Guida alla spesa / La cioccolata
Voglia di cioccolata
Musicisti, scrittori, filosofi, imperatori, principesse, re, papi: tutti pazzi per la cioccolata. La passione per questa nera bevanda ha accomunato Montezuma, che la fece conoscere agli spagnoli, Voltaire, che ne beveva fino a 12 tazze al giorno, Goethe che regalava cioccolatini per conquistare le sue amate, Mozart che in "Così fan tutte" ne ha messo in musica le virtù, Anna D'Austria che ne era una consumatrice entusiasta e tanti altri personaggi illustri.
La storia del cacao è molto antica, i primi a coltivare questa pianta furono i Maya e quindi gli Aztechi. Dai semi preparavano una bevanda fredda e amara, dal forte potere energetico, chiamata 'xocotlatl'. In Europa giunse nel 16° secolo e fino al 1700 fu conosciuta come bevanda liquida esclusiva e alla moda per pochi (veniva bevuta a corte dall'aristocrazia), e solo più tardi anche in forma solida. Apprezzata tanto da essere definita il cibo degli dei, la cioccolata oggi si può gustare in infinite forme e varietà. La si può spalmare, bere, cuocere o mangiare, a seconda del proprio gusto. Da statistiche di Unicoop Firenze sulle vendite di prodotti in cioccolata risulta che in Toscana i più venduti sono i cioccolatini da regalo (34%), seguiti da tavolette (30%), snack (29%) e cioccolatini per uso proprio (7%). Nel nuovo millennio c'è sicuramente voglia di cioccolata, la si regala, se ne parla, ci sono fan club, siti web.
Demonizzata dalle diete salutistiche, c'è chi la considera una sorta di panacea per i mali dell'anima. I pareri sono contrastanti: fa male o fa bene? A fronte dei suoi detrattori c'è chi asserisce (provare per credere!) che il cioccolato è un ottimo antidepressivo, in quanto aumenta l'allegria e favorisce il benessere, cancellando la fatica. Senza parlare delle sue presunte proprietà afrodisiache, che gli venivano riconosciute già dagli Aztechi, che erano usi a berne prima degli incontri amorosi. Grazie infatti ad una sostanza euforizzante (feniletilamina) la cioccolata favorirebbe l'eros ed un'intensa attività amatoria.
Occhio all'etichetta
Per tutti i prodotti al cioccolato il criterio di riferimento è la percentuale di cacao che non deve essere inferiore al 35% e di burro di cacao (almeno 18%). Un paio di anni fa però il Parlamento europeo ha approvato una direttiva che prevede la possibilità di sostituire il burro di cacao, tradizionalmente impiegato per la fabbricazione del cioccolato, con altri grassi vegetali di varia natura. Questo ha comportato l'ingresso di prodotti 'tagliati', (il burro di cacao costa infatti 10 volte tanto le materie grasse di sostituzione inserite nella direttiva), con un notevole risparmio per i produttori a discapito della qualità del cioccolato e del consumatore. L'indicazione della presenza di altri grassi vegetali è presente solo sul retro della confezione in piccolo, quindi è bene controllare molto attentamente l'etichetta prima dell'acquisto.
Attenti al cane
Forse non tutti lo sanno ma il cioccolato contiene una sostanza, la teobromide, che per i cani è tossica. Ingerita in quantità consistenti - e i cani sono molto golosi di cioccolato - può essere addirittura letale. E' bene perciò fare molta attenzione.
La taglia del cane ed il tipo di cioccolata (quello amaro è il più nocivo) sono i parametri da tenere sotto controllo. Generalmente i sintomi di avvelenamento si manifestano quando vengono ingeriti 100 mg di teobromide per ogni chilo di peso del cane.
Cento grammi di cioccolato forniscono 542 calorie, 565 quella al latte, circa 30 calorie un cioccolatino, 190 una tazza di cioccolato.
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| Voglia di cioccolata |
Demonizzata dalle diete salutistiche, c'è chi la considera una sorta di panacea per i mali dell'anima. I pareri sono contrastanti: fa male o fa bene? A fronte dei suoi detrattori c'è chi asserisce (provare per credere!) che il cioccolato è un ottimo antidepressivo, in quanto aumenta l'allegria e favorisce il benessere, cancellando la fatica. Senza parlare delle sue presunte proprietà afrodisiache, che gli venivano riconosciute già dagli Aztechi, che erano usi a berne prima degli incontri amorosi. Grazie infatti ad una sostanza euforizzante (feniletilamina) la cioccolata favorirebbe l'eros ed un'intensa attività amatoria.
Occhio all'etichetta
Per tutti i prodotti al cioccolato il criterio di riferimento è la percentuale di cacao che non deve essere inferiore al 35% e di burro di cacao (almeno 18%). Un paio di anni fa però il Parlamento europeo ha approvato una direttiva che prevede la possibilità di sostituire il burro di cacao, tradizionalmente impiegato per la fabbricazione del cioccolato, con altri grassi vegetali di varia natura. Questo ha comportato l'ingresso di prodotti 'tagliati', (il burro di cacao costa infatti 10 volte tanto le materie grasse di sostituzione inserite nella direttiva), con un notevole risparmio per i produttori a discapito della qualità del cioccolato e del consumatore. L'indicazione della presenza di altri grassi vegetali è presente solo sul retro della confezione in piccolo, quindi è bene controllare molto attentamente l'etichetta prima dell'acquisto.
Attenti al cane
Forse non tutti lo sanno ma il cioccolato contiene una sostanza, la teobromide, che per i cani è tossica. Ingerita in quantità consistenti - e i cani sono molto golosi di cioccolato - può essere addirittura letale. E' bene perciò fare molta attenzione.
La taglia del cane ed il tipo di cioccolata (quello amaro è il più nocivo) sono i parametri da tenere sotto controllo. Generalmente i sintomi di avvelenamento si manifestano quando vengono ingeriti 100 mg di teobromide per ogni chilo di peso del cane.
Cento grammi di cioccolato forniscono 542 calorie, 565 quella al latte, circa 30 calorie un cioccolatino, 190 una tazza di cioccolato.
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