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FEBBRAIO 1999
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LA LEGGENDA DEL SOLDATO SEPOLTO
LA LEGGENDA DEL SOLDATO SEPOLTO
Di Giorgio Celli-
Entomologo e saggista
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| La leggenda del soldato sepolto |
I cibi sempre uguali, senza alcuna stagionalità, l'assenza del sole, che scandisce con il suo corso nel cielo il succedersi del giorno e della notte, fecero sì che la memoria del soldato si smarrisse, e che lui si sperdesse in un universo uniforme, senza scansioni cronologiche.
Dopo molti anni, un bel giorno, un rumore di martelli pneumatici ruppe il silenzio di quella catacomba, e un raggio di sole, che colpì gli occhi del prigioniero come una meteora di fuoco, lo fece certo che il suo ergastolo era finito e che era in procinto di ritornare tra gli uomini. Fu ricoverato in un grande ospedale per procedere alla sua riabilitazione, che si prevedeva lenta. E sapete che cosa accadde? Furono le verdure, e soprattutto la frutta di stagione, a rimetterlo in sintonia con il tempo, e ovviamente con il mondo. Le ciliegie, con il loro rosso splendore, lo resero cosciente che era primavera. I cocomeri e i meloni, con i loro arcobaleni purpurei e gialli, gli fecero battere il cuore in sintonia con il cuore dell'estate, l'uva gli parlò delle prime nebbie sulle colline e d'inverno le castagne bollite, o cotte sul fuoco nella padella tutta-buchi, gli scaldarono il cuore e gli fecero desiderare la caduta soffice della neve.
Impariamo da quel soldato: la frutta e le verdure di stagione, al contrario delle altre, hanno il potere di rimetterci in un contatto più naturale con il mondo e le sue vicende. E se si tratta di ortofrutticoli ottenuti con i metodi della produzione integrata o biologica, tanto meglio. Se noi siamo quello che mangiamo, mangiare in maniera più naturale migliora noi stessi, e la qualità della nostra vita.
Dal decalogo del "Consumo sostenibile"
2. Preferire alimenti freschi di stagione, di origine locale e, quando disponibili, di produzione biologica.
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