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Guerra al diabete

Una dieta equilibrata e tanto moto

Scritto da Beatrice Bardelli il 1 giugno 1998

Il diabete è una malattia molto diffusa in Italia, tant'è che quasi il 5 per cento della popolazione ne è affetto. Ma è possibile imparare a conviverci, e bene?
'Fino a pochi anni fa il diabetico era considerato un individuo fragile, sia da un punto di vista fisico che psichico - risponde il dottor Piero Marchetti, del Centro regionale di riferimento per il diabete in età adulta dell'ospedale Cisanello di Pisa e presidente della sezione toscana della Società italiana di diabetologia -. Oggi sappiamo che una buona dieta, unita all'attività fisica e a una corretta cura farmacologica, assicura al diabetico una qualità di vita molto simile a quella dei soggetti non diabetici'.

La dieta
Deve essere equilibrata. Se il paziente è obeso o in sovrappeso va ridotto il quantitativo calorico degli alimenti introdotti nell'organismo. Basta seguire queste proporzioni: 55 per cento di carboidrati, 15-18 per cento di proteine e 25-30 per cento di grassi. Da evitare assolutamente gli zuccheri a rapido assorbimento (saccarosio, glucosio, dolci in genere), anche se una piccola eccezione alla fine di un pasto equilibrato non crea problemi. L'uso del sale va ridotto, mentre è consigliabile consumare frutta e verdura che contengono fibre, evitando naturalmente uva, fichi, cachi, ananas e tutta la frutta secca. Sì alle carni, anche a quella di maiale, purché magre. Il pesce va bene tutto: di fiume, eccetto l'anguilla, e di mare. Da evitare le frattaglie, il fegato e i crostacei ricchi di colesterolo. Attenzione alla patata, che è l'equivalente di pane e pasta, e alle barbabietole per l'alto contenuto di zucchero. Bene anche i legumi, che hanno sali minerali e proteine e sono ricchi di fibre, ma dal momento che contengono carboidrati va ridotto il consumo di pane e pasta. ´Ognuno ha un diverso bisogno di calorie, a seconda della costituzione fisica e delle attività svolteª, spiega il dottor Marchetti, che spiega quali sono le principali regole da seguire per una dieta sana.

Questo sì, questo no
I salumi in genere sono tabù: uno strappo alla regola però si può fare con qualche fetta di prosciutto crudo o cotto, purché magro. Da evitare i cibi in scatola (l'olio li rende calorici) e se proprio non si può fare a meno del tonno meglio quello naturale.
E' sempre meglio condire con olio a crudo gli alimenti freschi, evitando burro e margarina. Sfatiamo una volta per tutte il concetto che panee pasta facciano male. I pani eccessivamente lavorati, quelli all'olio, vanno evitati ma il pane salato è concesso, a meno che non si soffra di ipertensione. E anche se i dolci sono proibiti, piuttosto che cucinarli con saccarina o saccarosio meglio godersi, qualche volta, una piccola fetta di dolce al naturale. Per il vino, infine, uno o due bicchieri sono consentiti. Come si vede, si tratta di una dieta equilibrata che va bene per tutti.
Da evitare, infine, i digiuni, che da qualche tempo sembrano essere tornati di moda. 'Proibitissimi per chi fa insulina, perché il soggetto può andare in ipoglicemia', ammonisce il dottor Marchetti, che conclude ricordando come queste indicazioni debbano essere un po' meno rigide quando si tratta di bambini e ragazzi diabetici.

Gli sport
Fino a non molti anni fa i medici proibivano ai bambini e ai ragazzi affetti da diabete qualsiasi tipo di attività muscolare, sport e gioco compresi. Con conseguenti gravi ripercussioni di tipo psicologico. Recenti studi hanno invece accertato che lo sport fa bene. Anzi, se il soggetto diabetico riesce a mantenere un buono stato di compenso glicemico durante la giornata, e in particolare durante e dopo l'esercizio fisico, è capace di prestazioni fisiche identiche se non superiori a quelle dei suoi coetanei. L'esercizio fisico determina nel diabetico addirittura una migliore utilizzazione del glucosio, con possibilità di ridurre la dose giornaliera di insulina o di antidiabetici orali, e un abbassamento dei grassi nel sangue. Ma sono necessarie alcune precauzioni. Basta infatti variare la quantità di cibo introdotto durante la giornata, oppure aumentare o ridurre il consumo di glucosio da parte dei muscoli durante l'attività fisica perché l'equilibrio venga rotto e si abbia una ipo o una iperglicemia. E' necessario quindi che il soggetto diabetico conosca bene la sua malattia; che impari, con l'aiuto del medico diabetologo, ad autocontrollarsi la glicemia; che non inizi mai l'attività sportiva se la glicemia è superiore a 300 mg% o se c'è acetone nelle urine e programmi bene l'attività sportiva. In conclusione è utile far praticare uno sport al soggetto diabetico sia Id (insulinodipendente) che Nid (non insulinodipendente) perché è un ottimo mezzo per fargli raggiungere un migliore controllo della glicemia e realizzare una vita più piena e più serena.

Quelli consigliati...
Camminare è lo sport per eccellenza per tutti i soggetti diabetici perché migliora l'utilizzazione muscolare del glucosio e consente di ottenere un miglior compenso metabolico.
Altri sport raccomandati sono la marcia veloce, la corsa leggera, il nuoto, lo sci, il pattinaggio, il tennis amatoriale, l'equitazione e il golf.
Ci sono poi gli sport autorizzati, cioè praticabili solo sotto accurato controllo medico, come calcio, tennis agonistico, baseball, pallacanestro, pallavolo, pallanuoto, pallamano, ciclismo agonistico, canoa, wind-surf, judo, atletica leggera, ping-pong, vela, motonautica, salto, giavellotto, lancio del disco, lancio del peso, ginnastica artistica, aerobica, presciistica, danza classica o moderna, canottaggio, sci agonistico.

...e quelli proibiti
Assolutamente da evitare pugilato, lotta libera, alpinismo d'alta quota, paracadutismo, immersioni subacquee con autorespiratore, corse automobilistiche e motociclistiche.
Gli sport agonistici sono consentiti dalla legge n. 115 del 16 marzo '87, purché la malattia diabetica sia priva di complicanze invalidanti e venga rilasciato il certificato di idoneità fisica. Ma per svolgere senza pericoli l'attività sportiva agonistica, il soggetto insulinodipendente deve essere preparato adeguatamente, attraverso un lavoro di équipe, da diabetologo, medico sportivo e allenatore. La regola principale è educare il diabetico - attraverso lezioni, esercitazioni pratiche, colloqui diretti con il medico - a mantenere un buono stato di compenso glicemico.
In Italia opera dal '91 l'Aniad, Associazione nazionale italiana atleti diabetici, che ha sede a Napoli (tel. e fax 081/413201) con sezioni in quasi tutte le regioni d'Italia. In Toscana l'Aniad ha sede presso l'ospedale di Prato, servizio di diabetologia. L'Aniad organizza veri e propri corsi estivi di sport per diabetici, oltre a gite ed escursioni, maratone e anche corsi di formazione per diabetologi sul tema diabete e sport. L'Aniad, inoltre, ha un suo bollettino quadrimestrale, 'Sport e diabete', la cui direzione e redazione si trova a Napoli, via del Parco Margherita 23, tel. e fax 081/413201.

Per saperne di più
Aniad Toscana, dottor Adolfo Arcangeli, tel. 0574/434653, fax 0574/434355
Federazione nazionale diabete giovanile, piazza Galilei 31, Cagliari, tel. 070/845457. Le sedi toscane sono ad Arezzo, via Cavour 97, tel. 0575/351380 e a Livorno, via dell'Arena Alfieri 17, tel. 0586/402506.

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