sapore deciso e leggermente piccante. Infine una citazione per quello che è sempre stato il prodotto più apprezzato del caseificio: lo stracchino.
In questi mesi si sono intensificati i rapporti fra la Coop e il caseificio di Sorano, con un duplice obiettivo: offrire ai consumatori prodotti di qualità, dare alle imprese toscane uno sbocco di mercato sicuro. Per questo da marzo ci sono, nei super ed ipermercati della Coop, occasioni per conoscere ed apprezzare i prodotti della Toscana più lontana. Quella della "civiltà del tufo".
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