Tre nuovi mini
Coop apre a Pisa, Prato e Grassina
Nei suoi primi mesi di vita la Società mini-mercati cooperativi (Smc), che cura i piccoli supermercati del gruppo Unicoop Firenze, inaugura ben tre punti vendita.
Si tratta certo del casuale confluire, nello stesso periodo, dell'esito di mille variabili che normalmente contrappuntano il sorgere di nuove strutture di vendita: autorizzazioni, licenze, varianti in corso d'opera, bizzarrie meteorologiche, inconvenienti in cantiere. In tutti i casi questi tre nuovi, piccoli supermercati, seppur concepiti in tempi e con storie diverse, arrivano insieme al taglio del nastro.
Il 25 febbraio è stato inaugurato il nuovo punto vendita di Porta a Lucca, quartiere di Pisa, in aprile il negozio di Prato in via Bologna, che sostituisce l'attuale in altra collocazione della stessa via; a fine aprile sarà la volta di Grassina, e anche in questo caso sarà una sostituzione.
Una coincidenza che a noi comunque piace considerare come un segno augurale, di buon auspicio per il consolidamento e la crescita del canale dei piccoli supermercati.
La Coop arriva per la prima volta nel quartiere pisano di Porta a Lucca: si tratta di un quartiere caratterizzato da relativamente recenti insediamenti abitativi, che si sommano ad isolati di villette liberty del primo Novecento. Alta è la presenza di ceto medio, di insegnanti, di impiegati pubblici.
Il grosso complesso immobiliare, che in una parte ospita la Coop, fu a suo tempo oggetto di vibranti polemiche sui giornali perché ritenuto, non senza qualche ragione, troppo invadente in quel contesto. Coop, l'allora Unicoop Pontedera, fu del tutto estranea alla vicenda urbanistica, limitandosi ad acquistare quei locali quando il cantiere era già molto avanti e quindi un supermercato sarebbe comunque stato realizzato.
Per tutti questi motivi la Coop a Porta a Lucca deve dare una buona prova: deve, come e più di sempre, adoperarsi per dare risposte ai clienti e soci. I primi dati sono alquanto incoraggianti: moltissima gente all'inaugurazione, unanimi consensi per come è stata realizzata la struttura, vendite molto alte i primi giorni e, cosa di grandissimo rilievo, una grande quantità di domande di ammissione a socio nei primi 10 giorni, oltre 150.
A Porta a Lucca, come a Prato in via Bologna, come a Grassina, Smc cerca di rendere concrete le sue specifiche strategie commerciali, ripetendo e migliorando quanto già fatto negli ultimi nati fra i piccoli supermercati o nelle ristrutturazioni totali attuate. Grande spazio e attenzione continua nei reparti del fresco e quindi ampi e curati reparti di ortofrutta; fornito banco della gastronomia; presenza del piccolo forno per baguette e croissanterie; banco a taglio delle carni. Inoltre la cortesia, il giusto atteggiamento di accoglienza nel personale, tutte cose che, sommandosi ai requisiti fondamentali della comodità e della vicinanza, dovranno conferire a questi piccoli supermercati quel qualcosa in più che li faranno preferire soprattutto, ma non solo, negli acquisti con cadenza infrasettimanale.
Se, come pensiamo e come molti dati confermano, questi piccoli supermercati di quartiere o di piccola città si affermeranno e si svilupperanno, Coop avrà certamente operato nell'interesse dei suoi soci come è suo compito istituzionale e avrà aumentato il livello del suo insediamento in Toscana. Inoltre avrà contribuito all'affermarsi dell'idea che la permanenza delle attività commerciali è funzionale al miglioramento della qualità della vita nei centri storici, nei quartieri cittadini, nei paesi e che a questo obiettivo può concorrere anche la distribuzione organizzata non necessariamente grande.
Si tratta certo del casuale confluire, nello stesso periodo, dell'esito di mille variabili che normalmente contrappuntano il sorgere di nuove strutture di vendita: autorizzazioni, licenze, varianti in corso d'opera, bizzarrie meteorologiche, inconvenienti in cantiere. In tutti i casi questi tre nuovi, piccoli supermercati, seppur concepiti in tempi e con storie diverse, arrivano insieme al taglio del nastro.
Il 25 febbraio è stato inaugurato il nuovo punto vendita di Porta a Lucca, quartiere di Pisa, in aprile il negozio di Prato in via Bologna, che sostituisce l'attuale in altra collocazione della stessa via; a fine aprile sarà la volta di Grassina, e anche in questo caso sarà una sostituzione.
Una coincidenza che a noi comunque piace considerare come un segno augurale, di buon auspicio per il consolidamento e la crescita del canale dei piccoli supermercati.
La Coop arriva per la prima volta nel quartiere pisano di Porta a Lucca: si tratta di un quartiere caratterizzato da relativamente recenti insediamenti abitativi, che si sommano ad isolati di villette liberty del primo Novecento. Alta è la presenza di ceto medio, di insegnanti, di impiegati pubblici.
Il grosso complesso immobiliare, che in una parte ospita la Coop, fu a suo tempo oggetto di vibranti polemiche sui giornali perché ritenuto, non senza qualche ragione, troppo invadente in quel contesto. Coop, l'allora Unicoop Pontedera, fu del tutto estranea alla vicenda urbanistica, limitandosi ad acquistare quei locali quando il cantiere era già molto avanti e quindi un supermercato sarebbe comunque stato realizzato.
Per tutti questi motivi la Coop a Porta a Lucca deve dare una buona prova: deve, come e più di sempre, adoperarsi per dare risposte ai clienti e soci. I primi dati sono alquanto incoraggianti: moltissima gente all'inaugurazione, unanimi consensi per come è stata realizzata la struttura, vendite molto alte i primi giorni e, cosa di grandissimo rilievo, una grande quantità di domande di ammissione a socio nei primi 10 giorni, oltre 150.
A Porta a Lucca, come a Prato in via Bologna, come a Grassina, Smc cerca di rendere concrete le sue specifiche strategie commerciali, ripetendo e migliorando quanto già fatto negli ultimi nati fra i piccoli supermercati o nelle ristrutturazioni totali attuate. Grande spazio e attenzione continua nei reparti del fresco e quindi ampi e curati reparti di ortofrutta; fornito banco della gastronomia; presenza del piccolo forno per baguette e croissanterie; banco a taglio delle carni. Inoltre la cortesia, il giusto atteggiamento di accoglienza nel personale, tutte cose che, sommandosi ai requisiti fondamentali della comodità e della vicinanza, dovranno conferire a questi piccoli supermercati quel qualcosa in più che li faranno preferire soprattutto, ma non solo, negli acquisti con cadenza infrasettimanale.
Se, come pensiamo e come molti dati confermano, questi piccoli supermercati di quartiere o di piccola città si affermeranno e si svilupperanno, Coop avrà certamente operato nell'interesse dei suoi soci come è suo compito istituzionale e avrà aumentato il livello del suo insediamento in Toscana. Inoltre avrà contribuito all'affermarsi dell'idea che la permanenza delle attività commerciali è funzionale al miglioramento della qualità della vita nei centri storici, nei quartieri cittadini, nei paesi e che a questo obiettivo può concorrere anche la distribuzione organizzata non necessariamente grande.
Dello stesso Autore
-
I piccoli super dopo il ciclone Iper
Febbraio 2000 -
Da mini a in
Gennaio 2000 -
Freschi, biologici e col bancomat
Marzo 1999 -
Vendite a gonfie vele
Giugno 1998
Argomenti
-
Cooperativa (32)
  · rete di vendita (23)
    · nuove aperture (28)
