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Facciate rifatte

Le opere di restauro nell'800 a chiese e monumenti

Scritto da Iacopo Cassigoli il 1 ottobre 2001

Giornalista
Nel corso dell'Ottocento
Facciate rifatte
tutti i principali monumenti delle città italiane, da quelle più importanti fino ai centri minori, furono sottoposti a massicci interventi di restauro. La necessità di operare una salvaguardia degli edifici monumentali era dovuta da un lato a ragioni proprie di conservazione, dall'altro a motivi di ordine ideologico. Chiese, cattedrali, castelli e palazzi erano il simbolo delle secolari vicende storiche italiane, e negli anni in cui l'Unità si avviava a compimento diventavano la metafora della nascente coscienza nazionale. Il tipo di restauro che veniva realizzato aveva lo scopo di far recuperare all'edificio il presunto volto originario, che nei secoli era stato alterato o addirittura perduto. Tuttavia accadeva che gli architetti lavorassero fin troppo di fantasia, arrivando pertanto all'arbitraria reinvenzione di un edificio e talvolta alla creazione di un falso storico.
Di pari passo, assieme al rifacimento in stile, si procedeva al completamento di quelle parti architettoniche che fino ad allora erano rimaste incompiute. Anche in Toscana troviamo esempi illustri che oggi risultano assai ben "mimetizzati".

A Firenze
Le marmoree facciate in stile gotico della Basilica di Santa Croce e della Cattedrale di Santa Maria del Fiore sono opera moderna. Fino al 1857, come possiamo vedere dalle fotografie degli Alinari, Santa Croce aveva un prospetto a pietra grezza come San Lorenzo. Tra i molti progetti presentati, fu scelto quello dell'architetto Nicola Matas, che proponeva una sobria architettura neogotica ispirata ai modelli toscani del Trecento. Anche il campanile sembra originale ma non lo è, in quanto fu progettato da Gaetano Baccani nel 1847. Alla realizzazione della nuova facciata di Santa Maria del Fiore si arrivò faticosamente dopo ben tre concorsi ufficiali, l'ultimo dei quali nel 1865 fu vinto da Emilio De Fabris, professore all'Accademia di belle arti di Firenze. I lavori iniziarono soltanto nel 1871 e si conclusero sedici anni dopo. Nell'ambito dei solenni festeggiamenti organizzati in concomitanza del centenario della nascita di Donatello, il 12 maggio 1887 la nuova facciata del Duomo veniva scoperta ed inaugurata alla presenza dei Savoia.

Ad Arezzo
Poco più tarda, ma altrettanto interessante come esempio di architettura neogotica, è la facciata in pietra arenaria del Duomo di Arezzo, aggiunta tra il 1900 e il 1914 su progetto di Dante Viviani, in sostituzione di quella precedente rimasta incompiuta dall'inizio del Quattrocento. Essa recupera e rielabora in modo pacato le grandiose forme ogivali dell'edificio. L'alto campanile aperto da due giri di lunghe finestre a sesto acuto fu invece innalzato nel 1857-'59, e completato con il coronamento e la cuspide svettante addirittura negli anni 1934-'37.

A Pescia
Il prospetto della Cattedrale di Pescia, che era rimasto grezzo dopo il rifacimento della chiesa nel 1693, fu completato nel 1895 da una nuova e massiccia facciata in pietra serena, moderatamente neobarocca, opera dell'architetto aretino Giuseppe Castellucci. Sono opera sua la facciata goticheggiante di San Michele ad Arezzo, i restauri alla chiesa di San Fedele a Poppi ed il completamento del santuario neogotico di Santa Margherita a Cortona.

A Massa
Un discorso a parte merita la facciata neorinascimentale, in marmo di Carrara, della Cattedrale di Massa, costituita da due grandi loggiati sovrapposti, aperti ciascuno da tre archi a tutto sesto sostenuti da colonne. Fu costruita nel 1936, sotto il Fascismo. Ciò non è affatto insolito, se pensiamo che l'architettura fascista era divisa tra coloro che sostenevano le tesi del Razionalismo e tra quanti invece, nel nazionalistico ed autarchico rispetto di una tradizione italica, promuovevano un ritorno al Medioevo in chiave littoria.

A Grosseto
Anche il rivestimento marmoreo della facciata di origine romanica del Duomo di Grosseto venne interamente rinnovato, per motivi di staticità, a più riprese, tra il 1816 e il 1855, inglobando frammenti autentici come i simboli degli Evangelisti, mentre la maggioranza degli ornati e il rosone furono completamente rifatti. Il campanile assumeva invece l'attuale aspetto nel 1911. Tra il 1859 e il 1865 un altro radicale restauro conferiva all'interno della chiesa quel volto goticheggiante mai esistito prima di allora, a causa della secolare e discontinua edificazione protrattasi fino al Seicento.
Soltanto il fianco gotico su Piazza Dante è originale. Ma non del tutto. Nel 1897 al portale trecentesco, rimasto incompiuto, venivano aggiunti la lunetta coronata dal timpano e il gruppo scultoreo della Madonna col Bambino fra due angeli, opera di Leopoldo Maccari, autore inoltre delle due statue di santi sistemate nelle nicchie sui due pilastri laterali.

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