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FEBBRAIO 1998
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QUESTIONI DI CUORE
QUESTIONI DI CUORE
La prevenzione delle malattie cardiache. L'iniziativa della Regione
Di Alma Valente-
Giornalista
Nata a Roma. Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a collaborare con l'Informatore, con articoli inerenti la medicina. Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL). Dal 2001 ha iniziato l'esperienza di produttore di programmi televisivi. Attualmente cura e conduce su RTV38-Odeon "Salve Mercurio", trasmissione di educazione sanitaria che si realizza sotto l'egida della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Firenze. Nel frattempo continua ad esplicare la sua azione di addetto stampa come free lance.
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| Questioni di cuore |
«Con la vera prevenzione primaria. Quella cioè che passa prima di tutto attraverso lo stile di vita. Abitudini, dieta, attività fisica e controlli tramite i quali l'individuo si fa carico, in prima persona, della propria salute», afferma il professor Angelo Massi, primario dell'Unità operativa di cardiologia dell'ospedale Iot di Firenze.
Dunque una vita sana e controllata. Ma al di là di un generico 'salutismo' come ci dobbiamo comportare concretamente?
«Esistono due tipi di prevenzione, quella primaria e quella secondaria. La prima tende a ridurre o a contenere i fattori di rischio che inducono la malattia. E anche se ciò può essere difficilmente accettabile dovrebbe essere praticata anche in età infantile e giovanile, per evitare eventuali cardiopatie in età adulta. La prevenzione secondaria consiste invece nel sottoporsi a controlli periodici che riducono il rischio di complicanze anche improvvise e gravi, specialmente in soggetti che sono già andati incontro ad un primo evento patologico di natura cardiocircolatoria».
Lei ha parlato di fattori di rischio: quali sono i più comuni?
«Innanzitutto l'eccesso di colesterolo nel sangue (ipercolesterolemia) che, attraverso l'ispessimento della parete interna delle arterie, può causare l'arteriosclerosi; un'alimentazione squilibrata e troppo ricca di grassi animali; il fumo; l'ipertensione arteriosa; l'obesità; il diabete; la vita sedentaria; la tendenza familiare e le sostanze tossiche. Un'attenzione particolare deve essere rivolta anche agli effetti favorevoli di alcune terapie, come quella ormonale sostitutiva nelle donne in menopausa. Insomma, tutti fattori che, pur non essendo singolarmente e costantemente causa diretta di patologie cardiovascolari, determinano una maggiore possibilità di ammalarsi. A questo proposito un programma di educazione sanitaria, insieme ad una corretta applicazione delle misure di prevenzione secondaria (riabilitazione, controlli, somministrazione di farmaci ecc.) è in grado di determinare, ad esempio nell'infarto cardiaco, una riduzione tra il 35 e il 70 per cento di eventi peggiorativi».
A chi possono ricorrere i cittadini per avere un'informazione corretta e completa sui metodi di prevenzione?
«Indubbiamente, e questo da sempre, la delega di principio è affidata al medico di base, il primo ad agire sui comportamenti e sull'educazione alla salute attraverso la responsabilizzazione dei pazienti. Oggi però questo problema così sentito a livello sanitario è stato finalmente recepito anche in campo sociale e istituzionale. La Regione Toscana, infatti, ha recentemente approvato una normativa che realizza un'azione programmata sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. Una normativa di prevenzione sociale, finora indirizzata esclusivamente verso le forme tumorali, che estende la propria competenza anche a queste malattie. Nell'ambito di questo nuovo indirizzo regionale particolare rilievo sarà conferito ai Centri di riabilitazione cardiovascolare che, per la loro specifica funzione di prolungato controllo dei soggetti, rappresentano la sede più idonea alla diffusione dei programmi di prevenzione ed educazione sanitaria».
Il cuore in cucina
Come dice il professor Eugenio Del Toma, specialista in Scienza dell'alimentazione, «mangiare non è soltanto un'esigenza fisiologica ma può e dovrebbe restare, a qualsiasi età, anche un piacere della vita». Ecco dunque alcune piccole nozioni sulla cottura degli alimenti che, senza eccessive rinunce, ci permettono di gustare i cibi preferiti senza danneggiare le nostre arterie.La carne
- cercate di togliere tutto il grasso visibile e la pelle al pollame;
- nel forno usate sempre temperature basse, quelle troppo alte non permettono la fuoriuscita dei grassi;
- anziché 'bagnare' la carne con olio o burro, cospargetela di vino o brodo;
- la cottura ai ferri o alla griglia va benissimo e, se proprio amate il brodo di carne, prima di mangiarlo raffreddatelo e togliete il grasso indurito dalla superficie.
Il pesce
- è meglio lessarlo con poca acqua o vino, con aggiunta di cipolla ed erbe aromatiche;
- se lo preferite arrosto fatelo al 'cartoccio'. Basta insaporirlo con rosmarino, sale, pepe e qualche fettina di limone, avvolgerlo in carta d'alluminio e metterlo in forno a 200°C per una ventina di minuti. Cuocerà nel liquido che esso stesso produce senza bisogno di aggiungere olio.
Le verdure
- le verdure non contengono grassi e quindi non aggiungeteli durante la cottura!
- usate sempre poca acqua per bollirle, altrimenti i sali e le vitamine vanno dispersi. Meglio sarebbe a questo proposito la cottura a vapore.
Qualche volta sono permessi, anche se è bene ricordare che assorbono dall'8 al 10 per cento del grasso di frittura. Se comunque volete friggere qualcosa usate queste precauzioni.
- Usate sempre olio di semi o olio di oliva;
- cercate di evitare il 'punto di fumo', cioè la comparsa di fumo quando friggete a temperatura troppo elevata;
- non adoperate mai l'olio già usato.
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