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I campioni di tiro alla forma

In Garfagnana una delle contese popolari più antiche del mondo

Scritto il 1 settembre 1998

I campioni di tiro alla forma
Chi ritiene che il formaggio sia solo un prodotto alimentare non è certamente un garfagnino. Nell'alta valle del Serchio infatti c'è un altro modo, tutto speciale, e per loro anche molto più importante, di gustare questo prodotto prima che finisca sulla tavola: lo si tira sopra una pista battuta, lunga due o trecento metri, facendolo ruzzolare il più possibile e vince chi riesce a mandarlo più lontano.
Sembra facile a dirsi, ma basta provare per capire che non è così. Occorrono tecnica e forza per evitare che la forma esca dalla pista o si rompa e allo stesso tempo spedirla più lontano dell'avversario; e poi ci vuole esperienza per poter scegliere la forma migliore per le proprie caratteristiche. Qui ci sono dei veri campioni, degli esperti in tutti i sensi, perché ormai la gente ce l'ha nel sangue. D'altra parte, se questa contesa, tra folklore e sport popolare, è meno conosciuta del Palio di Siena o del Saracino di Arezzo, è altrettanto sentita e molto più antica. Secondo lo storico Alcide Rossi «ebbe inizio in tempi antichissimi, certamente molto prima dell'era volgare», come sport dei numerosissimi pastori che da secoli popolano questa zona e ne caratterizzano l'economia.
E come tutte le contese popolari ha le sue regole, i suoi attrezzi e la sua terminologia. Lo strumento principale si chiama 'Tricciòlo' ed è in pratica una cinghia che si avvolge intorno alla forma per imprimerle il moto rotatorio e termina con una specie di laccio che si infila al polso. Occorre però anche il 'Brigliòlo', un pezzetto di legno fissato alla cinghia per tenere con quattro dita la forma già avvolta. Poi naturalmente ci vuole una pista ben levigata, che oggi si trova prevalentemente lungo i fiumi o, comunque, fuori dai centri abitati.
Una volta, invece, veniva praticato nelle strade, nei paesi, e spesso per allenarsi si usavano ruzzole di legno al posto del formaggio che finivano per fare danni, talvolta seri, a cose e persone. Per questo motivo la storia di questa vallata è stata permeata fin dal 1400 da editti, 'grida', leggi e normative che proibivano il tiro della forma. Quella più drastica fu emanata nel 1764 a Vergemoli che recitava testualmente: «Il giuoco della trottola, forma o ruzzolone è perpetuamente bandito e proibito da S.A. Serenissima entro l'abitato di Vergemoli» e prescriveva una serie di indennizzi e pene severissime per chi avesse trasgredito. Ma il tiro della forma era già allora talmente radicato tra la gente di questa zona che nonostante le proibizioni è arrivato fino a noi e continua imperterrito a galvanizzare i garfagnini.
Questo gioco non è comunque solo un passatempo, ma uno sport vero e proprio tanto che, recentemente, le regole sono state codificate anche dal Coni. E' un misto di forza e di abilità che ha i suoi campioni a tutti i livelli. Ogni giocatore ha il suo stile, il suo modo di impugnare la forma o di fare il salto, importantissimo anche quello nella tecnica del gioco, prima della 'sfunata'. E come tutti i giochi popolari lo si pratica tutto l'anno, per allenamento o per gara, anche se le disfide maggiori, quelle 'storiche', hanno luogo prevalentemente nei tiepidi pomeriggi d'autunno. E quando scendono in campo i pezzi forti richiamano spettatori da tutta la zona, con tanto di scommesse e di dispute tra i contendenti per la forma da scegliere per la gara: già, perché ogni giocatore cerca di far cadere la scelta sulla forma che più si adatta alle sue caratteristiche. Per questo può capitare che un giovane prestante e abile, talvolta possa perdere da un vecchietto forse meno forte ma sicuramente più astuto ed esperto.
Per quanto riguarda i tipi di formaggi, i più gettonati sono comunque quelli a lunga stagionatura. Il gestore della pista di Gallicano tiene a disposizione degli sfidanti numerose forme di "formaggi da tiro", diverse nel tipo e nel peso: c'è il parmigiano, il pecorino sardo, il pecorino nostrale, il pecorino passo, il misto, il vacchino, il vacchino passo, e le forme possono arrivare anche a 5 o 10 chili (qualche vecchietto dice di aver visto lanciare anche forme di 15 e addirittura 30 chili).
(Roberto Marconi)

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