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Senza pace

Il poeta Dino Campana a Badia a Settimo

Scritto da Carmelina Rotundo il 1 maggio 1999

Su una lapide in pietra serena è stato inciso: Dino Campana, poeta, 1885-1932. La lapide è collocata all'interno della Badia di San Salvatore a Settimo (Scandicci), e ha una storia singolare. Ripercorrere nel tempo e nello spazio il perché, il dove e il come di questa testimonianza significa ritrovare un filo avventuroso, un frammento di storia del nostro Novecento.
Dino Campana è morto il 1° marzo del 1932 a Castel Pulci, in una struttura allora destinata a manicomio, oggi ridotta a rudere. Viene sepolto nel cimitero di San Colombano, in un quadratino di terra all'epoca riservato ai pazzi defunti. Allo scoccare del decimo anno dalla morte il corpo del poeta doveva essere disseppellito per andare a finire nell'ossario comune. Piero Bargellini (fondatore nel 1929 della rivista letteraria "Il Frontespizio"), venuto a San Colombano a visitare la tomba del poeta, vide svettare la Badia col suo superbo campanile e volle cercare proprio lì, in quel luogo di antiche memorie, degna collocazione ai resti di Campana. Grazie al contributo delle Belle Arti la cappella del '300 - dedicata a San Bernardo - venne adeguatamente ristrutturata e alla presenza delle massime autorità cittadine e dell'allora ministro della cultura, Bottai, la tomba del poeta poteva essere inaugurata il 3 marzo 1942, proprio all'interno della trecentesca cappella a nuova vita restituita. Poco dopo, però, i tedeschi in ritirata minavano il campanile di Badia, che nella caduta travolse anche la cappella. Questa non fu mai più ricostruita mentre il campanile è stato rifatto come e dov'era.
Nel '46, recuperata la cassetta con i resti del poeta, Campana trovò finalmente pace, vicino alla cappella di San Quintino affrescata da Giovanni di San Giovanni.

Dino Campana: una esistenza da giramondo
Da Marradi, suo luogo natio, viaggiò in lungo e in largo per il mondo: in Italia, in Europa, in America. Poeta definito maledetto, genio e sregolatezza, ebbe una vita molto travagliata, segnata dall'amore travolgente con Sibilla Aleramo, genio fuori legge.
Oggi, comunque, Dino Campana è considerato un classico, oltre che il padre dell'ermetismo e uno dei più grandi poeti del Novecento: una realtà che quasi contrasta con il destino avverso che segnò persino il suo capolavoro "Canti Orfici". Il manoscritto originale, affidato da Campana a Giovanni Papini, fu da questi dato ad Ardengo Soffici, il quale durante un trasloco lo perse. Campana, già scosso di nervi, interpretò l'accaduto come una voluta ostinazione nei propri confronti da parte dei letterati del tempo. Fu un durissimo colpo per il poeta, che arrivò perfino a minacciare di uccidere Papini a coltellate (cosa in realtà nemmeno mai tentata).
Campana, disperato, tentò di ricostruire la sua opera, originariamente intitolata "Il più lungo giorno". Il nuovo scritto però non trovò editori e lui decise di farlo stampare a proprie spese e con l'aiuto economico di amici. Improvvisatosi venditore del suo stesso lavoro, con la bisaccia piena di libri s'avventurava da Marradi a Firenze a piedi. A dire il vero si dimostrò insolito mercante, perché prese l'abitudine di strappare alcune pagine del suo libro a compratori che riteneva "indegni" di leggerle. "Vendevo i Canti da Pazskowski e alle Giubbe Rosse in Firenze, al Caffè di San Pietro a Bologna: se lo vendevo quel libro era perché ero povero".
Nel 1971, 39 anni dopo la morte di Campana, il manoscritto è stato ritrovato nella casa di Soffici a Poggio a Caiano e ora è esposto nella sala del consiglio comunale di Marradi.

Badia per Campana
Nel 1998 si è costituita l'Associazione città campaniane, allo scopo di assegnare l'annuale premio nazionale di poesia Dino Campana nei luoghi che il poeta aveva più frequentato. Il primo anno è toccato a Marradi, mentre il 22 maggio 1999 la giuria, presieduta da Sergio Zavoli, assegnerà il premio a Badia a Settimo.
Per coinvolgere la popolazione della piana di Scandicci sono in programma varie iniziative. Si comincerà con un ciclo di lezioni agli studenti delle scuole medie e superiori e con il coinvolgimento delle scuole elementari. Quindi, nella settimana dal 17 al 22 maggio, presso la Badia di Settimo, si terrà la mostra fotografica del naturalista Alfonso Bietolini. Verrà pubblicato, inoltre, un volume di poeti contemporanei ispirato ai versi di Dino Campana. Quindi una mostra di pittura legata a ricerche letterarie biografiche su Dino Campana.

Per saperne di più
Associazione culturale "L'Invetriata", tel. 055790013; Consiglio di quartiere, tel. 055790987

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