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Da turista a viaggiatore

L'evoluzione della vacanza dal dopoguerra ad oggi

Scritto il 1 marzo 1999

Da turista a viaggiatore
Ama l'idea di andarsene altrove ma difficilmente sa con esattezza dove. Il suo punto di riferimento sono le agenzie di viaggio, dalle quali esce sempre con almeno una decina di cataloghi sotto braccio. Tutte le mete lontane ed esotiche lo attraggono, purché nulla sia lasciato al caso. Perché l'italiano è un perfetto turista ma non è certo un grande viaggiatore. La differenza c'è, e si vede.
"Il turista è colui che ama muoversi ma senza rinunciare alle proprie abitudini - spiega Massimo Fabbri, responsabile per l'immagine e la comunicazione dell'agenzia Argonauta Viaggi e di Toscana Turismo -. Quando va all'estero cerca alberghi italiani, animatori italiani e, soprattutto, cuochi italiani. Non a caso il 90 per cento delle lamentele che riceviamo riguarda la cucina: perché l'italiano non riesce a rinunciare a un piatto di spaghetti nemmeno alle Maldive, salvo poi lamentarsi che la pasta è scotta!".
Insomma, viaggiare non significa macinare chilometri, ma avere il coraggio di uscire dal proprio mondo, anche da soli. Gli italiani invece viaggiano sempre per grandi numeri e verso destinazioni che vanno di moda. Il tour all'insegna del tutto organizzato, magari abbinato a una settimana di soggiorno in un villaggio vacanze, è ancora il più richiesto. Seguono i viaggi semi-organizzati - quelli, per intenderci, con il volo e l'albergo prenotati prima di partire - e, distanziatissima, quella piccola percentuale di persone che osa di più.
"Il viaggiatore, invece, sa esattamente dove vuole andare - continua Fabbri -. Si muove da solo o con un piccolo gruppo di amici. Non ama i luoghi turisticamente troppo sfruttati e nemmeno i viaggi organizzati. Eppure non va certo allo sbaraglio". Niente a che vedere, insomma, con i viaggiatori "on the road" degli anni '70, sacco a pelo e gambe in spalla. Oggi il massimo dell'indipendenza consiste nel prenotarsi il ristorante da soli. Qualcosa comunque sta cambiando, soprattutto nelle giovani generazioni.
Certo è che dal dopoguerra ad oggi il concetto di vacanza è profondamente mutato. Tra gli anni '60 e '80 i quindici giorni di ferie ad agosto erano sacri. L'obiettivo non era viaggiare, ma riposarsi, interrompere la routine familiare e lavorativa. Negli anni '80 invece il viaggiare diventa un vero e proprio status symbol, un preciso messaggio da lanciare al proprio gruppo di appartenenza. Cambia la destinazione e il tipo di vacanza. Si sceglie la meta per stupire gli amici, perché andare in quel posto significa essere qualcuno. Negli anni '90 la moda è sentirsi cittadini del mondo: viaggiare diventa quindi una necessità, ma di tipo culturale. Le idee si fanno più confuse e così il ruolo dell'agenzia diventa fondamentale. L'obiettivo comunque è fare del buon turismo senza spendere troppo. "La domanda di chi entra in agenzia solitamente è: ho questi soldi, dove potrei andare? La destinazione è un elemento secondario - continua Fabbri - tanto più che adesso ci sono posti esotici che costano meno, che ne so, di Venezia o della Costa Amalfitana".
Viaggiano tutti, senza distinzione di età o di ceto sociale, ma sempre con una certa diffidenza, dovuta anche al fatto, forse, che l'84 per cento degli italiani non conosce nemmeno una lingua straniera (dati Istat '96).
Anche le agenzie di viaggio hanno dovuto cambiare veste, per adeguarsi alle nuove esigenze dei turisti italiani. "Puntiamo sempre di più ad offrire proposte su misura - spiega Fabbri - facendo attenzione a costruire un prodotto flessibile e adattabile a qualsiasi tipo di richiesta. Come Argonauta Viaggi e Toscana Turismo (la cooperativa che raccoglie 15 agenzie toscane, tra cui anche l'Argonauta, ndr) puntiamo molto sui servizi aggiuntivi, che garantiscono il cliente nei confronti dei prodotti che acquista". Ad esempio informazioni dettagliate sulle escursioni facoltative e su tutte le iniziative collaterali legate a un determinato pacchetto, oppure - un problema sentito particolarmente dalle persone più anziane - delle coperture sanitarie ad hoc. Così è possibile rinunciare a un viaggio, se ci si ammala, anche il giorno prima della partenza, ed essere rimborsati; inoltre viene garantita un'adeguata assistenza sanitaria sul posto in qualsiasi parte del mondo.
Non solo. Argonauta Viaggi e le altre agenzie aderenti a Toscana Turismo propongono una simpatica e rivoluzionaria lista di nozze, dove l'oggetto da regalare è proprio una bella luna di miele. Anche quest'idea è figlia dei giorni nostri. Sono sempre meno infatti le coppie che, sposandosi, devono mettere su casa: molti convivono già o comunque vivono da tempo per conto loro, o ancora provengono da precedenti esperienze matrimoniali, dove l'unione è naufragata ma il "nido" è rimasto. Così chi non ha bisogno di piatti e bicchieri mette la lista in agenzia. Si può scegliere tra la lista a quota fissa oppure quella a contributo libero. In ogni caso il successo è assicurato: gli sposi scelgono, gli amici pagano. Cosa chiedere di più?

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