La casa di Erci
Tradizioni contadine in Mugello
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| La casa di Erci |
La strada transita per Luco-Grezzano e attraverso stupende vallate termina il suo tragitto proprio sull'aia davanti all'ingresso della bella colonica adibita a museo. Nella 'Casa di Erci' - questo il suo nome - vi sono conservati più di mille oggetti della storia e della tradizione contadina, molti dei quali ancora funzionanti. Tutto è documentato da pannelli corredati da foto e spiegazioni chiare e dettagliate. E' possibile ammirare antichi attrezzi da boscaiolo, macine a mano per il grano, filatoi e telai, tantissimi utensili delle belle cucine contadine di una volta. E ancora macchine tritaforaggi, strettoi per le vinacce trasformate manualmente in vino. C'è perfino una trebbiatrice di quasi cent'anni. E basta chiedere di vedere come funzionano per far tornare di nuovo all'opera tutti questi attrezzi, salvati da un appassionato lavoro di ricerca da uomini e donne che non gradiscono essere nominati a uno a uno ma gioiscono davvero quando vengono indicati come 'quelli di casa d'Erci'. Le sezioni sono 28, alcune delle quali allestite in ambienti esterni all'edificio principale, ognuna dedicata a un tema specifico: il bestiame, la vendemmia, l'olio, la cura delle piante e i tanti mestieri di un tempo (artigianato contadino, calzolaio, falegname, bigonaio, fabbro, spaccapietre, tessitore).
La grande casa-museo, inaugurata nel 1983, è visitata continuamente da studiosi appassionati e da studenti, molti dei quali si fermano poi a fare uno spuntino sull'aia ombreggiata e apparecchiata con tavoli rustici. Su richiesta vengono serviti dei pasti completi, che si richiamano alla tradizionale cucina mugellana.
Ma non è solo per andare a far bisboccia nei giorni di festa che si deve risalire fin quassù. E' soprattutto per camminare sul sentiero naturalistico (con oltre 120 piante opportunamente segnalate), per visitare le ricostruite capanne dei boscaioli o le vecchie carbonaie e ritrovare quell'amore per la propria terra che anima tutti i mugellani veraci.
Per saperne di più
Il museo è aperto tutto l'anno il pomeriggio di tutti i festivi (autunno-inverno dalle 14.30 alle 19.30, primavera-estate dalle 15 alle 19.30). Costo del biglietto lire 3 mila, prezzo speciale per comitive e scolaresche. Per informazioni telefonare allo 055/8401457. Prenotazioni per visite guidate si effettuano dal lunedì al venerdì (9-12.30) presso la biblioteca comunale di Borgo San Lorenzo, tel. 055/8457197. Il museo dispone anche di una biblioteca specializzata e di un archivio ricco di documenti scritti e fotografici.
Piatti tipici
La lonza
Piatto tipico che veniva preparato per i contadini, i fattori, i mercanti che prendevano parte alle fiere di Borgo, Luco e Scarperia. Era un piatto unico, accompagnato soltanto dal pane e vino.
Come si prepara
Pulire e lavare 3 kg di carne della coda e del muso di manzo. Togliere i peli (se ce n'è rimasto ancora qualcuno) e fare dei pezzi piuttosto grossi. Adagiarli in una capace pentola insieme a tre carote tagliate a fette e a quattro belle costole di sedano, anche questo tagliato; aggiungere prezzemolo, quattro cipolle rosse (pure queste a pezzi) e sei peperoncini. Unirci anche un chilo e mezzo di pomodori pelati, un bicchiere abbondante di olio di oliva, un litro e mezzo di acqua, sale e pepe. Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione senza smettere di mescolare, soprattutto quando il composto comincia ad amalgamarsi. Occorrono almeno tre ore di cottura e tanta attenzione. Durante la cottura aggiungere vino rosso, del migliore, e farlo evaporare... sempre senza fretta.
Per ottenere una buona lonza sarebbe bene cuocerla oggi, lasciarla riposare nel suo tegame a temperatura ambiente e il giorno dopo, poco prima di servirla, riscaldarla e portarla in tavola, abbinata allo stesso vino usato per la cottura.
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