Contro fame e grassi
Obesità e farmaci: certezze ed illusioni
Una pillola contro l'obesità. E' questo il sogno di chi, in eccesso di peso, vorrebbe vedere risolti i propri problemi rapidamente e, soprattutto, senza grandi sacrifici.
Prima di tutto è bene ricordare che il problema peso dipende sempre e comunque dal rapporto fra entrate ed uscite, ossia fra calorie introdotte e calorie consumate. Non solo: il trattamento farmacologico, almeno finora, è stato sempre indirizzato verso l'uso di sostanze che riducono la fame o aumentano il
senso di sazietà, senza riuscire a spiegare perché ci sono tanti obesi che, pur mangiando poco e prendendo farmaci, non riescono a dimagrire più di tanto.
Non c'è da stupirsi quindi se la ricerca è sempre più orientata a sperimentare nuovi farmaci che invece di agire a monte, ossia riducendo l'apporto calorico, possano agire anche sul consumo calorico e sull'assorbimento dei nutrienti. I primi risultati sono già arrivati sotto forma di due nuovi farmaci: l'Orlistat e la Sibutramina. Presentati in anteprima all'ottavo congresso sull'obesità a Parigi, questi farmaci hanno sicuramente qualcosa di nuovo. La Sibutramina, almeno dagli studi su animali, ha dimostrato di riuscire a potenziare il naturale processo di sazietà - riducendo così l'apporto alimentare - e contemporaneamente di aumentare il consumo energetico.
L'Orlistat è invece una sostanza "non sistemica" (ossia, per funzionare, non ha bisogno di passare nel nostro sangue), che bloccando selettivamente un enzima del nostro organismo (la lipasi gastrointestinale) riduce l'assorbimento dei grassi della dieta di circa il 20-30 per cento.
I meccanismi di azione di questi farmaci, come si può ben intuire, sono sicuramente nuovi e stimolanti per i tanti pazienti obesi in attesa della cosiddetta pasticca mangia grassi o brucia grassi. Tuttavia, anche per non creare false illusioni, occorre subito dire che non ci troviamo di fronte, purtroppo, alla cosiddetta panacea farmacologica del trattamento dell'obesità.
Nel caso della Sibutramina i risultati sono ancora da valutare e da verificare. Per quanto riguarda l'Orlistat, già in commercio all'estero, i risultati (in termini di perdita di peso) sono già stati calcolati: soltanto 500-600 grammi al mese, e sempre che alla somministrazione del farmaco venga abbinata una dieta dimagrante.
Di conseguenza, se il paziente pensasse di risolvere il suo problema con l'Orlistat, mangiando a volontà e non seguendo nessuna restrizione calorica, dovrebbe sicuramente rivedere un po' tutte le sue strategie, magari integrando questo farmaco alla sua dieta dimagrante: del resto 6-7 chili in un anno non sono poi disprezzabili.
Quello che è certo è che il farmaco ideale - che dovrebbe ridurre la fame e l'assorbimento dei grassi, aumentare la sazietà e il consumo energetico ed essere privo di effetti collaterali - ancora non c'è. Di conseguenza questi nuovi farmaci, seppur interessanti, non possono essere altro che il corollario di un serio programma dietetico e di attività fisica.
![]() |
| Contro fame e grassi |
Non c'è da stupirsi quindi se la ricerca è sempre più orientata a sperimentare nuovi farmaci che invece di agire a monte, ossia riducendo l'apporto calorico, possano agire anche sul consumo calorico e sull'assorbimento dei nutrienti. I primi risultati sono già arrivati sotto forma di due nuovi farmaci: l'Orlistat e la Sibutramina. Presentati in anteprima all'ottavo congresso sull'obesità a Parigi, questi farmaci hanno sicuramente qualcosa di nuovo. La Sibutramina, almeno dagli studi su animali, ha dimostrato di riuscire a potenziare il naturale processo di sazietà - riducendo così l'apporto alimentare - e contemporaneamente di aumentare il consumo energetico.
L'Orlistat è invece una sostanza "non sistemica" (ossia, per funzionare, non ha bisogno di passare nel nostro sangue), che bloccando selettivamente un enzima del nostro organismo (la lipasi gastrointestinale) riduce l'assorbimento dei grassi della dieta di circa il 20-30 per cento.
I meccanismi di azione di questi farmaci, come si può ben intuire, sono sicuramente nuovi e stimolanti per i tanti pazienti obesi in attesa della cosiddetta pasticca mangia grassi o brucia grassi. Tuttavia, anche per non creare false illusioni, occorre subito dire che non ci troviamo di fronte, purtroppo, alla cosiddetta panacea farmacologica del trattamento dell'obesità.
Nel caso della Sibutramina i risultati sono ancora da valutare e da verificare. Per quanto riguarda l'Orlistat, già in commercio all'estero, i risultati (in termini di perdita di peso) sono già stati calcolati: soltanto 500-600 grammi al mese, e sempre che alla somministrazione del farmaco venga abbinata una dieta dimagrante.
Di conseguenza, se il paziente pensasse di risolvere il suo problema con l'Orlistat, mangiando a volontà e non seguendo nessuna restrizione calorica, dovrebbe sicuramente rivedere un po' tutte le sue strategie, magari integrando questo farmaco alla sua dieta dimagrante: del resto 6-7 chili in un anno non sono poi disprezzabili.
Quello che è certo è che il farmaco ideale - che dovrebbe ridurre la fame e l'assorbimento dei grassi, aumentare la sazietà e il consumo energetico ed essere privo di effetti collaterali - ancora non c'è. Di conseguenza questi nuovi farmaci, seppur interessanti, non possono essere altro che il corollario di un serio programma dietetico e di attività fisica.
Dello stesso Autore
-
Mal di gotta
Novembre-Dicembre 2003 -
Pasticche mangiagrassi
Luglio-Agosto 2003 -
Dieta col trucco
Marzo 2003 -
Tutta colpa del "set point"
Febbraio 2003 -
La tiroide non c'entra
Ottobre 2002 -
L'obeso russa
Gennaio 2002 -
Bilancia bugiarda
Luglio-Agosto 2001 -
Minerale o di rubinetto?
Giugno 2001 -
Il giusto peso
Maggio 2001 -
Pasticche mangiagrassi
Aprile 2001
Argomenti
-
Salute (15)
  · alimentazione (15)
    · obesità (6)

