Questioni di fegato
Le regole per mantenerlo in salute
Intervista al professor Paolo Gentilini
Con i suoi 1300-1500 g di peso, il fegato è la più grossa ghiandola del nostro organismo, eppure molto spesso lo trascuriamo. La maggior parte delle persone, infatti, ricorre alle cure dello specialista solo quando ha forti dolori o coliche ricorrenti, sottovalutando tutti quei piccoli segnali, quali sonnolenza, cattiva digestione e malumore, che questo alleato così importante per la nostra salute ci lancia. Certo, non è sempre il caso di allarmarsi se qualche volta ci svegliamo con la bocca amara, ma la conoscenza dei sintomi iniziali può servirci ad evitare guai peggiori.
Cerchiamo dunque di conoscere meglio questo nostro organo 'tuttofare', con l'aiuto del professor Paolo Gentilini, direttore dell'Istituto di medicina interna dell'Università di Firenze e presidente della Fondazione italiana per lo studio del fegato.
Tutti sanno che il fegato è molto importante. Ma perché è così vitale? In altre parole, quali sono le sue funzioni?
Il fegato, oltre a secernere la bile, regola il livello di molte delle più importanti sostanze presenti nel sangue. Le sue funzioni sono quindi innumerevoli; basti ricordare la sintesi delle proteine, dei grassi, dei carboidrati e degli zuccheri, i cui livelli nel sangue sono mantenuti costanti attraverso delicati meccanismi di equilibrio e di regolazione. Provvede inoltre alla sintesi dei fattori della coagulazione, essenziali per contrastare le emorragie. Infine, è bene ricordare che il fegato immagazzina e libera molte vitamine ed aminoacidi essenziali per il funzionamento di molti organi 'nobili' dell'organismo, quali il cervello, il cuore, i polmoni e i reni.
Quali sono i principali malanni che possono affliggere il fegato?
Alcuni difetti possono essere presenti fin dalla nascita. Nella maggior parte dei casi si tratta di malformazioni che impediscono il normale flusso della bile nei neonati. Ma essendo, come detto, il principale organo per il metabolismo e la depurazione corporea, il fegato può rimanere intossicato da sostanze presenti nell'ambiente e nei cibi, come da bevande alcoliche consumate in eccesso. Infine può andare incontro a processi infiammatori, sia acuti che cronici, fra cui prevalgono le epatiti virali da virus B e C. Le epatiti determinano spesso profonde alterazioni dell'organo, fino alla comparsa di fibrosi estesa e di rigenerazione atipica che costituiscono l'effetto principale della cirrosi epatica.
Esistono dei segnali che possono farci insospettire?
Un fegato ammalato può essere sospettato sulla base della comparsa di una colorazione giallastra nelle sclere, cioè nel bianco dell'occhio, e nella pelle e dalla colorazione molto scura delle urine. Comunque il riscontro certo si ha solo con opportune analisi cliniche.
E' vero che il fegato è un organo autosufficiente, nel senso che ha la capacità di autorigenerarsi?
Il fegato è capace di attivare processi di rigenerazione tutte le volte che viene leso da una qualsiasi causa esterna. E' importante, tuttavia, che tale causa, qualunque essa sia (virus, alcol, ecc.), sia limitata nel tempo e non sia troppo aggressiva, altrimenti la rigenerazione può avvenire in maniera atipica e portare alla formazione di noduli che possono diventare un ostacolo alla circolazione del sangue e quindi determinare un aumento di pressione che provoca la dilatazione della milza.
Quanto tempo richiede il processo di rigenerazione epatica?
La rigenerazione, dopo interventi chirurgici o malattie virali, inizia molto presto. Già dopo 36 ore le nuove cellule cominciano a sostituire quelle morte. Ovviamente questa attività col tempo rallenta e una completa rigenerazione del fegato con sostituzione delle parti mancanti, soprattutto se estese, può richiedere anche sei mesi. Comunque il fegato provvede ad una ciclica e completa sostituzione delle proprie cellule che, per un uomo giovane e sano, si verifica ogni 30 giorni. Le cellule periodicamente rigenerate mantengono tuttavia i difetti metabolici, congeniti o acquisiti, che già preesistevano.
Quali sono le regole alimentari per mantenere in salute il nostro fegato?
Sono le semplici regole di una dieta equilibrata, che privilegia i carboidrati (50-60 per cento della dieta giornaliera), mentre i grassi e le proteine devono rappresentare rispettivamente il 30 per cento e il 10 per cento. La cosiddetta 'dieta mediterranea' va benissimo, anche per la presenza di oli di origine vegetale (oliva e semi) che presentano un'ottima miscela di grassi saturi e insaturi. Anche in caso di patologie non occorre escludere in assoluto nessun alimento, ma occorre eliminare ogni tipo di bevanda che contenga alcool a qualunque gradazione.
Per saperne di più
La Fondazione italiana per lo studio del fegato pubblica la rivista specialistica quadrimestrale 'Il nostro fegato'. Per averla è possibile rivolgersi alla segreteria della Fondazione, tel. 055/717570.
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| Questioni di fegato |
Cerchiamo dunque di conoscere meglio questo nostro organo 'tuttofare', con l'aiuto del professor Paolo Gentilini, direttore dell'Istituto di medicina interna dell'Università di Firenze e presidente della Fondazione italiana per lo studio del fegato.
Tutti sanno che il fegato è molto importante. Ma perché è così vitale? In altre parole, quali sono le sue funzioni?
Il fegato, oltre a secernere la bile, regola il livello di molte delle più importanti sostanze presenti nel sangue. Le sue funzioni sono quindi innumerevoli; basti ricordare la sintesi delle proteine, dei grassi, dei carboidrati e degli zuccheri, i cui livelli nel sangue sono mantenuti costanti attraverso delicati meccanismi di equilibrio e di regolazione. Provvede inoltre alla sintesi dei fattori della coagulazione, essenziali per contrastare le emorragie. Infine, è bene ricordare che il fegato immagazzina e libera molte vitamine ed aminoacidi essenziali per il funzionamento di molti organi 'nobili' dell'organismo, quali il cervello, il cuore, i polmoni e i reni.
Quali sono i principali malanni che possono affliggere il fegato?
Alcuni difetti possono essere presenti fin dalla nascita. Nella maggior parte dei casi si tratta di malformazioni che impediscono il normale flusso della bile nei neonati. Ma essendo, come detto, il principale organo per il metabolismo e la depurazione corporea, il fegato può rimanere intossicato da sostanze presenti nell'ambiente e nei cibi, come da bevande alcoliche consumate in eccesso. Infine può andare incontro a processi infiammatori, sia acuti che cronici, fra cui prevalgono le epatiti virali da virus B e C. Le epatiti determinano spesso profonde alterazioni dell'organo, fino alla comparsa di fibrosi estesa e di rigenerazione atipica che costituiscono l'effetto principale della cirrosi epatica.
Esistono dei segnali che possono farci insospettire?
Un fegato ammalato può essere sospettato sulla base della comparsa di una colorazione giallastra nelle sclere, cioè nel bianco dell'occhio, e nella pelle e dalla colorazione molto scura delle urine. Comunque il riscontro certo si ha solo con opportune analisi cliniche.
E' vero che il fegato è un organo autosufficiente, nel senso che ha la capacità di autorigenerarsi?
Il fegato è capace di attivare processi di rigenerazione tutte le volte che viene leso da una qualsiasi causa esterna. E' importante, tuttavia, che tale causa, qualunque essa sia (virus, alcol, ecc.), sia limitata nel tempo e non sia troppo aggressiva, altrimenti la rigenerazione può avvenire in maniera atipica e portare alla formazione di noduli che possono diventare un ostacolo alla circolazione del sangue e quindi determinare un aumento di pressione che provoca la dilatazione della milza.
Quanto tempo richiede il processo di rigenerazione epatica?
La rigenerazione, dopo interventi chirurgici o malattie virali, inizia molto presto. Già dopo 36 ore le nuove cellule cominciano a sostituire quelle morte. Ovviamente questa attività col tempo rallenta e una completa rigenerazione del fegato con sostituzione delle parti mancanti, soprattutto se estese, può richiedere anche sei mesi. Comunque il fegato provvede ad una ciclica e completa sostituzione delle proprie cellule che, per un uomo giovane e sano, si verifica ogni 30 giorni. Le cellule periodicamente rigenerate mantengono tuttavia i difetti metabolici, congeniti o acquisiti, che già preesistevano.
Quali sono le regole alimentari per mantenere in salute il nostro fegato?
Sono le semplici regole di una dieta equilibrata, che privilegia i carboidrati (50-60 per cento della dieta giornaliera), mentre i grassi e le proteine devono rappresentare rispettivamente il 30 per cento e il 10 per cento. La cosiddetta 'dieta mediterranea' va benissimo, anche per la presenza di oli di origine vegetale (oliva e semi) che presentano un'ottima miscela di grassi saturi e insaturi. Anche in caso di patologie non occorre escludere in assoluto nessun alimento, ma occorre eliminare ogni tipo di bevanda che contenga alcool a qualunque gradazione.
Per saperne di più
La Fondazione italiana per lo studio del fegato pubblica la rivista specialistica quadrimestrale 'Il nostro fegato'. Per averla è possibile rivolgersi alla segreteria della Fondazione, tel. 055/717570.
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