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Filo diretto con i soci

Scritto da Antonio Comerci il 1 luglio 2000

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Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni:
Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra
Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente
Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie.

Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

Simpatiche canaglie
Filo diretto con i soci
Non sono d'accordo con le polemiche da voi riportate in merito ai bimbi fatti salire dentro i carrelli. Chiamare in causa l'igiene è assolutamente pretestuoso. Primo, perché i carrelli se ne stanno fuori alle intemperie tutto l'anno e non sono certo più puliti del culetto dei nostri bimbi, che viene lavato almeno due o tre volte al giorno! Secondo perché i prodotti che vi deponiamo sono tutti confezionati e quindi non rischiano nessuna contaminazione. Inoltre, in merito ai bimbi, sarebbe opportuna una maggiore tolleranza e un po' più d'amore verso questi 'angioletti'; come non guasterebbe un po' più di comprensione verso le mamme, che pure hanno solo due mani e due occhi, nonostante che vadano a lavorare, facciano la spesa, si occupino delle mille faccende domestiche e debbano pure star dietro per la gran parte della giornata a quelle amate e simpatiche canaglie. Da una parte ci si chiede come mai le donne italiane facciano sempre meno figli (e le si colpevolizzano una prima volta) e dall'altra, appena ne fanno uno, si comincia ad inveire e a creare loro problemi e ostacoli in tutti gli aspetti della vita quotidiana (non ultimo il mondo del lavoro), così da colpevolizzarle una seconda volta e far passare loro la voglia di riprovarci.
Perché invece di proporre divieti non si organizza una specie di spazio giochi sorvegliato, dove le mamme possano lasciare con serenità i propri bimbi mentre fanno con calma la spesa? Ci ha già pensato McDonald's, che ha il profitto tra le proprie finalità principali, non ci può pensare la Coop, che si vanta di avere anche finalità sociali?
Corradina Fratini - Cavriglia (Arezzo)

Pubblichiamo volentieri lo scritto appassionato della socia, sperando che abbia un effetto positivo: occorre maggiore tolleranza in tutti, cercare di comprendere ed aiutare prima di giudicare e condannare. Dopodiché: non sono i culetti ad essere 'imputati', ma le scarpine che possono pestare qualsiasi cosa, infastidendo gli altri clienti. Le regole sono fatte per garantire che la propria libertà non crei disagi agli altri.
Nella nostra risposta abbiamo messo in primo piano un altro aspetto, che non è quello igienico (in fondo i prodotti sono confezionati, come scrive la socia): la sicurezza dei bambini. I carrelli non sono fatti per trasportarli e potrebbero rovesciarsi, causando infortuni anche gravi. E così i carrellini (presenti negli iper e nei grandi supermercati) possono costituire per i bambini un'alternativa valida per dare loro un ruolo e un gioco, convincendoli anche a non chiedere di salire dentro i carrelli.
Gli spazi dove lasciare i bimbi (nelle poche esperienze fatte) non hanno molto successo da noi nella funzione di 'parcheggio' per i piccoli. Poche mamme sono disposte a lasciare i figli con sconosciuti e pochi pargoli sono disposti a lasciare la mamma proprio al supermercato, dove ci si diverte di più che con palline colorate o dondoli.
Questi spazi sono anche servizi costosi, che incidono poi sul cartellino prezzi. La principale finalità sociale della Coop resta quella di praticare prezzi bassi. E questo è già un bell'aiuto per mamme e babbi.

Pro omeopatia
Sono un medico e vorrei replicare alla lettera pubblicata sul numero di maggio relativa all'omeopatia. L'omeopatia ha una diffusione vastissima in tutti i paesi cosiddetti evoluti, ma soprattutto ha molto spesso riconoscimenti ufficiali. In molte nazioni anche europee i rimedi omeopatici sono a carico del sistema sanitario del paese stesso: in Francia chi si vuol laureare in medicina deve affrontare e superare un esame (obbligatorio) di omeopatia, in Inghilterra esistono ospedali puramente omeopatici (ad esempio il London Omeopathic Hospital), nel nostro modulo di denuncia dei redditi esiste la possibilità di detrazione delle spese sanitarie e sono incluse, e ben specificate, anche le visite mediche omeopatiche, e potrei andare oltre... Ricordo, se mai ce ne fosse bisogno, che i governi hanno l'obbligo alla tutela della salute dei cittadini, non di fomentare superstizioni. Aggiungo che in Italia siamo un po' indietro rispetto al resto del mondo sotto questo aspetto, specialmente per quanto riguarda la reale conoscenza di questa medicina, ma ricordo anche che le multinazionali del farmaco sono molto potenti... La mia opinione personale è che non ci si debba affidare unicamente ad un tipo di medicina (la medicina tradizionale è per sua stessa ammissione impotente nei confronti di molte patologie, per esempio di tutte quelle virali, dalle più banali alle più gravi) ma probabilmente l'atteggiamento più giusto è quello di considerare le varie medicine come complementari, perché ognuna ha un suo campo d'azione in cui è particolarmente efficace.
Stefano Giuliani - Pisa

Gelato o pappa
Ho acquistato tre vaschette di gelato (tartufo, tiramisu, ecc.) per tenere un po' di scorta nel freezer di casa. Al momento del consumo ho subito notato che si presentava spugnoso alla vista e quando ho fatto le porzioni il gelato non ha opposto alcuna resistenza, come se fosse mousse. Cosa può essere successo?
Ettore Cosentini - Uzzano (PT)

I gelati più 'complessi' hanno negli ingredienti delle sostanze (gelificanti, addensanti, sale) che abbassano notevolmente il punto di solidificazione, tanto che il freezer di casa non riesce a farli gelare di nuovo. Specie nella stagione calda può succedere che anche mezz'ora, fuori dalla catena del freddo, basti a decongelare sia i gelati che i surgelati. Consigliamo di usare le borse salvafreddo, magari con le apposite 'mattonelle' ghiacciate.

Pannolini sporchi
Ho letto (Il Manifesto, 13 maggio) della campagna che Greenpeace sta conducendo contro i pannolini della Pampers, che conterrebbero - oltre a dibutile e monobutile - il Tbt (tributilstagno), una sostanza chimica pericolosissima, accusata di provocare conseguenze dannosissime sul sistema immunitario e su quello ormonale. Vorrei sapere se i pannolini Coop contengono tali sostanze.
Roberto Niccolai - E mail

Il nostro fornitore di pannolini garantisce l'assenza di TBT dai prodotti in marchio Coop ed ha esibito delle analisi specifiche, fatte dopo la denuncia di Greenpeace. Coop Italia ha fatto anche una verifica con analisi sui prodotti in magazzino. A parte i toni giornalistici, allarmistici nei titoli più 'tranquilli' nel testo, risulta che il livello di TBT riscontrato da Greanpeace è di 100 volte inferiore al livello di sicurezza, secondo le autorità sanitarie pubbliche europee. Comunque noi vogliamo che tali sostanze siano completamente assenti dai nostri prodotti.

Solari eterni
Vorrei sapere se i prodotti solari, creme a fattori di protezione, hanno una scadenza oppure possono essere usati di anno in anno.
Mimmo De Caprio - E mail

I prodotti cosmetici, la cui stabilità è di almeno 36 mesi, non devono avere in etichetta la data di scadenza. I prodotti solari sono emulsioni molto stabili e possono essere usati per oltre 36 mesi dalla data di produzione, senza alterazione dei fattori di protezione.

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