Toscana / Gino Bartali
Campione di sport e di vita
Il 5 maggio, nel quarto anniversario della sua scomparsa, tante iniziative dedicate all'indimenticabile "Ginettaccio"
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| Campione di vita e di sport |
La sua generosità è rimasta proverbiale. Ma non era solo una generosità che riguardava il denaro - i suoi amici dicono tuttora: «bastava chiedere e lui metteva mano al portafogli» -; no, la sua era anche una generosità fatta di impegno civile e di amore verso il prossimo. Alcuni episodi della sua vita giovanile sono rimasti nascosti a lungo, fino a quando Gino stesso ne parlò in una intervista. Nel primo caso si trattò di salvare alcuni ebrei dalla deportazione. Dal momento che la sua celebrità e la sua professione gli consentivano, in piena guerra, di percorrere in bicicletta le strade italiane senza eccessivi rischi, non si tirò indietro quando gli fu chiesto di prendere in consegna alcuni documenti falsi che prelevava negli uffici della Curia fiorentina per consegnarli ad un certo frate di Assisi, il quale provvedeva poi a distribuirli agli interessati che potevano così sfuggire alle grinfie dei nazisti. In un'altra occasione non esitò a rimettersi la camicia nera (lui che non aveva mai avuto simpatia per il partito fascista), che gli consentiva di muoversi più liberamente nella caotica Firenze del dopo 25 luglio 1943, per portare in salvo 49 inglesi intrappolati in una villa vicino a Ponte a Ema, accompagnarli attraverso sentieri di campagna, fino a metterli nelle mani di un gruppo di partigiani che avrebbero provveduto a ridar loro la libertà. Sono episodi che Gino ha tenuto a lungo chiusi nello scrigno della sua memoria, convinto che «quando si fa del bene, non c'è bisogno di farlo sapere». Ma adesso che sono venuti alla luce potrebbero costituire un capitolo interessante per quel film che la Rai ha in progetto ormai da qualche anno - il regista e sceneggiatore dovrebbe essere Alberto Negrin, già autore di un film su Perlasca - ma che per problemi di carattere burocratico continua a rimandare. E' invece già sulle scene una commedia brillante, scritta da Roberto Tamburri, 'Bartali, l'uomo intramontabile', che ha debuttato recentemente in un piccolo teatro di Ponte a Ema e che sta riscuotendo un buon successo, tanto che si avvia ad avere una sua vita autonoma nel circuito teatrale toscano.
Ma, a riprova che la figura di 'Ginettaccio' è ancora ben viva nella memoria collettiva, è già in costruzione un edificio, nel centro di Ponte a Ema e a pochi passi dalla casa dove mamma Giulia dette alla luce il futuro campione, che ospiterà un 'Museo della Bicicletta', una sezione del quale sarà dedicata alla raccolta e all'esposizione di molti oggetti - bici, maglie, trofei, foto, libri... - che illustreranno in modo concreto la carriera sportiva dell'Intramontabile.
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LA VITA
Tenacia su due ruote
Nacque a Ponte a Ema, vicino a Firenze, il 18 luglio 1914 da Torello e Giulia. Dopo le sei classi elementari, entrò nell'officina di biciclette di Oscar Casamonti. La sua prima gara da esordiente avvenne nella primavera del 1931 e l'ultima da professionista nel 1954. Nell'arco di 23 anni di corse, Gino Bartali ha vinto tutto quello che c'era da vincere, tranne il Campionato del Mondo: dai due Giri di Francia ai tre Giri d'Italia, dai cinque Giri della Toscana alle quattro Milano-Sanremo. Un dato statistico per dimostrare la sua tenacia e lo spirito combattivo che lo ha sempre animato: sulle 964 giornate in cui è stato in gara da professionista, si è ritirato solo 28 volte. Sposato con Adriana Bini, ha avuto tre figli: Andrea, Luigi e Bianca Maria.
Tenacia su due ruote
Nacque a Ponte a Ema, vicino a Firenze, il 18 luglio 1914 da Torello e Giulia. Dopo le sei classi elementari, entrò nell'officina di biciclette di Oscar Casamonti. La sua prima gara da esordiente avvenne nella primavera del 1931 e l'ultima da professionista nel 1954. Nell'arco di 23 anni di corse, Gino Bartali ha vinto tutto quello che c'era da vincere, tranne il Campionato del Mondo: dai due Giri di Francia ai tre Giri d'Italia, dai cinque Giri della Toscana alle quattro Milano-Sanremo. Un dato statistico per dimostrare la sua tenacia e lo spirito combattivo che lo ha sempre animato: sulle 964 giornate in cui è stato in gara da professionista, si è ritirato solo 28 volte. Sposato con Adriana Bini, ha avuto tre figli: Andrea, Luigi e Bianca Maria.
Info: Amici del Museo Gino Bartali
tel. 0556461272
e-mail: info@ciclomuseo-bartali.it
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