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Troppo consumo stroppia

Le favole sul decalogo dei consumi sostenibili

Scritto da Giorgio Celli il 1 settembre 1999

00000076-00000001 Entomologo e saggista
Troppo consumo stroppia
Il consumismo ha origine da una strategia intenzionale che potremmo definire la mobilitazione dello specchietto per le allodole, che funziona, ancor più che per le allodole, per le gazze e per molti altri uccelli. Perché dovete sapere che esistono dei volatili che sembrano amare perdutamente gli oggetti che luccicano. Ragion per cui il loro vizietto, o se si preferisce la loro propensione istintiva, pongono le premesse per una gran brutta conclusione della loro vita. Plagiati dai luccichii, questi poveri uccelli si avvicinano imprudentemente alla sorgente di emissione, quanto basta per cadere in trappola o per essere stesi al suolo da un perentorio colpo di doppietta. Le pubblicità televisive, come gli specchietti suddetti, esercitano su chi guarda una sorta di attrazione e di persuasione ipnotica, tanto che gli utenti, condizionati, finiranno per acquistare in gran numero delle cose che a loro non servono proprio a nulla. Una mia cara amica può resistere a tutto, come scriveva Oscar Wilde, ma non alle tentazioni, e il suo carrello si riempie progressivamente di una moltitudine di merci non previste al principio della visita. Questi suoi carrelli, lo dico tra il serio e il faceto, si mutano in carichi speciali, e come tali dovrebbero richiedere l'accompagnamento della polizia stradale. Ma la strategia del consumismo non punta solo a creare un consumatore drogato dalle merci in perpetua crisi di astinenza, ma si preoccupa altresì che gli oggetti acquistati non durino nel tempo e si deteriorino ben presto per farli rimpiazzare con sollecitudine da altri, anche loro dall'esistenza breve. L'amica che poco fa ho chiamato in causa, non solo trasforma lo shopping in una vera e propria orgia di acquisti, ma sembra preferire, non saprei dire quanto inconsciamente, delle cose fragili, congegnate proprio per durare poco. Le scarpe che si sfondano e si slabbrano ben presto, le magliette che si scoloriscono e che sono tutte buchi dopo uno o due passaggi in lavatrice, gli aspirapolvere che dopo qualche settimana cominciano a fumare come colpiti da un fulmine e che, fra l'altro, risultano difficilmente riparabili, eccitano le sue scelte e il suo consenso. In fondo la mia amica costituisce l'esempio più perfetto di quanto hanno progettato di ottenere i grandi maestri occulti del gioco del consumismo: una signora che compra senza tregua e che non mette alcuna attenzione a quello che compra. Se lo facesse, risparmierebbe un bel po' di denaro e non contribuirebbe a fare crescere imponentemente, quanto rapidamente, le montagne di rifiuti che oscurano le colline ai confini estremi delle nostre città. Una sola domanda: siete anche voi grulli come lei?

Dal decalogo sul "Consumo sostenibile"
8 Evitare prodotti "usa e getta" e preferire prodotti durevoli

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